ELEZIONI REGIONALI VENETO 2010 Alessandro Zanforlini D'Isanto si presenta ai lettori di RovigoOggi.it

Saper mediare, un'arte difficile

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Alessandro Zanforlini D'Isanto è nato a Rovigo l’11 agosto 1946. Medico di base e sposato con Maria Pia, è padre di due figli. D’Isanto, iscritto alla Lega dal 1993, è consigliere comunale a Rovigo da quattro legislature

Il Polesine è al passo con il Veneto?
No, siamo sempre stati ultimi. Basta guardare il tasso di disoccupazione, che è il più alto della regione.
Quale potrebbe essere il suo punto di forza in poche parole?
Tutto ciò che abbiamo inserito nel programma elettorale della Lega Nord.
Ulss 18 e 19 sono in linea con le altre Ulss venete?
Sì, ma necessitano di essere potenziate, soprattutto nel distretto alto polesano.
Lavoro per i giovani: c’è possibilità di crescita?
Sì. Basta pensare che con la riconversione a carbone della centrale verranno occupati 3.200 operai di aziende polesane, per 4 anni.
Insediamento Enel a Porto Tolle: favorevole al carbone?
Sì.
Possibilità di nucleare in Polesine: favorevole?
Come partito siamo favorevoli al nucleare, perché non si può andare contro il progresso. Ma nel principio del federalismo, poiché il Veneto è autosufficiente nella produzione di energia, non vogliamo la centrale nella nostra regione.
In seguito all’accordo Eni-Enel-Governo per la riduzione delle emissioni di Co2 in atmosfera le aziende si impegnano a studiare sistemi per la cattura e lo stoccaggio dei gas in profondità nel sottosuolo che potrebbero essere usati già da subito dopo la riconversione a carbone di Polesine Camerini: favorevole?
Sì, purché si risolva il problema della subsidenza. Finché non si risolve, non sono favorevole.

Ora qualche domanda aperta in cui esprimere meglio i concetti sopra accennati

Secondo il tuo programma elettorale, qual è il più importante cambiamento che il Polesine dovrebbe affrontare per “essere al passo” con il Veneto?
Puntare su viabilità e infrastrutture, che offrono la possibilità di insediamento alle aziende artigiane, commerciali e industriali. Bisogna puntare inoltre sul turismo, e sulle attività quali caccia e pesca. Regolamentarle, ci renderebbe la regione più ricca d’Italia. Inoltre è necessario far decollare l’Ente Parco Delta, anziché cementificare il territorio.
Quali sono le necessità della Provincia di Rovigo che porterai all’attenzione del Consiglio regionale una volta eletto?
La prima necessità per il Polesine è risolvere il problema della disoccupazione. La seconda priorità è valorizzare il territorio. Abbiamo un Interporto che merita di essere sfruttato, anziché intasare, ad esempio, quello di Verona. Infine, la valorizzazione delle infrastrutture.
Si può parlare di “eccellenza” del sistema sanitario pubblico veneto? Quali eventuali cambiamenti dovrebbe subire per garantire un migliore servizio al cittadino?
Sono aziende eccellenti. Una volta eletto Luca Zaia governatore, si potrà costituire un grande assessorato socio-sanitario, incorporando i due referati. Il problema delle lunghe attese al Pronto soccorso, parzialmente risolto dalla priorizzazione dei codici, potrà essere definitivamente superato con l’istituzione del Cup regionale. La riduzione del numero delle aziende sanitarie, inoltre, comporterà una razionalizzazione delle spese e le risorse risparmiate potranno essere reinvestite nel settore.
Ha delle proposte in merito che intendi rivolgere alla Regione?
Quelle appena elencate.
Centrale a carbone pulito di Porto Tolle, rigassificatore al largo di Porto Levante, ed ora la possibilità di ospitare in Polesine anche una centrale nucleare. Qual è la tua posizione in fatto di politiche energetiche?
Il rigassificatore, la centrale a carbone (una volta a regime il processo di conversione), l’impianto fotovoltaico più grande d’Europa a Castelguglielmo, unito a quello di Canaro in fase di progettazione, ci faranno diventare il polo energetico più grande d’Italia, in grado di produrre il 10% del fabbisogno nazionale (anche senza il fotovoltaico), con l’80% delle emissioni smaltite grazie ad ecofiltri ecocompatibili all’avanguardia. Non potranno che essere motori di sviluppo per il territorio, in grado di far decollare la successiva fase produttiva, ovvero dare impulso al turismo nel rispetto della pesca e delle attività venatorie. A questo si ricollega il potenziamento del sistema viario, con la Nogara mare e la Romea commerciale. Inoltre, l’indotto che si otterrà dalle politiche energetiche avrà ricadute a lungo termine, mettendo in discussione i costi delle bollette, che dovranno favorire tutti i polesani da Porto Tolle a Bergantino.
Che cosa porti della tua esperienza personale al Consiglio regionale?
Bisogna fare una distinzione: una cosa è la politica, un’altra è essere un amministratore. Sono consigliere comunale da quando è stata introdotta l’elezione diretta del sindaco, ho una notevole esperienza alle spalle. Sono stato capogruppo in consiglio comunale, responsabile degli enti locali del partito, presidente di varie commissioni e ho maturato la convinzione che quando si è amministratori bisogna saper mediare, un’arte difficile. Sono inoltre portatore di valori che nella politica di oggi sembrano essere dimenticati.
Dimentichiamo qualcosa?
Il Polesine ha molte potenzialità, che altre province non hanno. Per questo è necessario che in Consiglio regionale ci sia un rappresentante che faccia riferimento direttamente al governatore Zaia, che sia in linea diretta con lui.
18 marzo 2010

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