La Camera di Commercio di Rovigo ha ospitato l'ottava Giornata dell'economia. Grande interesse da parte dei presenti per l'intervento del docente universitario Edoardo Gaffeo, che ha fornito un'analisi approfondita del sistema produttivo polesano, dal quale è emerso come nella nostra provincia la quota di popolazione sia un parametro che inceppa l'intero meccanismo, nonostante il tasso di disoccupazione sia prossimo allo zero
Rovigo - L’analisi del tessuto produttivo polesano formato dalle piccole e medie imprese del territorio è stato l’oggetto su cui si sono confrontati i relatori che hanno partecipato all’ottava Giornata dell’economia polesana che si è svolta presso la Camera di Commercio di Rovigo, venerdì 7 maggio.
Particolare interesse ha riscosso l’intervento di Edoardo Gaffeo, docente e ricercatore di Politica economica alla Facoltà di economia dell’Università di Trento nonché consulente finanziario del gruppo San Paolo Imi e neoconsigliere della Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo presieduta da Antonio Finotti, nel corso del quale ha messo in evidenza l’andamento della produttività nella Provincia di Rovigo paragonandola al trend delle altre province venete. Il tutto relazionato al tasso di disoccupazione. E per il Polesine le novità non sono mancate.
Partendo dal quesito “la produttività media annua di Rovigo può essere inserita in un modello?”, Gaffeo ha sottolineato come “il ciclo economico ci dice che le province di Padova, Verona, Treviso, Vicenza e Venezia viaggiano insieme per produttività e lavoro”. Supportato da precisi grafici, il docente ha proseguito: “I numero ci dicono che quando le cose a Padova vanno male, a Rovigo invece vanno bene, e viceversa”. Ovvero, la produttività polesana cresce quando gli altri diminuiscono.
Questo, grazie al sistema economico prevalente nel territorio, un’economia aperta che privilegia le transazioni con i i territori esterni, che si sta rivelando particolarmente solido rispetto ai venti di crisi che hanno colpito l’intera economia mondiale. Nulla da temere inoltre anche per l’occupazione, l’analisi di Gaffeo ne ha evidenziato una diminuzione anche a Rovigo, “il dato, 3-4% di tasso di disoccupazione della popolazione ci fa sostenere come siamo praticamente vicini al pieno impiego”.
Dunque perché Rovigo è in controtendenza rispetto alle altre province, tanto da poter affermare che la nostra economia si colloca al di fuori del cosiddetto “modello Nord est”? Il “blocco” dell’ingranaggio Gaffeo lo individua nella quota della popolazione che lavora. Siamo in sostanza una provincia “vecchia”, anagraficamente parlando, “questo determina lo sfasamento della dinamica della produttività rispetto alle province di riferimento”, ha concluso il relatore, appoggiato da Fabrizio Rossi, presidente di Unindustria, il quale ha confermato come da una parte le esportazioni la facciano da padrone nel sistema economico polesano, “mentre dall’altra manca il capitale umano”.
Dal settore primario Valentino Bosco, presidente di Coldiretti Rovigo, ha lanciato quella che potrebbe sembrare una provocazione, poiché riconoscendo la lacuna del Polesine ha invitato a pensare ad un sistema di accoglienza funzionale per il mondo agricolo. “Gli immigrati che vivono sul territorio sono molti - ha rimarcato - Dato che la popolazione sta invecchiando, possiamo pensare di adeguare il sistema scolastico e il sistema produttivo allo scopo di inserire meglio queste persone nella nostra economia?”.
Ma c’è di più. Infatti la prospettiva più ampia offerta da Bosco evidenzia come “la forza lavoro di oggi potrebbe essere la forza imprenditoriale di domani”.
Elisa Barion