Le dimissioni forzate dell’ex presidente Fabrizio Rossi diventano esecutive. I probiviri respingono al mittente gli esposti e a coordinare l’associazione di via Casalini sarà il sestetto capitanato da Michele Gambato coadiuvato da: Stefano Cattozzo (nella foto qui a sinistra), Sergio Pascucci, Paolo Reale, Giuliano Dondi e Roberto Gioachin fino a febbraio 2011. Rossi amaro: "Alcune persone sono intaccabili"
Rovigo - Come un lampo arriva la risposta dei probiviri agli esposti presentati dall’ex presidente di Unindustria Rovigo, Fabrizio Rossi, al momento delle sue dimissioni forzate. Neppure due settimane e dalla sede di viale dell’Astronomia di Roma vengono respinti gli esposti contro il vice presidente nazionale Antonio Costato, e quelli a Michele Gambato e Paolo Reale. Unindustria Rovigo di fatto è stata commissariata, in modo che le acque in burrasca si possano calmare per riportare la compattezza perduta all’interno dell’associazione. A coordinare l’associazione di via Casalini sarà il sestetto capitanato da Michele Gambato coadiuvato da: Stefano Cattozzo, Sergio Pascucci, Paolo Reale, Giuliano Dondi e Roberto Gioachin.
“Risponderò ai probiviri - commenda Fabrizio Rossi l’indomani della decisione presa dai vertici nazionali - Purtroppo alcune persone sono intoccabili, persino davanti a documenti che certificano quello che ho già detto ed ho presentato con i miei esposti”. Amareggiato, Rossi ribadisce comunque la propria possibilità di uscire dall’associazione e quindi di conseguenza perdere il posto come consigliere della Camera di Commercio di Rovigo, dove attualmente è consigliere in rappresentanza della sezione industriale del Polesine. “Non garantisco la permanenza dell’azienda in Unindustria - ribadisce Rossi - Devo confrontarmi con gli altri soci e poi decideremo ciò che ne sarà. Intanto torno a fare l’imprenditore”.
A Palazzo Casalini si incontreranno per la prima volta mercoledì sera 26 maggio 2010, il comitato di reggenza che dovrà traghettare la sezione rodigina sino al prossimo anno, il 28 febbraio 2011 ci saranno le elezioni del nuovo presidente di Rovigo. A tal proposito ha commentato Stefano Cattozzo, raggiunto telefonicamente: “Tutti i membri del comitato di reggenza si sono messi a disposizione di Confindustria per spirito di servizio, per permettere che l’assetto industriale della provincia di Rovigo non si agiti più del necessario”.
Quali sono gli obiettivi che vi prefiggete di raggiungere nel più breve tempo possibile?
“Sicuramente mettere ordine a tutto quello che c’è stato. Dobbiamo compattare nuovamente tutta l'associazione partendo dalla base. Dobbiamo coinvolgere i soci”.
E’ possibile che queste vicende abbiamo creato un disinnamoramento da parte degli associati?
“Mi auguro che non sia così. Nelle prossime settimane prepareremo un piano per poter arrivare il più tranquillamente possibile alle prossime elezioni e all’occorrenza faremo chiarezza su queste ultime vicende”.
Quindi gli esposti che Rossi ha presentato ai probiviri le considera difese inventate? Come procederete?
“Gli esposti che Rossi ha presentato ai probiviri non sono fatti inventati. I probiviri hanno detto che i fatti contestati da Rossi non sono fatti rilevanti e di conseguenza se un socio, Rossi, vuole ulteriori chiarimenti riapriremo i fascicoli per ricontrollarli e verificare le controversie. Di fatto personalmente vorrei che quello che ciò che è accaduto sia archiviato e quindi concentrarsi in un ambiente sereno”.
Cattozzo ricorda che le tensioni all’interno di palazzo Casalini iniziarono già in luglio/agosto 2008, ancor prima dell’elezione di Rossi come presidente. Già in passato erano stati interpellati i probiviri, ma la stampa ne era stata tenuta all’oscuro poiché i fatti riguardavano esclusivamente la giunta e non l’associazione.
Termina quindi il primo atto della neonata Unindustria Rovigo. Il secondo inizia con il comitato di reggenza che dovrà risanare l’ambiente e riportare la tranquillità all’interno dell’associazione, clamorosi colpi di scena a parte. Stando così le cose Rossi continuerà a far parte dei consiglieri della Cciaa di Rovigo avendo ancora la fiducia dell’associazione.
La forte preoccupazione è che queste vicende portino ad una disgregazione dei soci ex Api ed ex Confindustria ora confluiti in Unindustria Rovigo tanto da minarne la rappresentatività sul territorio polesano.
A tal proposito risponde un ‘anziano’ membro dell’associazione ed ex presidente degli industriali Giuseppe Reato: “Se ciò avvenisse sarebbe un danno a 360 gradi. Entrambe le parti (ex Api ed ex Confindustria Rovigo) sarebbero lese e sarebbe solo il male dell’associazione e del territorio”.
Marco Terrestri