Il Ministro Maroni indica il Polesine come area per la costruzione di un nuovo centro Cie, attriti politici tra Lega e Pdl hanno fatto modificare la scelta del Ministro dell’Interno che direttamente ha indicato Rovigo al Governatore Luca Zaia. Il Pd con Graziano Azzalin non ci sta e chiede chiarimenti urgenti
Rovigo - Se in Veneto bisognerà costruire un nuovo centro per l‘identificazione e di espulsione per gli immigrati (Cie) sarà esclusivamente nella provincia di Rovigo. A localizzare la zona è stato direttamente il ministro dell’Interno Roberto Maroni che lo ha suggerito al governatore della regione Luca Zaia.
La scelta del Veneto come regione ospitante di uno dei quattro centri per l’identificazione e di espulsione per gli immigrati non piace alle forze politiche regionali soprattutto quelle della provincia di Verona, anche se il sindaco Tosi aveva dato parere favorevole a Maroni indicando tre soluzioni per la sua collocazione: Villafranca, Bovolone Isola Rizza o nella caserma di Pietro Schiavo. Lega Nord e Pdl hanno avuto notevoli attriti nelle settimane a seguire, tanto che il ministro Maroni nel viaggio istituzionale a Venezia di venerdì 23 luglio ha indicato al Governatore Zaia la provincia di Rovigo per la costruzione della nuova Cie.
I veronesi sicuramente tireranno un sospiro di sollievo, i residenti del Polesine meno. Voci di corridoio dicono che la localizzazione più idonea per questa struttura possa essere individuata nell’Alto Polesine, zona vicina alla provincia di Verona e di facile raggiungimento dalle forze dell’ordine. Non sapendo quale sia il sito più idoneo per questa nuova struttura viene da pensare al riutilizzo dell’ex base nato di Zelo, attualmente in disuso. La struttura che dovrà ospitare gli immigrati sicuramente necessita di costruzioni per alloggi e un sicuro perimetro.
A tal proposito il consigliere regionale del Pd, Graziano Azzalin, ha proposto una interrogazione urgente con risposta scritta al governatore Luca Zaia chiedendo chiarimenti circa la localizzazione e la necessità del nuovo sito. Nella nota accompagnatori si legge:
"Sarebbe l'ennesimo esempio di federalismo alla rovescia, ovvero fare le cose laddove non servono e non sarebbero accettate dalle comunità locali... La Provincia, ed eventualmente i Comuni interessati, ne sono stati informati? Purtroppo è storia nota che Governo e Regione si ricordino della nostra terra solo quando è ora di proporre strutture pericolose e inaccettabili...Queste strutture rappresentano altresì una vera e propria aberrazione giuridica e sono incostituzionali, in quanto recludono, anche fino a diciotto mesi, per una semplice irregolarità amministrativa, divenuta reato di clandestinità con il "pacchetto sicurezza" del Governo Berlusconi, varato nel 2008".