POLESINE DA SCOPRIRE Il distretto della giostra di Melara, Bergantino, Calto. L'esperienza di Soriani srl

Là dove si producono le forti emozioni

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Il distretto della giostra di Bergantino, Calto Melara raccontato dall'esperienza di una delle 102 aziende attive nel comparto. L'allestimento dell'unico Museo italiano in riapertura il prossimo maggio a Palazzo Strozzi, Bergantino.


Melara (Ro) - Una torre alta da 35 ai 50 metri su cui scorre una navetta spinta con una forte accelerazione dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso: è la Big bang, una giostra di adrenalina pura, di produzione della Soriani di Melara. Passando per via dell’Artigianato, la si vede svettare. Tecnici progettisti e operai stanno facendo le ultime prove prima di inviarla a destinazione. Come gran parte della produzione dell’azienda polesana, anche la Big bang è destinata al mercato straniero. Per costruirla servono circa 5 mesi di lavoro. Costa quasi un milione di euro. I primi a comprarla sono stati alcuni imprenditori americani. Le commesse statunitensi rappresentano il 25% del totale delle vendite. Un altro 25% finisce in Cina ed il resto è sparso tra l’Europa del nord, l’Australia e l’Egitto. Il fatturato annuo arriva a 5 milioni di euro. La Soriani di Melara è una delle 102 imprese attive del distretto regionale della giostra, esteso alle province di Treviso, Padova, Vicenza, Verona e Rovigo. Vi lavorano 2000 le persone. Il fatturato annuo è di circa 200milioni. Qui viene realizzato e prodotto l’80% delle giostre di tutta Europa. Solo il 20% della produzione complessiva è destinata all’Italia, il resto va al mercato mondiale.
Melara, Bergantino e Calto, con le loro 60 aziende attive nel settore della giostra, rappresentano i pilastri del distretto economico. I successi e la storia di queste aziende risalgono alla fine degli anni Venti del secolo scorso.

Il 24 aprile del 1929, in occasione della fiera di San Giorgio, nella piazza di Bergantino fu allestita la prima autopista. Nonostante la crisi e la povertà, per salire sulla giostra c’era la coda. Una fila lunghissima di bambini e adulti. Nessuno rinunciava all’emozione di una vertigine. Il successo di quei giorni fu l’inizio di un sogno quello dello ‘spettacolo viaggiante’.  Un sogno che cambiò la vita a molte persone.  Il professor Tommaso Zaghini è uno studioso di antropologia, esperto di storia locale, dirige il museo della Giostra e dello Spettacolo di Bergantino.  “Tutto ebbe inizio – racconta - per geniale intuizione di tre meccanici di biciclette di Bergantino Umberto Bacchiega, Umberto Favalli e Albino Protti. Al tempo riuscire ad incassare i soldi per un lavoro era molto difficile. Quando andava bene, bisognava aspettare anche un anno intero. Fu allora che al Bacchiega ed al Favelli vennero in mente le giostre. Ne avevano viste diverse durante i soggiorni forzati fuori Italia a causa della guerra. E la cosa che balzò agli occhi immediata era che chi vi saliva era obbligato a pagare in anticipo. Alla scuola di Arti e Mestieri di Castelmassa appresero le nozioni essenziali di meccanica. Poi cominciarono a disegnare e a progettare. Per comprare il materiale necessario si indebitarono enormemente. Ma ogni grande impresa richiede coraggio ed i tre ne avevano da vendere”.  Zaghini ricorda emozionato l’energia e la determinazione di quegli uomini e delle loro mogli. “Non li lasciavano mai soli. A casa preparavano dolci e biscotti da vendere alle fiere e poi via, in cammino su quei carretti scomodi e lenti con cui trasportavano gli spettacoli viaggianti di paese in paese finché la stagione lo permetteva”. Oggi i giostrai o ambulanti sono appena 30 tra tutti e tre i Comuni altopolesani. Ci sono però molte aziende meccaniche di progettazione e produzione delle giostre ed altre strettamente legate all’industria dello spettacolo viaggiante. Il passaggio dalla prima autopista al big bang, dai primi costruttori ad una vera e propria industria della giostra è documentato con passione e dovizia di dettagli dall’omonimo museo, aperto dal 1999  a palazzo Strozzi, due passi appena dalla sede del municipio di Bergantino.
 
Il Museo della Giostra e dello spettacolo è l’unico in Italia. Nelle sue sale coloratissime la storia, l’evoluzione della fiera e quella della giostra si intrecciano a quella di Bergantino e dei comuni limitrofi. Ora il museo è in fase di riallestimento. Sarà riaperto a maggio prossimo, ancora più ampio e ricco. L’obiettivo è di farlo diventare una tappa obbligata del turismo Polesano. Per questo sono stati investiti 500mila euro finanziati dal Ministero dei Beni Culturali con il contributo della Provincia e del Comune. Zaghini e la comunità di Bergantino, Melara e Calto aspettano quel giorno proprio come fa Sofronia, una delle Città invisibile di Calvino: “contando i mesi ed i giorni prima che ritorni  la carovana e la vita intera ricominci”.

Micol Andreasi

Informazioni
Per altre informazioni sul museo ed eventuali prenotazioni, conviene rivolgersi direttamente agli uffici comunali in piazza Matteotti 85 o al numero 39 0425 805446. informazioni@museodellagiostra.it - direttore@museodellagiostra.it
Altro da vedere
Oltre al Museo nazionale della Giostra, meritano una visita la Chiesa di san Giorgio, di origine seicentesca, conserva all'interno alcune tele di Lorenzo Costa (1460-1535) e di Giuseppe Maria Crespi (1665-1747) e il Castello Diani, edificato nel XIII secolo e ancora oggi circondato da un magnifico parco. Non si può lasciare il Comune di Bergantino senza aver portato un saluto al Grande Fiume, su cui il paese si affaccia. La strada che costeggia il Po, attrezzata di pista ciclabile e di aree di sosta, offre un’affascinante prospettiva sulla piatta campagna polesana al suo confine estremo con la provincia di Mantova.
Dove mangiare
I ristoranti  da Luciano e al Portico sono specializzati in cucina tradizionale,  straordinari i loro piatti a base di carne. 
Come arrivere
Per chi viene da Verona o da Rovigo conviene procedere per la Transpolesana e uscire a Giacciano con Baruchella. Di lì si prosegue in direzione Ostiglia-Mantova.

 
13 marzo 2011
CASA DI CURA SANTA MARIA MADDALENA




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