SCUOLA ROVIGO 35 insegnanti in meno alle elementari

Tagli meno pensionamenti uguale 13 docenti a spasso

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A fronte di 35 posti di ruolo in meno per le scuole primarie polesane, il prossimo anno scolastico ci saranno 22 pensionamenti. Saranno quindi 13 i docenti che perdono la titolarità della cattedra e che aspettano la nomina degli organici di fatto (i primi di settembre) per sapere dove insegneranno


Rovigo - E' iniziata l'agonia dei tagli nel mondo della scuola. Anche il prossimo anno scolastico si dovrà fare i conti con gli effetti della riforma Gelmini che in tre anni porta alla riduzione, in Polesine, di 900 posti di lavoro tra docenti e personale Ata.
Venerdì 1° aprile, nella sede dell'Ufficio scolastico regionale sono state comunicate le assegnazioni dei ruoli nella scuola primaria delle sette province venete. Le scuole elementari polesane dovranno fare i conti con 35 posti di ruolo in meno. Ed è solo il primo dato preoccupante comunicato dalla Regione Veneto per il 2011/2012, dal momento che i tagli all'insegnamento della scuola di primo e secondo grado si sapranno tra una ventina di giorni e quelli al personale Ata a giugno.

"Nell'anno scolastico 2010/2011 - commenta Stefania Botton, segretaria Cisl scuola - la riduzione dei posti di ruolo alle scuole elementari era stata di 27 posti. Si pensava che il dato fosse confermato, invece è stato peggio di quanto ci si aspettava".
Botton spiega che, a fronte di 35 posti in meno, ci saranno 22 pensionamenti quindi 13 insegnanti perdono la titolarità della cattedra. "Chi perde il posto - aggiunge Botton - dovrà inoltrare la cosiddetta "domanda di utilizzo" entro luglio per entrare nell'organico di fatto nominato annualmente e solo a settembre saprà dove insegnerà".

Le conseguenze dei tagli, secondo le parole della segretaria, si rifletteranno sulla qualità dell'insegnamento, dato che non ci saranno insegnanti a sufficienza per le ore di compresenza in classe. Ne risulteranno svantaggiati gli inserimenti degli alunni con difficoltà e gli studenti stranieri. A questo si aggiunge la mancanza di risorse a disposizione dei dirigenti scolastici per nominare i supplenti. "Si preferisce dividere a gruppi la classe e spostarli nelle altre, compromettendo le lezioni di tutti".
Diminuisce anche il tempo scuola, portato a 27 ore settimanali per tutte le classi (fino all'anno in corso nelle scuole primarie era di 27 ore per prime, seconde e terze e 30 ore per le quarte e le quinte). "Questa riduzione pesa sui rientri pomeridiani che verranno ridotti al minimo".

Elisa Barion
2 aprile 2011

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