POLESINE DA SCOPRIRE Secondo itinerario turistico alla scoperta del Delta del Po. Da Pila a Porto Levante

I porti dei pescatori e l'isola da sogno, Scano Boa

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RovigoOggi.it propone un secondo itinerario turistico di una giornata alla scoperta del Delta del Po (leggi articolo per il primo tour). Il giro si snoda tra i paesaggi entrati nella storia del cinema italiano: da Paisà di Roberto Rosselini a La donna del fiume di Mario Soldati,  che aveva protagonista Sofia Loren. 

Si arriva a Pila, borgo di pescatori nel comune di Porto Tolle (Ro). Poi l'escursione in barca fino all'isola di Scano Boa. Nel pomeriggio, “La via delle valli” da Ca' Pisani fino a Porto Levante, porto peschereccio nel comune di Porto Viro (Ro)




Il Delta del Po presenta al visitatore una varietà di ambienti e paesaggio che lasciano stupiti. La proposta odierna è di visitare la parte centrale che si spinge nel mare e che è quella più mutevole per l'apporto di sedimenti da parte del grande fiume, per le maree e il soffiare dei venti di Tramontana e di Scirocco. 


L'ARRIVO A PILA. Giunti di buon mattino nel villaggio dei pescatori di Pila (località di Porto Tolle) in riva al Po, con la barca a fondo piatto governata dal signor Natale si inizia la navigazione nella parte terminale del Po di Venezia. Gli occhi vedono una distesa di acqua che si confonde con il mare aperto. Sulla sinistra la Busa di Tramontana e a destra la Busa di Scirocco, i rami terminali del Delta. La Busa di Tramontana divide la terra ferma dall'Isola della Batteria. Negli anni '60 era una grande risaia e si vedono ancora i fabbricati dell'azienda agricola; poi la subsidenza del terreno, che si è abbassato di circa 5 metri a causa delle estrazioni di gas metano, è diventata la Riserva naturale della Batteria, in parte laguna e in parte valle da pesca. 

Dalla stessa parte, nel punto estremo del Delta si trova il faro di Punta Maistra. Dall'altra parte del fiume la barca si infila in un fitto canneto per entrare nell'ampia Laguna del Basson. Questo è l'ambiente dove Rossellini ha girato il film Paisà


L'ISOLA DI SCANO BOA. L'approdo a Scano Boa, una lingua di sabbia disabitata in faccia al mare aperto, dove la presenza dell'uomo è testimoniata dai casoni dei pescatori. I casoni erano le abitazioni tipiche dei pescatori: hanno le mura e il tetto costruiti con la canna palustre e solo il camino è in pietra: ne sono rimasti alcuni abbandonati e solo due sono stati restaurati a testimonianza di un passato di “vita dura” ai confini del mondo. Un mondo dove regna un silenzio che ti colpisce, ti prende l'anima e ti fa sentire diverso: solo davanti all'infinito. Anche comminare sulla soffice sabbia e i tamerici che ondeggiano accarezzati da una leggera brezza ti fanno entrare in una dimensione diversa. 

Una variante al percorso suggerito è quella di rimanere tutta la giornata nell'isola, mettendosi preventivamente d'accordo col traghettatore perché al tramonto vi venga a prendere. E' necessario portarsi il pranzo al sacco e l'acqua da bere per il tempo che si sosta. Anche i cappelli da sole non sono da dimenticare, volendo ci si può portare anche l'ombrellone o delle tende di protezione, il barcone di Natale è spazioso.


LA VIA DELLE VALLI. Si ritorna dal “sogno” e in mezzo all'ospitale gente del Delta si riprende l'auto. Da Pila, passando per i borghi Ca' Zuliani e Ca' Venier, si arriva al borgo di Ca' Pisani dove si trova il ristorante Al Cason di Valle. Un ambiente tipico, ricavato da un casone di valle restaurato: i tavoli sono disposti attorno a un grande focolare dove viene cotto il pesce di valle, pescato al momento e servito sotto gli occhi degli ospiti. Dopo pranzo, l'escursione prosegue lungo la Via delle Valli per giungere al Porto Levante, altro villaggio di pescatori alle foci del Po di Levante. Da Ca' Pisani si percorre la strada che, in barca, segue il corso del Po di Maistra. Il ramo del Po con una folta vegetazione di alberi autoctoni che in alcuni tratti forma una vera e propria galleria, dove trovano riparo e nidificano diverse specie di uccelli. Il percorso si snoda tra argini di difesa a mare e valli da pesca. 

Fermarsi nei punti di sosta attrezzati e salire su posti di avvistamento o sugli argini permetterà di scoprire panorami suggestivi e, se si è fortunati, fare l'incontro con i fenicotteri rosa. Con la macchina fotografica a portata di mano, è l'occasione buona per fare “birdwatching”. 


PORTO LEVANTE. Arrivando a Porto Levante il paesaggio cambia: la vegetazione di tipo mediterraneo, dove spicca il pino marittimo, ti fa sembrare di essere nella Maremma Toscana. 

Una breve passeggiata lungo il molo che divide la laguna dal fiume, con sullo sfondo Scano Cavallari, ti fa respirare l'aria che profuma di salsedine. Prima di ripartire è d'obbligo visitare l'attigua darsena turistica dove sono all'attracco centinaia di barche per la nautica da diporto. 

Fare amicizia ed essere ospitati a bordo  di una “barchetta” sarebbe il massimo. Buon viaggio.



Giovanni Boschetti   



INFORMAZIONI UTILI 

Il traghettatore di Pila, Natale Mantovan, cell.  347 9743606

Ristorante “Al Cason di Valle” a Ca' Pisani di Porto Viro,   tel.  0426 82060


25 giugno 2011




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