POLESINE DA SCOPRIRE Percorso naturalistico nella zona nord del Delta del Po a Caleri di Rosolina, dove c'è il giardino botanico litoraneo, e attraverso la via delle Valli per Albarella

Pineta, dune, mare, valli: quanti paesaggi in una giornata!

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Un terzo itinerario nel Delta del Po proposto da RovigoOggi.it per gli amanti delle gite immerse natura. L’avventura nel giardino botanico litoraneo di Porto Caleri, la spiaggia con i nidi di gabbiani di Porto Caleri, la suggestiva via delle Valli che collega Rosolina all’isola di Albarella



E’ la parte Nord del Delta del Po, l'area compresa tra la foce del fiume Adige e il Po di Levante, quella che si è sviluppata maggiormente dal punto di vista turistico pur conservando ambiti naturalistici e paesaggistici di notevole interesse. RovigoOggi.it propone in questa zona il terzo itinerario per conoscere il Delta del Po.
All'inizio degli anni '60  a Rosolina Mare sono sorti i primi villaggi turistici e campeggi e negli anni '70 è nata  Albarella, conosciuta come “l'isola dei manager”, ora un grande villaggio turistico. Le due località sono collegate dalla Via delle Valli, da località Portesine si arriva sulla strada arginale, in sinistra del Po di Levante, che termina nel porto turistico di Albarella.

IL GIARDINO BOTANICO. Per arrivare a Porto Caleri bisogna imboccare la provinciale che dalla Romea conduce a Rosolina Mare: una strada scorrevole che, ai piedi dell'argine del fiume Adige, in 6 chilometri porta al mare. Quello che colpisce è il dislivello tra il piano campagna e la sommità dell'argine. Tutto il territorio di campi coltivati e le valli da pesca si trovano sotto il livello del mare e il fiume Adige in questo tratto è pensile: il letto del fiume è sopra il livello del piano campagna e se l'argine cedesse sarebbe una catastrofe. A Rosolina Mare si è accolti da una folta pineta di pino marittimo. Qui si trova un bivio: dritti si va verso la parte turistica, mentre a destra si va a Porto Caleri, è lì che si trova il giardino botanico litoraneo. La strada costeggia da una parte la pineta e dall'altra le valli da pesca Boccavecchia e Passarella: un ambiente naturale di tipo mediterraneo che è tutto diverso di quello della pianura polesana. Arrivati a Caleri si parcheggia l'automobile nel parcheggio del giardino e, seguendo le indicazioni, a piedi si arriva al centro visitatori. 


Il giardino botanico litoraneo di Porto Caleri, affidato alla gestione del Servizio forestale regionale, è stato istituito nel 1991 dalla Regione Veneto, che ha voluto tutelare un ambiente naturale unico nel suo genere per la flora (specie rare di fiordalisi e salicornie), per le specie di uccelli, gli anfibi e i rettili (le testuggini) che abitano la pineta, la vegetazione delle dune di sabbia, gli stagni di acqua salmastra e la laguna. La visita è una mini avventura per grandi e piccini. Si attraversano le varie zone della pineta fino al diradamento nell’avvicinarsi alla spiaggia, poi le dune di sabbia, infine si arriva al mare. Si attraversano ponti di legno, passarelle tirate con le corde che superano la boscaglia a terra o gli stagni, si può sostare nelle casette d’osservazione del birdwatching, il tutto inspirando profumo di pino e mare insieme. 

Il giardino si può visitare da aprile a settembre, nei giorni di martedì, giovedì, sabato e domenica, con orario 10 – 13 e 16 – 19. costo del biglietto euro 2,50.


Finita la visita si può optare per un pranzo al sacco nell’area attrezzata del giardino botanico e trascorre il pomeriggio sulla spiaggia libera di Caleri, dove i gabbiani  nidificano in riva al mare. Oppure, riprendere l'automobile per andare a mangiare in un ristorante. A Rosolina Mare c'è l'imbarazzo della scelta. 

VERSO ALBARELLA. Dopopranzo, si ritorna verso il mare e arrivati in località Portesine, dove c'è l'impianto di potabilizzazione dell'acquedotto di Albarella, si imbocca la via delle Valli. Un strada asfaltata, ma stretta e tortuosa dove non è consentito il transito ai mezzi pesanti e ai pullman. Si viaggia quasi sospesi sull'acqua: a destra le valli da pesca (Spolverina, Sega, Capitania, Veniera e Sagreda) e a sinistra la Laguna di Caleri. Il paesaggio testimonia il lavoro dell'uomo (di generazioni) che ha sottomesso l'ambiente lagunare per realizzare specchi d'acqua da adibire all'allevamento di pesce pregiato: anguille, orate e branzini. Anche gli edifici che si incontrano hanno sono particolari: alcuni risalgono al '700, quando i nobili veneziani avevano i loro territori di caccia in Polesine. La Via delle Valli merita qualche sosta lungo il percorso per fare birdwatching e scattare qualche foto al paesaggio. 

La Via termina sulla strada che porta all'isola di Albarella, in sinistra del Po di Levante. Proseguendo verso Est, dall'altra parte del fiume si intravvede il villaggio dei pescatori di Porto Levante. Poco oltre, seguendo la strada in faccia a Scano Cavallari, si giunge al porto turistico di Albarella, dove sono ormeggiato barche di tutto rispetto e dove a sede la Capitaneria di Porto. Vicino si trova l'accesso controllato all'isola di Albarella, un ambiente privato dove per entrare bisogna munirsi di un permesso. Accanto si trova l'ufficio informazioni dove si può chiedere di poter visitare l'isola e avere contatti per un soggiorno. Nell'isola si lascia l'automobile e si circola in bicicletta lungo i viali immersi nella vegetazione di essenze autoctone. 


L'escursione nel Delta del Po si conclude ritornando verso la pianura, ma il tramonto trasforma le acque delle valli e del fiume: l'azzurro e il verde sono diventati di un rosso di varie tonalità. Si ripete il “Mito di Fetonte” e i fenicotteri rosa fanno da testimoni. Buon viaggio.

Giovanni Boschetti  

30 giugno 2011
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