
Il salotto della città, il corso del Popolo di Rovigo, inaugurato 15 mesi fa dopo due anni di restyling costati quasi 3 milioni di euro, è pronto per l'invasione degli autoveicoli, tir compresi. Il Partito democratico si prodigherà per la raccolta di 1500 firme per indire un referendum popolare a favore della chiusura. Flash mob di protesta lunedì 12 dicembre alle 13 e alle 18 lungo le strisce pedonali davanti al bar Nazionale e palazzo Roverella
Rovigo - Fervono i preparativi per l’apertura del corso del Popolo. Se da una parte la polizia municipale si è prodigata per installare la cartellonistica stradale provvisoria e a posizionare i cubi di acciao corten ai margini della strada, dall'altra la protesta dei cittadini contrari si scalda e incominciano ad arrivare le prime proposte. Come quella del Partito democratico che si schiera della parte di chi il corso lo vuole chiuso, pronto a mettere in pratica l’articolo 33 del regolamento comunale che prevede il referendum popolare. Necessarie solo 1500 firme per richiederlo, per la raccolta delle quali il Pd si prodigherà anima e corpo.
"Deve essere una decisione che prendono tutti i cittadini del comune di Rovigo" spiegano Simone Biziato, segretario del circolo Pd Rovigo centro, e Bruno Candita, ex consigliere comunale nella conferenza stampa.
La decisione della giunta Piva scatena le ire di molti soprattutto perché nel valutare la scelta di aprire il corso alle auto, il giocoforza dei commercianti ha avuto la meglio sulla gestione di una strada che è di tutti i rodigini. L'assessore Aniello Piscopo ha smentito che sia andata così tirando in ballo il programma elettorale, ma gli esercenti del centro storico la raccontano diversamente (leggi articolo). “Che sia la volontà di tutti i cittadini - afferma Bruno Candita - e non il volere di una sola amministrazione comunale. Purtroppo in Italia c’è il brutto vizio che l’amministrazione che succede l’altra per prima cosa distrugge ciò che la prima ha fatto. Per questo motivo chiederemo l’intervento del popolo sovrano nel decidere il futuro del corso”.
I democratici invitano l’attuale amministrazioni di studiare una nuova viabilità della città. “Aprire il corso non risolverà né i problemi di viabilità né quelli dei commercianti - afferma Biziato - Gli operatori del centro hanno e solamente chiesto più parcheggi, far transitare le macchine in una via senza posti auto è una assurdità”.
Nel frattempo il corso del Popolo, il tratto che ancora per qualche ora sarà chiuso alle auto, il cui restyling è costato quasi 3 milioni di euro, è oggetto di attenzioni diverse. I pannelli del cantieri di palazzo Enel ospitano una nuova scritta. Coperta la prima, "Il corso (del Popolo) senza auto è intelligente e dei cittadini e dei bambini" (leggi articolo), ora campeggia "Comune servo dei commercianti apre il Corso alle auto e i cittadini non contano nulla".
I cartelli provvisori, fermate del bus, indicazioni del parcheggio a disco orario, inizio zona ztl (tra palazzo Roverella e bar omonimo), sono stati fissati con i sacchi di sabbia o fermati alla base dal peso degli stessi cubi d'acciaio. Per questioni di sicurezza i cubi sono stati incerottati dal nastro bianco e rosso da cantiere, ma non dovrebbe essere catarifrangente?
Tutto pare pronto per l'assetto provvisorio del corso del Popolo transitabile alle auto in doppio senso di marcia fino al 29 febbraio, dal lunedì al venerdì (mercato permettendo) dalle 7 alle 20, qualche posto auto a disco orario, 30 km orari la velocità di massima (ci sarà un autovelox a confermarlo?).
La storia va avanti, ma a Rovigo torna indietro.

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