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Ivano Gibin (foto a lato), l'assessore di Porto Tolle autosospeso della Lega Nord assieme ad altri 147 militanti, nega di aver mai pensato di passare all'Udc e che in Polesine il problema della Lega il problema si chiama Antonello Contiero, il segretario del Carroccio. Il 4 febbraio a Padova si riunisce il consiglio nazionale del Veneto della Lega e Gibin spera che il caso del segretario antidemocratico venga discusso. Al prossimo consiglio comunale di Porto Tolle verrà comunciato il nuovo nome del gruppo di maggioranza costituito da Gibin e Paola Sacchetto, visto che la Lega Nord è passata all'opposizione
Porto Tolle (Rovigo) - Ivano Gibin non ci sta. “Eh no, con l’Udc no”. L’assessore di Porto Tolle, vicepresidente del consiglio provinciale, autosospeso dal Carroccio sabato 29 gennaio insieme ad altri 147 tra militanti e sostenitori, si difende dall’accusa di Antonello Contiero, segretario provinciale della Lega Nord, che lo dava in procinto di cambiare casacca verso il partito di centro. “Chi dice che sono un moderato scopre l’acqua calda - spiega Gibin - ma se la questione Lega non avrà un risvolto rimarrò indipendente per un pezzo”.
Gibin, oggi ammutinato ma ex braccio destro di Contiero nel Delta, in realtà si aspetta che accada qualcosa. Sabato prossimo a Padova si terrà il consiglio nazionale del Veneto della Lega nord a cui parteciperanno i segretari provinciali e il consiglio nazionale, quindi Contiero, ma anche Flavio Tosi, il sindaco di Verona delfino di Maroni, e Giampaolo Gobbo, segretario nazionale. Gibin crede che il caso Porto Tolle, e più in generale “la gestione di Contiero”, uscirà allo scoperto e una decisione presa. “Non si può andare avanti così, prima di procedere all’autosospensione dei 148 ho avvertito tutti i livelli del Carroccio”.
E l’idea di cambiare partito? “L’Udc non mi interessa, sono un autosospeso della Lega di cui condivido i principi, sono sposato col partito da 3 anni e mi identifico nel modo di operare a livello provinciale dell’onorevole Emanuele Munerato, che si raccorda ai gradi più alti con Flavio Tosi e Roberto Maroni”.
Insomma la posizione di Gibin all’interno delle correnti del Carroccio sono chiare, ma il segretario Contiero (leggi articolo) nega che la situazione creatasi a Porto Tolle sia dovuta allo scontro interno tra bossiani e maroniani. Gibin definisce la giustificazione del segretario un “contorsionismo politico” non riuscito bene, visto che “Contiero non ne ha né le capacità né la classe”.
Ricapitolando i fatti Contiero ha incontrato il sindaco di Porto Tolle, Silvano Finotti, chiedendo la testa di Gibin componente della giunta trasversale (Pd, Psi, una certa parte di Pdl e Lega Nord), squadra soggetta a qualche mal di pancia di volta in volta. Finotti dal par suo ha detto che non ci pensa a mettere a repentaglio la prosecuzione del mandato amministrativo per soddisfare le richieste della Lega. Contiero allora dà ordine alla Lega di Porto Tolle di passare all’opposizione. E’ l’ammutinamento, Gibin e Paola Sacchetto, consigliere, si oppongono, rimangono in maggioranza. 148 militanti sono con loro e si autosospendono. In Lega rimangono due militanti e quattro sostenitori.
Il nocciolo del problema, per Gibin, che dice di analizzare “il contesto e i risultati”, rimane il personaggio Contiero. “Ciò che è successo a Porto Tolle, Rovigo e nel tempo a Badia Polesine, Lendinara, Taglio di Po e sta per succedere a Occhiobello, è la prova provata che esiste il problema Contiero”. “E’ una figura destabilizzante per la politica provinciale - incalza - e non solo per la Lega, visto che si prende la briga di annullare i patti elettorali”. Fa intendere Gibin che Contiero risponde ad un disegno, è un mero esecutore, che prende ordini e li esegue “anche se non so da chi li prende”.
Se a Padova non venisse affrontato il problema? “Resterò autosospeso”. L’appoggio al sindaco è garantito. “Al prossimo consiglio comunale di Porto Tolle diremo come ci chiameremo, dacché ora la Lega Nord sta all’opposizione”.
“Porto Tolle si merita delle scuse per ciò che è successo - conclude - e qualcuno le deve dare”.

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