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SEX AND THE COUNTRY La strategia di Stefania, presa dall'amante meccanico e dal triangolo amoroso: smettere di amare in tempo... per salvare l'amore

L'arte di far durare una storia

FIUMI DI LIBRI

Una nuova teoria di Stefania sull'amore sconvolge Barbara. Perché l'amore continui, perché la storia a due, il sesso sfrenato e le affinità possano durare, si deve smettere di amare l'altro. Senza le aspettative dell'amore, figli, vacanze e sonno condiviso, è molto più probabile che la storia duri a lungo


Sarà questo tempo uggioso, sarà che sono stata assorbita da letture “amorose” e il mio cuore ha vagato tra i “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes e “La voce a te dovuta” del poeta Pedro Salinas, sarà che Stefania è davvero un pozzo filosofico senza fondo...
Perché, se Barthes chiarisce i meccanismi linguistici attraverso i quali l'amore sorge, infiamma e poi tramonta e Salinas, con voce straziante, ci insegna che l'amore continuamente si rinnova; che se anche muore in una storia risorgerà come araba fenice dalle ceneri di quell'amore perduto, trasmutando in un amore nuovo, così Stefania che, all'elegia preferisce sempre la prosa, mi ha spiegato come bisogna smettere di amare in tempo... per salvare l'amore.
Me la trovo allegra e svagata in un bar del centro. Mi ha dato appuntamento lei. Ha già ordinato due calici di vino effervescente come i suoi occhi che, pure, così al mio primo sguardo, mi pare brillino di luce bizzarra, una luce mescolata all'ombra, una luce arcana... quella delle persone che vengono da lontano e molto hanno veduto.
Esordisce con un allegro: “L'ho lasciato!”.
“Chi?” chiedo con una punta di riguardo, non tanto per non entrare nella sua privacy quanto perché ho perso un po' il conto di chi prende e di chi lascia Stefania!
“Il meccanico. Era un amante perfetto. Sposato. Non mi dava problemi e il sesso con lui era fantastico ma mi stavo innamorando sul serio e allora sarebbe finito tutto”.

Inutile replicare a Stefania, semplicemente lascio che sia lei ad andare a ruota libera.
“Siccome mi stavo innamorando forte, allora gli ho chiesto: mi ami? A questa domanda ha fatto un passo indietro, ha preso giustamente paura e il suo ritrarsi mi ha ferita, così ferita che ho smesso d'amarlo. Perché lo sanno tutti, no? Quando una donna chiede a un uomo se la ama questa domanda ne nasconde mille altre, mille insidie nasconde! Chiedere a un uomo: mi ami? significa intanto dargli la responsabilità del tuo amore...”.
“Che lui non voleva?” chiedo un po' incerta, perché ho la sensazione che il povero meccanico sia all'oscuro di questi profondissimi ragionamenti di Stefania...
“Perché secondo te un uomo, che è il tuo amante, sposato, con figli, vuole la responsabilità dell'amore? Dell'amore di una donna innamorata? Sù, non far la finta tonta!”.
“Grazie per la tonta. Certe volte sei più complicata e più cinica della Aspesi, ma spiegami, sai che io in fatto di amorosi sensi ho appeso la... hem... la speranza al chiodo!”.
“Perché “mi ami?” vuol dire che lo ami tu. Che vuoi stare con lui. Che vorresti fare un figlio con lui... Perché l'amore che altro è?”.
“Scusa, ma non facevate dell'ottimo sesso? Qualcosa mi sfugge...”.

“L'amore, l'amore ti sfugge! Ti ho detto che mi sono innamorata e guarda che la cosa non mi ha messo per nulla di buon umore: un meccanico! Renditi conto! Una come me con un meccanico! Farei una vita orribile con lui, eppure, nonostante io sappia che amare un uomo così significherebbe avere una vita d'inferno, lo amo, capisci? Lo amo. Vorrei essere la sua donna, avere un figlio da lui, preparargli la colazione, stirargli i calzini, addormentarmi con lui vicino... una cosa orribile, capisci? L'amore è la morte dell'amore!”.
“Faccio fatica a seguirti, ma tu spiegami bene quello che è successo, l'hai lasciato, hai detto...”.
“Sì, e adesso stiamo benissimo insieme, adesso siamo due amanti perfetti!”.
“Stefania, scusa ma quanto hai bevuto?!?”.
“Sciocca, ti ostini a non voler capire... Allora, vedila come a teatro. Io gli dico: mi ami? Lui non risponde. Io gli dico che lo amo e cominciano i casini. Lui mi spiega tutto sulla vita, che c'è il pregresso, che però sì mi ama anche lui. Io non gli credo, insomma litighiamo, io lo lascio. Cioè, lui capisce che lo sto lasciando e si rappacifica e tranquillizza anche lui che, anche se fa il meccanico, stupido non è...”.

“Beh, paziente credo lo sia...”.
“Perché io, non lo sono forse paziente, io? Beh, insomma, anche lui capisce che è solo teatrale la faccenda, cioè che dobbiamo esorcizzare l'amore, tenerlo vivo ma anche lontano. Frenarlo per poterlo vivere, capisci?”.
“No, però ti credo”.
“Insomma, da dopo che ci siamo lasciati io non lo amo più. E tutto è a posto. Pensa, ho pianto tra le sue braccia e quello è stato l'inizio della nostra storia d'amore senza amore, senza l'amore che vuole procreare, senza l'amore che vuole l'eternità, senza l'amore che vuole l'assoluto... insomma, liberandomi dalle sovrastrutture dell'amore, adesso, ci amiamo!”.
“Quindi l'avresti lasciato per... amarlo per sempre?”.
“Proprio così, ci arrivi anche tu finalmente!”.
“Grazie, sei proprio un'amica che mi stima!”.
“Sù, non arrabbiarti, se sono qui è perché ti volevo parlare di tutto. Dirti tutto tutto, insomma!”.
“Di tutto? perché c'è dell'altro?”.
“Sì, mi ha chiesto di fare un triangolo amoroso e io gli ho detto di no, ma me l'ha chiesto quando ancora l'amavo, capisci?”.
“No, però continua... se non mi viene un infarto magari ci arrivo”.
“Dai, si tratterebbe di una storia a tre. Se tu ami uno mica puoi dire di sì, ma non amandolo invece puoi. Quindi sto valutando la cosa e devo dirti che la trovo interessante, anche se non accetterò subito, sai, gli uomini, noi donne, dobbiamo sempre tenerli sulla corda...”.
“Certo, sì, sulla corda... Tornando alla tua storia, lasciando, per favore Stefania, perdere i triangoli che mi agitano, e dei quali, te lo dico fin d'ora, non voglio sapere nulla, invece su di voi, insomma: previsioni?”.
“Mamma mia quanto sei antiquata... Comunque, previsioni? Sì, purtroppo. Mi chiederà presto se lo amo e sarà la fine”.

 

Barbara Codogno
anubi31@gmail.com

19 aprile 2012




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