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CHIESA ROVIGO Convegno episcopale delle diocesi del Triveneto Aquileia 2. Analizzati le difficoltà della fede cristiana e il ruolo dei cattolici nella società

Nuova evangelizzazione del Nordest

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Dal 13 al 15 aprile, ad Aquileia, si è svolto il convegno ecclesiale triveneto. Tra le 15 diocesi che hanno partecipato, era presente anche la diocesi di Adria-Rovigo. La chiesa cattolica ha analizzato il proprio ruolo nel contesto sociale e si è data gli obiettivi per il futuro


Rovigo - Dopo 22 anni dal primo convegno, le chiese del Nordest (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige) di sono ritrovate presso la chiesa-madre di Aquileia per attingere dalla sorgente comune della fede ecclesiale e per impegnare le 15 diocesi del nostro territorio a trovare un cammino comune nel segno di una nuova evangelizzazione, da consegnare alle generazioni future come eredità preziosa della fede cristiana. Prima del convegno, nelle 15 diocesi si è svolto un lavoro di preparazione sui temi da affrontare che sono stati individuati in tre ambiti. Una “nuova evangelizzazione” del Nordest. Quali sono i problemi e le sfide più urgenti. Che cosa promuovere per realizzare la missione evangelizzatrice, in particolare verso i giovani e le famiglie? In dialogo con la cultura del nostro tempo. Che cosa ostacola l'incontro: individuare le cause di difficoltà e superarle. Cattolici impegnati per il “bene Comune”. Le comunità cristiane si devono sentire impegnate nel perseguire il bene comune dei componenti della nostra società, senza barriere di cultura, religione e “colore della pelle”.

Il convegno si è svolto tra Aquileia e Grado dal 13 al 15 aprile sul tema “Testimoni di Cristo, in ascolto”. Proprio l'ascolto è il pregio più importante del convegno: ascoltare per comprendere, per mettersi al servizio della comunità. Le chiese del Nordest si sono interrogate su come i cristiani devono essere oggi testimoni di Cristo e dell'amore di Dio e come saperlo annunciare in un contesto culturale e sociale profondamente cambiato. Non una Chiesa passiva o in posizione difensiva, ma propositiva e creativa, in dialogo rispettoso con le culture del nostro tempo, che cerca nuove vie dell'annuncio del Vangelo. La comunità cristiana che vive nel Nordest, solidale con le popolazioni che la abitano, avverte la complessità e l'incertezza di questo periodo nel quale si sono maturate trasformazioni strutturali in vari ambiti della vita personale, delle relazioni familiari e sociali. Sono state considerate seriamente le difficoltà e gli ostacoli a comprendere e a vivere la fede cristiana e le sue esigenze spirituali ed etiche. Non si può essere pessimisti e rassegnati, ma stimolati alla missione a cui oggi la Chiesa chiama per, come cattolici, dare il contributo al bene comune della società in cui viviamo e proporre la bellezza del Vangelo, per alimentare di gesti evangelici la vita quotidiana.

Monsignor Renato Marangoni introducendo i lavori ha detto: “Il primo cambiamento di mentalità richiesto consiste nell'assumere un atteggiamento missionario: incontrare e ascoltare le persone nei luoghi di vita, manifestando affetto ed empatia. Da qui il “primo annuncio” che coincide con la testimonianza di un modo di vivere e.... un nuovo stile pastorale legato profondamente al Vangelo”.
Non sono mancate le proposte sul ruolo dei laici e il loro impegno di volontariato dato alle parrocchie e alle diocesi; l'impegno sul piano politico e della promozione del bene comune: famiglia, giovani e lavoro; l'etica dei mezzi di comunicazione sociale.
Monsignor Dino De Antoni, presidente della Conferenza episcopale Triveneto e arcivescovo di Gorizia, nell'intervento a chiusura della sessione finale del convegno delle ecclesiale del Nordest ha detto che Aquileia 2 non è l'atto conclusivo, è necessario dare continuità e proseguimento all'esperienza: le molte proposte emerse saranno all'attenzione dei vescovi.

Spetta alla Conferenza episcopale Triveneto dare attuazione alle proposte formulate durante i lavori del convegno e saranno raccolte in un documento di prossima divulgazione. Questo cammino rafforzerà i vincoli di comunione e collaborazione pastorale che si sono stabili tra le diocesi.

 

Giovanni Boschetti

23 aprile 2012




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