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AGRICOLTURA ROVIGO L'anno inizia bene ma la siccità sta distruggendo gli appezzamenti di mais in Polesine. Mauro Giuriolo spiega che la mancanza di acqua sarà la causa della poca produzione 2012

Senza acqua bruciata l'annata

FIUMI DI LIBRI

I primi raccolti agricoli nel 2012 stanno andando molto bene, ma con l’avanzare dell’estate e l’aumentare della siccità le produzione stanno precipitando. Il grano ha dato ottimi risultati mentre il mais ha avuto un crollo drastico, ne spiega gli effetti Mauro Giuriolo 

 

Rovigo - L’inizio della campagna agricola 2012 è stata molto positiva ma la siccità sta mettendo in ginocchia la seconda parte di produzione. 

Per i frumento, grano duro e tenero, l’annata è stata ottima, le produzione e la qualità hanno superato quelle dello scorso anno e stanno continuando ad avere quotazioni in rialzo. Male invece sta andando il mais, la siccità, in polesine, sta bloccando lo sviluppo delle piante e i prezzi sono molto bassi. 

“La campagna 2012 è iniziata con l’inverno più asciutto degli ultimi cento anni e le conseguenze le stiamo assistendo ora - afferma Mauro Giuriolo professionista del settore e presidente Coldiretti - la produzione del grano è stata ottimale però ora gli effetti negativi della siccità si stanno avendo sul mais, nell'immediato, sulle barbabietole e sui frutteti più avanti”. 

Ebbene la mancanza di acqua dovuta da poche precipitazione durante i mesi invernali e primaverili ha portato l’abbassamento del livelli di falda nel sottosuolo e l'innalzamento del cuneo salino. I fossi e gli scoli scarseggiano di acqua e anche gli agricoltori muniti di irrigazioni soffrono la forte siccità. “C’è poco da fare - afferma Giuriolo - anche con una buona irrigazione le piante soffrono comunque. Al momento della fioritura il mais è stato scottato da una decina di giorni di caldo record e quindi ha compromesso la sua maturazione”. La perdita della produzione nella provincia di Rovigo si aggirerà attorno al 50% con picchi massimi del 70%. “Per compensare la perdita del mais bisognerebbe attendere ancora qualche tempo prima di vendere il grano - spiega Giuriolo - così facendo si andrebbe a compensare le predite che si avranno con il mais”. 

Sia il grano duro che il grano tenero italiano stanno reggendo bene il confronto con i rivali di importazione. Come lo scorso anno anche quest’anno si rischia che il grano made in Italy venga miscelato con quello di importazione per avere un uniformità del prodotto. “Contrasto fortemente questo comportamento dei grandi mugnai - afferma Giuriolo - è giusto che il grano made in Italy finisca negli scafali dei nostri supermercati e non venga confuso e mescolato con quelli di importazione. Produciamo grano di alta qualità e non è giusto perderlo”. La Coop Italia, è stato il primo grande distributore a credere nella qualità e attraverso i produttori nazionali ha creato una filiera ad hoc con materie prime italiane. 

Le produzioni di barbabietole e dei frutteti saranno scarse quest’anno. “anche se i campi per la produzione di Chenopodiaceae sono ottimi la mancanza di acqua sta riducendo loro la crescita - conclude Giuriolo - anche nei frutteti e vigneti la preoccupazione che la produzione sia minima o addirittura insufficiente per coprire i costi, anche se la qualità dei raccolti quest’anno doveva essere molto elevata”. 
 

Marco Terrestri

 

9 luglio 2012




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