CONSORZIO RSU ROVIGO Assemblea turbolenta nella mattinata del 9 giugno a Rovigo in sala consiliare, 23 rappresentanti abbandonano l’aula, i restanti garantiscono il saldo del debito, ma l'accordo non c'è

Ecoambiente, tutti contro tutti

L'assemblea soci Rsu a Palazzo Nodari il 9 giugno 2014, da sinistra: Davide Benazzo (Cigl), Andrea Moscatoba (Cisl) e Giampietro Gregnanin (Uil)
L'assemblea soci Rsu a Palazzo Nodari il 9 giugno 2014
L'assemblea soci Rsu a Palazzo Nodari il 9 giugno 2014
L'assemblea soci Rsu a Palazzo Nodari il 9 giugno 2014
L'assemblea soci Rsu a Palazzo Nodari il 9 giugno 2014, da sinistra: Nereo Tescaroli, Matteo Zangirolami e Pierluigi Tugnolo
L'assemblea soci Rsu a Palazzo Nodari il 9 giugno 2014
L'assemblea soci Rsu a Palazzo Nodari il 9 giugno 2014: Massimo Nicoli
L'assemblea soci Rsu a Palazzo Nodari il 9 giugno 2014
L'assemblea soci Rsu a Palazzo Nodari il 9 giugno 2014, da sinistra: Nereo Tescaroli, Matteo Zangirolami e Pierluigi Tugnolo
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Si è conclusa con molte discussioni e nessuna decisione l'assemblea dei soci del consorzio Rsu di Rovigo. Massimo Nicoli, presidente di Ecoambiente, difende le posizioni dell’azienda dei rifiuti, ma i comuni hanno le loro ragioni tra cui i disservizi, l’aumento delle tariffe e lamentano un governance di fatto poco disponibile al confronto. Dagli organi sindacali molta preoccupazione, soprattutto per le sorti dei 400 dipendenti tra effettivi ed indotto. I comuni di centrodestra criticano la conduzione dell’assemblea di Matteo Zangirolami 



Rovigo - Nessun provvedimento preso questa mattina nell'assemblea dei soci del consorzio Rsu che si sono riuniti presso la sala consiliare di Palazzo Nodari. Alcuni membri hanno abbandonato l’assise anzitempo, in disaccordo con la dirigenza. L’elenco comparso nei giorni addietro sulla stampa (leggi articolo) dei comuni "morosi" non è stata gradito dai singoli amministratori che in più occasioni hanno puntato il dito contro il presidente dei Ecoambiente Massimo Nicoli oppure al dirigente Giuseppe Romanello. L'assemblea di fatto non ha portato ad alcuna soluzione per l'annosa questione liquidità di Ecoambiente, che avanza dai comuni circa 11,5 milioni di euro. I comuni non pagano per diversi motivi (leggi articolo), ci sono amministrazioni che non hanno denaro in conto corrente e quello che avevano recuperato dai tributi dei cittadini è stato reimpiegato in altri capitolo di spesa del bilancio. Altre amministrazioni comunale hanno le risorse economiche ma non pagano Ecoambiente per incongruenze tra vecchie e nuove fatture, in sostanza molti comuni avevano accantonato somme di denaro simili al 2013 per il pagamento dei tributi a Ecoambiente ma l'azienda, senza aver rinnovato il contratto con le singole amministrazione avrebbe aumentato le tariffe di un 20/30% creando quindi dei differenziali che i comuni non riescono a coprire. 

Ecoambiente è un'azienda sana: non è indebitata, ma vanta molti crediti e il loro importo ha creato una situazione drammatica, che l'azienda non può continuare a sostenere - ha affermato il presidente Massimo Nicoli - c’è una grave crisi di liquidità, con i pericoli che conseguono per garantire i servizi ai cittadini e gli stipendi ai lavoratori, diretti e indiretti. Ogni ritardo, anche minimo, incide sulla sostenibilità finanziaria di un'azienda che ha bisogno ogni mese di circa 2,7 milioni di euro per le uscite correnti. Dopo l'invio dei solleciti di pagamento – ha continuato Nicoli – la difficoltà nell'incasso dei crediti è diminuita solo in parte, e ad oggi i crediti commerciali ammontano a 4.956.000 euro in 22 Comuni, sommati ai crediti per le fatture 2014 emesse al 30 maggio, l'esposizione dell'azienda sale a 11.446.000 euro. Entro fine giugno ad Ecoambiente servono circa 6 milioni di euro per le attività operative, altrimenti la liquidità aziendale si ridurrà a soli 5mila euro”.  

I Comuni che risultano avere il debito più alto al saldo del 2013 sono Rovigo con 1 milione e 400 mila euro (ma circa 1 è stato pagato), Lendinara 672mila euro, Occhiobello 574mila euro, Porto Viro 468mila euro, Rosolina 368mila euro e Bergantino 292mila euro. Hanno già saldato anche il 2014 Bagnolo di Po, Canda, Castelguglielmo, Castelnovo Bariano, Ficarolo, Fiesso Umbertiano, Polesella, Pontecchio, San Bellino, San Martino di Venezze.

Il centrosinistra non ha mancato di polemizzare ed a stuzzicare il presidente dell'assemblea, l'assessore comunale rodigino, Matteo Zangirolami, situazione che avrebbe portato i sindaci di centrodestra a paventare la possibile richiesta al comune di Rovigo di sostituire Zangirolami nel ruolo di presidente, le maggiori critiche sono giunte per gli ampi spazi di analisi che il presidente si prenderebbe monopolizzando l'andamento della seduta. In conclusione i sindaci si dovranno rivedere entro la fine del mese, per definire la situazione e far partire i bonifici verso Ecoambiente, altrimenti l'ente che raccoglie di rifiuti non riuscirà a pagare i dipendenti e quest'ultimi sono già pronti a scioperare. 

Molta preoccupazione da parte dei sindacati, il segretario della Uil di Rovigo Giampietro Gregnanin chiede maggiore coesione: “Così spaccati non si andrà da nessuna parte. Ci sono 400 dipendenti che non sanno se arriverà lo stipendio”. Andrea Moscatoba della Cisl sostiene che ad Ecoambiente risultino due grossi problemi: “Di liquidità e di profondo disagio legato all’incomunicabilità tra le parti. Da queste situazioni di criticità si può passare in un attimo all’emergenza”. “Speravo uscisse almeno un’idea - conclude Davide Benazzo della Cgil - e invece sento di Comuni che non vogliono pagare. Intanto ci sono problemi, come la gestione della discarica a Villadose, che restano immobili da 8-10 anni”. 

9 giugno 2014
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