LAVORO ROVIGO Luigi Domenico Fariello Barbato riflette sul ruolo delle professioni legate all'edilizia in città. Geometri, architetti, avvocati, commercialisti e anche agronomi, geologi, disegnatori senza cantieri sono senza lavoro

Liberi professionisti a rischio estinzione, come i dinosauri

Bagno e Calore - Caminetti e Stufe

Luigi Domenico Barbato, ex presidente dell’ordine degli Architetti, in questa lettera mette in luce le difficoltà di geometri, colleghi architetti, avvocati, commercialisti e tanti altri dal momento che la politica non è attiva sul versante urbanistica ed edilizia 



La libera professione, questa chimera che oggi soffre la crisi generale e nessuno ne parla quasi, come se fosse una “cosa brutta”.  La situazione nazionale è drammatica e peggio ancora quella locale; infatti le tre principali organizzazioni sono frastornate e non riescono a capacitarsi esprimendo, senza troppo clamore, questo disagio con una pacata rassegnazione.  

Rovigo come tante altre città di dimensioni umane vede assottigliarsi le file degli iscritti agli ordini professionale degli architetti e degli Ingegneri oltre al nobile collegio dei geometri; il tutto perché non vi è una decisa presa d’atto da parte degli organi politici principali che certo si trovano in difficoltà economiche dovuta alla generale mancanza di euro ma soprattutto la mancanza è di preparazione tecnico culturale. Con le nuove norme di pianificazione e urbanistica si sono modificati tanti aspetti delle scelte per il territorio e una gran parte degli impegni è stata data ai privati investitori. 

Strano ma nella piccola Rovigo esistono e il più delle volte non fanno parte degli spot pubblicitari del primo cittadino e della sua giunta, forse, anche perché i nodi poi vengono al pettine, ci insegnavano i buoni genitori, e quindi aspettiamo che le “bufale” pubblicitarie si mostrino per quel che sono. Ma intanto quello che si potrebbe fare per la città e il comune non viene fatto e architetti, ingegneri e geometri che rappresentano i mattoni per costruire l’economia scompaiono. Il primo cittadino, gli altri tacciono, dice che non è importante dar seguito ai piani urbanistici, che ci sono, così si evita di fare cose brutte infatti il principio è che chi fa sbaglia e chi non fa nulla non sbaglia mai.  

Purtroppo non si trova da solo anche se il mal comune non è per niente mezzo gaudio e allora i giovani di queste categorie non fanno la professione e cercano qualcosa di altro che non c’è così come avviene per i più datati scelgono il pensionamento obbligatorio. E le altre professioni che cosa fanno visto che la catena nel suo svilupparsi tocca agronomi, geologi, disegnatori, commercialisti e via via tutte le professioni fino a toccare avvocati senza più cause e notai senza più stipule. Ma allora perché se c’è anche solo la piccola possibilità di far viaggiare, pur lentamente, il carro la pubblica amministrazione si arrugginisce stando ferma e non si rende conto che se non vi è chi consuma anche le tanto decantate “partecipate pubbliche”, terra di conquista per le seggiole gestionali, ne soffriranno perché i consumi calano ed è fisiologico con tutta una serie di problematiche legate all’indotto del territorio. Si vuole veramente far estinguere questi dinosauri o la casta vuole che ci sia una super selezione fino ad arrivare ai duellanti per accaparrarsi un incarico e il tutto non sa di buono anche perché nella casta ci sono dei liberi professionisti o c’è qualcosa che noi poveri mortali non abbiamo la possibilità di conoscere.  Gli studi chiudono e i giovani non possono più fare tirocinio, non possono imparare la loro professione, non diventeranno mai soggetti economici, non verranno mai considerati addetti quindi non andranno mai in pensione. 

Si può ancora costruire la strada insieme facciamolo, altrimenti Rovigo e la sua Provincia dovranno anticipare la fusione necessaria in tutto con le province confinanti di poco più forti e più capaci. Uno dei grandi “maestri” di vita polesani è stato don Valentino Tonin che non si è mai arreso ma con questi muri di gomma anche lui avrebbe capitolato.

Luigi Domenico Fariello Barbato

2 febbraio 2016




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