DEGRADO ROVIGO La proposta di un lettore di RovigoOggi.it: “Si faccia un gesto di alto contenuto civico: siano a residenti ad occuparsi dello sfalcio dell’erba in pista in pista ciclabile”

"Se il Comune non lo fa, per gli sfalci arrangiamoci noi"

Bagno e Calore - Caminetti e Stufe

In assenza di una risposta da chi dovrebbe tenere la città in ordine, un lettore esorta i cittadini a fare uno scatto d’orgoglio e a rimboccarsi le maniche. Nello specifico chi scrive si riferisce alla pista ciclabile nel tratto lungo l’Adigetto che arriva fino a San Bortolo, che presenta spesso una vegetazione incolta, e propone che siano i residenti della suddetta zona a farsi carico di sfalciare l’erba



Senza indulgere in catastrofismi di maniera, mi pare che il mondo che in cinquant'anni abbiamo conosciuto e in parte abitato costruendovi anche il nostro immaginario collettivo invii segnali incontrovertibili di sfascio e cedimento. Dall'orrore che si diffonde anarchicamente dai luoghi più esotici (Bangladesh) al cuore delle metropoli occidentali, possiamo dedurne che la "bolla" (come qualcuno l'ha definita) in cui almeno due generazioni dal secondo dopoguerra ad oggi hanno vissuto e costruito le loro attese di vita, inesorabilmente stia franando. Siamo "una specie a vita breve" come scriveva di recente un fisico di un certo richiamo.

Però qui io non vorrei né lanciare moniti, né chiamare a raccolta folle di ansiosi adepti. Non ho messaggi salvifici e neanche progetti politicamente coinvolgenti. Sono una persona come molte, che cerca di vivere questo momento della nostra vita tenendo assieme quanti più pezzi della propria esistenza a cui si sente ancora legato e che le conferiscono uno straccio di senso.

Saltando molti passaggi volevo indicare qualcosa da provare a fare a partire dalla mia esperienza quotidiana. Vivo poco al di là del Canalbianco e ogni giorno, avversità pluviometriche permettendo, inforco la mia bicicletta per venire al lavoro a Rovigo usufruendo del prezioso collegamento offerto dalla pista ciclabile che corre lungo l'argine Adigetto fino a San Bortolo.

Bene, da due estati almeno, ad un certo punto della stagione, c'è un rigoglioso risveglio vegetativo che sui due lati del percorso fa convergere verso il centro erba infestante che arriva a chiudere il passaggio a ciclisti e pedoni.

 

Non mi interessa sapere chi tra Comune, Asm, Consorzio di Bonifica, o altri, abbia il compito di tenere pulita e transitabile la via ciclo-pedonale.

Ecco una modesta proposta che non porterà soldi in tasca a nessuno o vantaggi immediati: vivendo anch'io in campagna e dovendomi occupare oltre che del mio piccolo spazio di verde privato, anche, per un senso di decoro, di contenere il crescere dell'erba di fronte alla mia abitazione, cerco di tagliarla periodicamente anche per un tratto di strada corrispondente almeno o poco più al mio fronte-casa.

Perché non potrebbero i residenti sulla riviera Adigetto in corrispondenza della pista ciclabile suddetta, organizzandosi fra loro, fare il lavoro di tenuta in ordine di cui, certo, altri dovrebbero farsi carico? Perché non provare a svolgere un'attività gratuita, ma con ricadute positive su chi abita lungo quel percorso? Non sarebbe un segnale positivamente accolto anche dai molti, giovani e anziani, che a tutte le ore e tutti i giorni vedo transitare in ambo i sensi per quella via? E da ultimo, ma non perché meno importante, non sarebbe un gesto ad alto contenuto civico, capace di dare alla molto evocata e rimpianta etica pubblica, linfa nuova?

Claudio Luciano 

9 luglio 2016




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