AGRICOLTURA ROVIGO Crisi del grano: il presidente di Confagricoltura Stefano Casalini chiede l'apertura urgente di un tavolo di crisi e annuncia azioni di tutela nelle borse merci

Una perdita da 10 milioni, tremano 5mila imprese

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Il Veneto con 20mila aziende e più di 90mila ettari rappresenta la seconda regione italiana nella produzione di frumento tenero e duro e nella la provincia di Rovigo questa coltura rappresenta un terzo delle superfici coltivate a cerali a paglia di tutta la regione, ma nessuno si è interessato compiutamente del problema. Da qui la preoccupazione di Confagricoltura Rovigo, tramite il presidente Stefano Casalini, che evidenzia come moltissime aziende della provincia a fine anno dovranno chiudere i battenti nonostante tutte le proclamate attenzioni al Made in Italy poiché le aziende si trovano sempre con delle perdite. Il suo auspicio è quello di ricevere una speciale attenzione attraverso la convocazione di una unità di crisi specifica e veneta per aiutare la filiera


 

Rovigo - Con circa 35mila ettari tra frumento tenero e duro la provincia di Rovigo rappresenta un terzo delle superfici coltivate a cerali a paglia di tutto il Veneto. Le coltivazioni di questi cereali concorrono all'immissione sul mercato nazionale di più di due milioni di quintali di frumento. Si tratta di una realtà che genera solo per la nostra provincia più di 80 milioni di indotto tra produzione e attività ad esso collegate.

La quotazione dei mercati italiani del grano tenero e duro con prezzi inferiori del 40% rispetto agli anni precedenti sta mettendo circa 5mila aziende agricole locali sul lastrico. Dai 21,5 euro del 2014 si è passati a quotazioni intorno ai 14 euro al quintale. I costi di produzione valutati sui 1300 euro per ettaro non vengono coperti e le aziende si ritrovano conteggiare perdite intorno ai 300 euro per ettaro. Sono quindi più di 10 milioni di euro le perdite che gli agricoltori polesani stanno registrando in questo 2016.

"Di questo passo - afferma il presidente di Confagricoltura Rovigo Stefano Casalini - moltissime aziende della provincia a fine anno dovranno chiudere i battenti nonostante tutte le proclamate attenzioni al Made in Italy; non ci si rende conto che il mercato è globale e nessuno può vietare alle imprese molitorie di acquistare il prodotto in tutto il mondo, soprattutto dove costa meno. Dobbiamo tutelare la aziende italiane da questa situazione mettendo in atto politiche adeguate sia a livello comunitario che nazionale, magari attraverso un sistema di copertura del reddito simile a quello americano".

"Assistiamo al fallimento di un modello, al quale abbiamo sempre guardato con scetticismo. Anche le borse merci hanno le loro responsabilità: troppe volte - continua Casalini - sono oggetto di accordi tra trasformatori e essiccatori lasciando che la presenza dei produttori sia di mera comparsa. Qual è il ruolo dei Consorzi Agrari, oggi riuniti in rete, difronte a queste crisi di mercato? Riescono veramente a dare delle risposte  positive di gestione dei mercati svolgendo appieno il loro ruolo cooperativistico?". 

"Il Veneto con 20mila aziende e più di 90mila ettari rappresenta la seconda regione italiana nella produzione di frumento tenero e duro, eppure ad oggi nulla e nessuno si è interessato compiutamente del problema. Le manifestazioni a Roma di qualche giorno fa hanno portato unicamente a prevedere otto milioni di euro per il premio accoppiato del frumento duro coltivato nel Sud Italia nei prossimi tre anni. E il frumento tenero? Siamo stanchi di questa politica che appare solo dove non ci sono i problemi. Invito i politici veneti a venire nelle nostre campagne polesane a cercare di capire che qui si pratica la vera agricoltura, quella fatta di fatica, di gestione del terreno e dell'acqua, dove non si parla di marketing ma dove si produce qualcosa di cui l'uomo non può fare a meno: il grano per il pane. Ci aspettiamo - conclude Casalini - una speciale attenzione attraverso la convocazione di una unità di crisi specifica e veneta per aiutare la filiera anche indirizzando alle aziende cerealicole le risorse specifiche del Psr". 

Una delegazione di agricoltori di Confagricoltura Rovigo guidata dal presidente Casalini sarà presente giovedì 28 luglio in Borsa Merci a Bologna con altri colleghi emiliani, per manifestare lo stato di forte preoccupazione e per tutelare i diritti dell’agricoltura polesana. 

27 luglio 2016
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