AGRICOLTURA ROVIGO Lo afferma Confagricoltura, segnalando che il disegno di legge all'esame del Parlamento rischia di colpire anche quei datori di lavoro che incorrono in violazioni non troppo gravi

Capolarato, “troppa severità nei confronti di chi assume in modo regolare"

Bagno e Calore - Caminetti e Stufe

Bene lottare contro lo sfruttamento dei lavoratori agricoli e le moderne forme di caporalato, a patto che si puniscano con la nuova legge coloro che effettivamente sfruttano, non solo quanti incorrono in altri tipi di irregolarità



Rovigo – "Piena condivisione dell’intento perseguito dal nuovo disegno di legge che punta a contrastare il caporalato e lo sfruttamento in agricoltura, a patto che non vada a colpire, sulla base di mere violazioni formali, le aziende che assumono in modo regolare i dipendenti". E' una sorta di allerta quello che viene lanciato da Confagricoltura.

La posizione dell'importante associazione di categoria riguardo il provvedimento, in esame alla Camera, che va a implementare l’articolo 603 bis del Codice penale, introducendo pene pesanti anche per chi recluta un lavoratore senza minaccia o intimidazione, con la reclusione da 1 a 6 anni e una multa da 500 a 1000 euro per ogni lavoratore irregolarmente reclutato.

 

"Tutto chiaro e condivisibile - afferma Confagricoltura - se non fosse che il disegno di legge individua una responsabilità anche nelle imprese che incorrano in una trasgressione di tipo formale, che viene inclusa sotto la voce generica di sfruttamento e come tale sanzionata".

“Con questa legge vengono comparate alle altre forme di sfruttamento violazioni come la corresponsione di retribuzioni in maniera difforme dai contratti collettivi di lavoro – spiega Massimo Chiarelli, direttore di Confagricoltura Rovigo – oppure la violazione della normativa relativa in materia di orario di lavoro, ferie, permessi, periodi di riposo, aspettativa, sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro".

"Basta anche un solo indice di sfruttamento per far scattare la sanzione o la reclusione, oltre alla possibilità per il giudice di disporre il sequestro dell’azienda. Così anche per i datori di lavoro che assumono regolarmente i propri dipendenti possono scattare pesanti conseguenze sanzionatorie se incorrono in qualche mancanza nella gestione dell’orario di lavoro, come ad esempio straordinari o ferie. Si rischia, insomma, di trattarli con lo stesso rigore punitivo che viene riservato a chi, con violenza e minaccia, sfrutta i lavoratori e li sottopone a trattamenti degradanti e disumani”.

"Confagricoltura - chiude la nota - auspica che le due Camere del Parlamento concordino tempestivamente le opportune modifiche affinché il disegno di legge sia più equilibrato e vada a colpire i veri criminali. “E’ necessario che l’ipotesi delittuosa scatti in presenza di almeno due indici di sfruttamento - afferma Chiarelli – e che vengano limitate le ipotesi di sfruttamento solo a quelle gravi e reiterate. In caso contrario si rischierà l’inevitabile riduzione delle coltivazioni che richiedono un maggiore impiego di manodopera, con conseguente aumento della disoccupazione”.

12 ottobre 2016
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