PROFUGHI FICAROLO (ROVIGO) Attacco frontale dell'ex sottosegretario Luca Bellotti al senatore Bartolomeo Amidei: "C'è chi utilizza profughi e disperati di turno per farsi lodare via Facebook"

"Mai visto nulla di tanto squallido e scorretto in Polesine"

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Un intervento di una durezza spaventosa. L'ex sottosegretario Luca Bellotti, con un lungo corso parlamentare nelle fila di Alleanza Nazionale, lancia un attacco frontale al Senatore Bartolomeo Amidei, accusandolo di essersi fatto bello di un incontro a Roma   assieme al sindaco di Ficarolo Fabiano Pigaiani, al ministero dell'Interno. Incontro  poi risultato determinante per risolvere l'emergenza profughi in paese (LEGGI ARTICOLO)



Ficarolo (Ro) - "Per una informazione corretta si segnala come l'incontro fatto al Viminale dal sindaco Fabiano Pigaiani di Ficarolo, accompagnato dal senatore Bartolomeo Amidei sia solo la parte finale estetica ed opportunista di una triste  storia, che dà la misura del piccolo spessore politico dei protagonisti citati. Storia che non si è svolta come è stata dipinta dal senatore Amidei". E' un attacco frontale, quello lanciato contro il senatore Bartolomeo Amidei da Luca Bellotti, ex sottosegretario e parlamentare di Alleanza Nazionale.

"In molti anni di politica questa mi mancava - dice ancora Bellotti - Il protagonismo di un senatore che utilizza un incontro organizzato ed orchestrato da altri per pavoneggiarsi sulla stampa e sui media come fosse il salvatore del patria, utilizzando i profughi e i disperati di turno per farsi lodare via Facebook da ignari lettori a cui ha raccontata un’altra storia. In altri paesi, una vicenda analoga, una volta scoperta, avrebbe avuto un solo epilogo: le immediate dimissioni".

Dichiarazioni durissime, quelle di Bellotti, seguite da altre ancora più pepate. "Ma forse il senatore è avvezzo a queste figure - dice ancora l'ex sottosegretario - Basta ricordarsi il suo tira e molla sulle multe pagate e non pagate a Rovigo dove anche in quell'occasione  è riuscito a conquistarsi una visibilità nazionale".

"La storia che voglio raccontare è questa: Ficarolo, recentemente, è salita sulla cronaca dei media nazionali per la questione dei profughi, per il tira e molla del titolare della struttura alberghiera privata che li doveva accogliere, che, una volta accortosi che i denari stanziati per questi non sarebbero finiti nelle sue tasche se non per una parte, ha pensato bene di ritirare la disponibilità precedentemente già garantita alle istituzioni, ma troppo tardi per impedire che l'iter burocratico fosse sospeso. Da lì drammi pubblici, picchetti, sceneggiate napoletane, come se di colpo il paese dovesse essere invaso, non da poveri cristi profughi di guerra, ma da una vera orda di barbari".

"L'immagine esterna che ne è emersa è di un paese estremista, chiuso, riluttante, incapace di trovare una benché minima provvisoria sistemazione di questa gente. Tutto ciò alimentato da una grande incapacità istituzionale di gestire l’informazione pubblica; anche perché, se esiste un paese la cui gente, nella provincia di Rovigo, è da premiare e lodare per la generosità dimostrata in questi ultimi 50 anni nell’accoglienza e nell’integrazione di persone deboli  è proprio Ficarolo".

"Ma continuiamo con i fatti, un mattino di circa due settimane fa mi trovo in bar e il sindaco mi rappresenta queste difficoltà già note e, vista la situazione tesa dei rapporti sia con Prefettura  che con la comunità Ficarolese, mi chiede un aiuto sul come procedere. Al che, gli offro la mia disponibilità nel contattare il Ministro dell'interno per individuare una soluzione adeguata che potesse risolvere e riportare la serenità su una questione dove già troppi pifferai locali, pur di andare in video, avevano già ampiamente caricato e disseminato il territorio di odio e di zizzania".

"L'unico di Ficarolo che mi aveva proposto una soluzione possibile e concreta per risolvere la situazione, attraverso una ridistribuzione intelligente dei profughi, era stato l'avvocato Enrico Scarazzati. Cerco così portare il mio contributo alla gestione del problema, mi metto in contatto con il capo segreteria di Alfano, chiedo al sindaco alcuni report sulla situazione che invio alla segreteria particolare del Ministro per trovare una soluzione positiva".

"Passano alcuni giorni, e non ricevendo risposta, in maniera molto dura, con messaggino telefonico, scrivo polemicamente alla segreteria, chiedendo 'se il ritardo era dovuto ad un eventuale guerra con l'Africa della quale non mi ero accorto'. Forse risentiti, comunque in quei giorni Alfano era veramente impegnato con Renzi, mi richiamano immediatamente e mi dicono di aver studiato il caso e mi chiedono di anticipare al sindaco la chiamata del Prefetto Morcone che è la massima figura amministrativa nazionale in campo profughi per un incontro al Viminale." 

"E arriviamo alla data dell'appuntamento di mercoledì scorso, al quale per motivi di lavoro non ho potuto essere presente ma, con mio grande stupore, due ore prima dell'incontro il sindaco mi chiama per dirmi che non conoscendo bene Roma ha chiesto ad Amidei di accompagnarlo. Vabbè niente di male. Alla fine dell'incontro lo stesso Sindaco mi chiama e mi ringrazia addirittura euforico perché grazie a questo appuntamento il Comune porterà a casa un finanziamento importante inserito nel decreto profughi".

"Passano alcune ore e sul profilo Facebook del Senatore viene postata la sua foto assieme al sindaco davanti al Viminale (strano però che la foto non l’abbiano fatta anche con  Montrone chissà perché) ritorno trionfale da Roma risolti i problemi. 

Bene, il motivo per cui questa volta mi sono deciso di scrivere e di raccontare i fatti, non è solamente perché mi riguarda direttamente ma perché non ho mai visto nulla di tanto squallido e scorretto in questa provincia, dove ritenevo che avessimo ancora un minimo di etica politica, ma purtroppo con Amidei abbiamo abbattuto anche questa frontiera. A differenza di molti altri politici polesani ho sempre ritenuto che il dovere non deve essere urlato e propagandato a fini politici elettorali a maggior ragione quanto si tratta di speculare ignobilmente sulla pelle umana come in questi casi".

C"ome fa un Senatore, comportandosi in questo modo, pensare e sperare di essere considerato e rispettato nel territorio. Ma come giustifica simili atteggiamenti, come fa uno che se ne approfitta del lavoro d’altri rivendicandone i risultati a pensare di essere un paladino della nostra terra! Ma non prova forse vergogna, perché non ha detto la verità. Perché non ha provato Lui a parlare con il Ministro, visto che si pavoneggia di essere l'uomo forte del Polesine a Roma, perché non è intervenuto prima del sottoscritto e del Sindaco? Visto che lui ha un incarico e un dovere istituzionale, perché non l'ha fatto? 

"l profughi sono anche nei suoi Comuni, o non se ne è forse accorto, o se ne accorge solo quando c’è da prendersi i meriti del lavoro di altri. L'unico polesano che sulla questione mi ha agevolato è stato Bendin in quanto opera a Roma nella segreteria del sottosegretario all’agricoltura che può ben confermare i fatti. L'unico grazie che si può attribuire al senatore invece è quello di aver aiutato il sindaco nel trovare la strada a Roma per il Viminale, peccato che al Polesine questo non serva nulla. Ma da chi siamo rappresentati?".

28 novembre 2016
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