CONSIGLIO COMUNALE ROVIGO La mozione di sfiducia del sindaco Massimo Bergamin preparata dal Movimento 5 stelle. La storia di un voltafaccia “inatteso e irresponsabile senza mandato politico” dalle pesanti conseguenze sulle tasse dei rodigini

“Ci ha preso in giro, mandiamolo a casa”

Massimo Bergamin
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Tutti i consiglieri del comune di Rovigo l’hanno ricevuta via Pec, la mozione di sfiducia del sindaco Massimo Bergamin, firmata dai consiglieri del Movimento 5 stelle di Rovigo. Un testo che Vernelli e Gennaro mettono a disposizione dei colleghi per modifiche, integrazioni ed emendamenti. Un testo che ricorda in maniera puntuale le vicende in Ecoambiente operate dai soci: il Comune di Rovigo, attraverso il sindaco Massimo Bergamin, ed il Consorzio Rsu azienda speciale, fino all’incredibile voltafaccia del primo cittadino che ha tradito il mandato ricevuto dal proprio consiglio comunale


Rovigo - E’ pronto il testo della mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Massimo Bergamin a firma dei consiglieri Ivaldo Vernelli e Francesco Gennaro del Movimento 5 stelle. Un testo secco, preciso, chiaro che mette in luce per punti il processo di contenzioso tra i soci di Ecoambiente, ovvero il Comune di Rovigo e il Consorzio Rsu, la posizione e la volontà iniziale di regolarizzazione dell’intera controversia da parte del sindaco di Rovigo, fino al suo incomprensibile cambio di rotta dell’11 novembre scorso (LEGGI ARTICOLO), culminato con la decisione del primo cittadino di sottostare agli 11 punti capestro posti dal consorzio Rsu ed approvati in conferenza dei sindaci, preliminari ed inderogabili, per il Consorzio, alla costituzione del cda di Ecoambiente (LEGGI ARTICOLO).

Una decisione quella di Bergamin che “contraddice la posizione di autotutela assunta in precedenza” e soprattutto “il sindaco agisce senza il preventivo mandato del consiglio comunale di Rovigo e senza informare nemmeno la giunta e i consiglieri di maggioranza imponenndo gravi conseguenze a carico della sua amministrazione”. In pratica il sindaco sceglie di cambiare completamente in tema di rifiuti piegandosi ai diktat del Consorzio, senza consultare alcuno dell’arco consigliare.

Tra le gravi conseguenze “l’atteggiamento irresponsabile del sindaco ha determinato di fatto un esito che sposta sul Comune di Rovigo gli effetti della grave crisi ristagnante della propria azienda partecipata”, portando “Ecoambiente ad un preoccupante stravolgimento dei propri equilibri finanziari e della stessa governance che si rovesceranno per i prossimi dieci anni sulla tassazione che dovrà essere imposta prevalentemente ai cittadini di Rovigo o sui conti del Comune, che potrebbe essere chiamato a sovvenire in solito alle difficoltà finanziarie di Ecoambiente che ha solo altri quattro anni di affidamento”. In pratica la partecipata che ha un utile annuo di circa 80mila euro, e che fattura ai singoli Comuni tutto ciò che spende per il servizio, grazie all’accordo di Bergamin, si sobbarca delle spese del Consorzio Rsu per oltre 4 milioni di euro, solo per ultimare i lavori del Consorzio su beni del Consorzio, ovvero 2,5 milioni per Taglietto1 e 1,5 milioni per il cosiddetto separatore di Sarzano. Dove li troverà questi 34 milioni di euro Ecoambiente? E’ la domanda sottintesa nella mozione. Chiaramente dalla tassazione dei cittadini, e o in alternativa da Palazzo Nodari, socio di maggioranza di Ecoambiente visto che il finanziamento della società spessa, esclusivamente, ai soci.

Le gravi conseguenze non finiscono qui. Il nuovo piano industriale di Ecoambiente “non si caratterizzerà più solo sulla raccolta differenziata dei soli rifiuti solidi urbani prodotti nel Polesine, ma sulla valorizzazione” di discarica e separatore attraverso il conferimento di rifiuti speciali che arriveranno da fuori provincia “in quantità ingentissime”.

Terzo punto, inaudito per i consiglieri Vernelli e Gennaro, “il sindaco ha nascosto alla collettività le reali motivazioni dell’incredibile voltafaccia nella propria strategia politica, e non ha consentito di sottoporre al preventivo vaglio degli organi deputati le eventuali responsabilità dei possibili danni causati dalla sua azione inopportuna e censurabile”.

Senza contare appunto che il consiglio comunale aveva dato, il 28 novembre scorso, le indicazioni al primo cittadino approvando a larga maggioranza la mozione “Salvaguardia del futuro di Ecoambiente srl” palesemente contraddetta dall’accordo firmato da Bergamin.

Per il M5s la fiducia è venuta meno, “fiducia che deve legare indissolubilmente con atti validi e circostanziati il Sindaco al Consiglio comunale e alla propria cittadinanza, atti indispensabili per evitare abusi di potere ed errori devastanti”.

Il finale appello alla responsabilità civile degli eletti in consiglio che “non possono evitare di pronunciarsi sulla condotta reprensibile del Sindaco, in evidente violazione dello Statuto del Comune di Rovigo, e hanno il dovere di interrompere immediatamente questa esperienza amministrativa ormai compromessa”.

 

 

13 dicembre 2016
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