LA PROPOSTA ROVIGO L'analisi dell'architetto Luigi Domenico Fariello Barbato, che spiega da dove dovrebbe partire la riprese, criticando chi pensa a mandare a casa il sindaco

"Un piano degli interventi per rilanciare l'economia"

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Sarebbe sbagliato, sbagliatissimo, spiega Domenico Fariello Barbato, architetto, mandare a casa il sindaco, sperando che un commissario possa fare di più. Barbato indica poi quella che davvero potrebbe essere la strada per rilanciare il Polesine e Rovigo



Gli urlatori che gridano “Tutti a casa” si sono già dimenticati di quanto danno è stato fatto, anche grazie a chi lo ha provocato, quando il penultimo sindaco è stato “mandato a casa”. Allora i super sapientoni hanno dato fuoco alle polveri dicendo “visto che con il commissario si è fatto di più” senza sapere che è prassi consolidata che chi si presenta a governare liberamente fa muovere la normalissima amministrazione e sembra, a chi pensa di saperne una pagina  più del libro, che basterebbe avere sempre un Commissario senza mai dire che il ben capitato non può programmare nulla, per legge, che sia a favore dello sviluppo della Comunità.

Ma coloro che si ergono a giustizieri del popolo non tengono mai conto che i nuovi dinosauri si estinguono sempre più  e quelli più giovani neanche ci provano. Chiaramente, o forse non troppo, mi riferisco a tutti i liberi professionisti di tutte le categorie che si trovano a vivere una situazione economica paradossale, dove l’offerta è di gran lunga superiore alla domanda e certamente non mi riferisco al lavoro ma ai beni materiali.

Allora chi viene in aiuto della macchina economica che produce lavoro ed indotto per tutte le categorie, ma sicuramente come lo è sempre stato quello che una volta si identificava con il mattone.  Il mattone che rappresenta l’edilizia, e non la cementificazione, ma anche l’Urbanistica,  salvaguardando i terreni agricoli dalla desertificazione, ma anche della Pianificazione del Territorio con scelte più attente per un ambiente più sano migliorando la situazione disastrosa che qualcuno ci ha lasciato in eredità.

Tutto questo può essere possibile, ma può essere anche solo una chimera. Tutto questo è possibile se il famoso Nuovo documento programmatico, così si chiama, che stabilisce alcune regole base dello sviluppo del Comune di Rovigo venisse approvato, con la redazione del Primo piano degli Interventi,  sarebbe una base importante  relativa alle tematiche della Città da sviluppare operativamente, e quindi la partenza, altri Piani degli Interventi che sicuramente darebbero nuovo slancio al capoluogo. 

Vogliono buttar via l’acqua sporca con il bambino; lo facciano pure, ma qualcuno dovrà loro ricordare che per l’ennesima volta si è bloccata volutamente la ruota economica rodigina. Un piccolo inciso riguarda gli operatori che vogliono, cose alle quali pochi sono portati, investire in questa ridente cittadina ma certamente non possono programmare un bel niente e questo era già avvenuto qualche anno fa quando la Giunta Piva fu fatta crollare.

Certo è che un sindaco non è mai simpatico a tutti e cosa ancora più normale è che non si diventa sindaci già “imparati” e tanti di noi ne hanno visti di buoni e di meno buoni, ma con un periodo come questo e con le scelte politiche ed economiche nazionali diventa impossibile per tantissimi sindaci in Italia riuscire a governare con relativa tranquillità. Rovigo non merita un nuovo Ventrice bis, perché il commissariamento e le eventuali nuove elezioni non fanno altro che prorogare l’agonia della nostra meravigliosa cittadina che andrebbe riqualificata e non depredata.

Luigi Domenico Fariello Barbato

29 dicembre 2016
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