GESTIONE PROVINCIALE DEI RIFIUTI Con la decisione di dicembre del sindaco di Rovigo Massimo Bergamin si chiudono 2 anni di contenziosi tra il capoluogo, socio di maggioranza di Ecoambiente ed il socio Consorzio. Il problema è sempre la nuova discarica

I nodi del passato potrebbero venire al pettine nel 2017

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Rovigo - Se il 2015 doveva essere l'anno della svolta, il 2016 è stato quello della resa.

L'11 novembre 2015 si sottoscrive la convenzione di gestione della discarica, ancora in vigore, tra i soci di Ecoambiente, Massimo Bergamin e Nereo Tescaroli, con l'avvallo sia del commissario liquidatore dell'Ente di Bacino Pierluigi Tugnolo, sia di Ecoambiente, che prevedeva la scomparsa del Consorzio Rsu in fusione in Ecoambiente entro marzo 2016, promessa poi disattesa, nel 2016 invece, sempre l'11 novembre, un anno dopo, è cominciato il percorso che ha portato il sindaco di Rovigo Bergamin ad abbandonare tutte le posizioni portate avanti fino a quel momento, sacrificandole sull'altare, forse, della governabilità.

L'11 novembre 2016 si è svolta l'assemblea soci di Ecoambiente che avrebbe dovuto nominare il Cda dell'azienda visto che quello uscente era già scaduto ed in proroga fino al 15 novembre, Bergamin, secondo proclami, non avrebbe dovuto riconoscere, come in effetti è successo nelle assemblee precedenti, la persona di Pierluigi Tugnolo come rappresentante del socio Consorzio, essendo egli il liquidatore del Consiglio di Bacino e non il legale rappresentante del Consorzio Rsu Azienda speciale. Così non è stato, con Pierpaolo Barison presidente dell'assemblea, la seduta si è aperta, ma l'11 novembre non sono usciti nomi.

Guardando le disposizioni in materia di inconferibilita' ed incompatibilita' di incarichi si osserva, a posteriori, che i consiglieri nominati il 7 dicembre alla data dell'11 novembre 2016 l'attuale presidente Alessandro Palli non avrebbe avuto alcun problema di eleggibilità in quanto ex amministratore di un comune sotto i 15mila abitanti, mentre Ivano Gibin era incompatibile ed avrebbe dovuto aspettare il termine del periodo di raffreddamento da ex consigliere provinciale, almeno quindi al 18 novembre.

L'assemblea dell'11 LEGGI ARTICOLO viene quindi rinviata al 25 novembre per poi essere successivamnte rinviata ancora al 7 dicembre. Nel mentre il Consorzio si organizza ed impone un diktat per punti LEGGI ARTICOLO da accettare integralmente, promettendo, altrimenti, di far saltare la società Ecoambiente non riconoscendone più il carattere di in house, facendo quindi perdere tutti i clienti, i comuni della provincia, e conseguentemente il fatturato.

Non solo, l'11 novembre 2016 è caduto per mano della propria maggioranza il sindaco di Padova Massimo Bitonci, a Rovigo i gruppetti di consiglieri rumoreggiano, scommettono sulla fine del proprio sindaco e cercano all'orizzonte il carro del vincitore su cui salire per primi.

Nel mentre il consiglio comunale di Rovigo parla di Ecoambiente a fine novembre ed approva una mozione del Movimento 5 stelle LEGGI ARTICOLO che non legittima il sindaco ad alcun accordo capestro con il socio Consorzio, anzi, gli ricorda che gli obiettivi da seguire sono quelli portati avanti fino ad allora, no rifiuti speciali in primis. Nel mentre la corazzata Consorzio si riunisce e si organizza in una "pseudo" assemblea soci, non prevista come organo ne' per l'azienda speciale, perchè dovrebbe nominarne il Cda prima di qualsiasi altra deliberazione, ne' per l'Ente di bacino in quanto commissariato da Tugnolo e quindi con l'organo amministrativo soppresso, chiamata conferenza dei sindaci. In quella sede i sindaci presenti decidono di provare il colpo di mano in Ecoambiente LEGGI ARTICOLO e "fanno proprio" il diktat già comunicato a Bergamin dal Consorzio in precedenza con piccole modifiche di forma, non di sostanza.

Il 7 dicembre 2016 accade quanto ormai noto, la resa totale ed incondizionata del comune di Rovigo ai desiderata del Consorzio LEGGI ARTICOLO oppure, dipende dai punti di vista, la decisione presa coscientemente di decidere di salvare l'Azienda speciale del Consorzio dal fallimento sotto il peso dei decreti ingiuntivi dei fornitori ancora da pagare, quindi l'accordo tra Rovigo ed i comuni della provincia in vista delle imminenti elezioni del consiglio provinciale previste per l'8 gennaio 2017.

Come articolo di inizio del 2017 ricordiamo ai lettori di RovigoOggi.it quanto abbiamo più volte scritto, visto che tra poco probabilmente d'ora in avanti c'è da essere sicuri che tutto sembrerà filare liscio e scompariranno a breve tutte le criticità prodotte dalla politica del territorio, a spese dei cittadini contribuenti, grazie al finanziamento di Ecoambiente, più volte, nel 2016, chiamata sarcasticamente "Ecobancomat" LEGGI ARTICOLO.

In maniera divulgativa si ricorda come il Consorzio Rsu Azienda speciale non aveva le risorse necessarie, ma ha ugualmente appaltato, ad agosto 2014, specificando alla voce finanziamento sui documenti ufficiali di gara con "fondi propri", anche se non era vero, tanto che nel piano triennale delle opere pubbliche 2013-2015 presentato dal Consorzio, allegato al bilancio preventivo 2013, ed anche nel piano triennale 2014-2016 allegato al bilancio preventivo 2014, il Consorzio scrive finanziamento con "apporti di capitali privati di terzi" per € 3.452.428,96.

Per questi motivi quindi, lo studio legale del prof. Caia, incaricato dal Consorzio, il 10 aprile 2015 nel confutare il parere del prof. Maltoni, di Ecoambiente, relativo al finanziamento dei lavori della discarica di marzo 2015, aveva già scritto che con "fondi di terzi" si doveva intendere di Ecoambiente, in quanto azienda "in house", in previsione della fusione con il Consorzio.

Quale fusione? Quella promessa, quella sottoscritta, o quella mai compiuta? La fusione infatti parte male, con l'incarico a due periti di parte non nominati dal Tribunale, contrariamente a quanto invece deliberato dall'assemblea dei sindaci soci il 27 novembre 2014, quando allora non era stata ancora soppressa (secondo i recenti ragionamenti del Consorzio sarebbe dovuta essere soppressa dal 1-1-2013, ma a fine 2014 era viva e vegeta, tanto che approvò il bilancio dell'Azienda speciale), anche se era dopo il 1° gennaio 2013. La fusione quindi parte male e finisce peggio, quando al Consorzio capiscono che il CdA di Ecoambiente è scaduto il 18 maggio 2015 e non può più fare la fusione, ma soprattutto non esisteva già da luglio 2014 il CdA del Consorzio, che aveva dato l'incarico, quindi l'idea che sia stata tutta colpa del telegramma di Massimo Bergamin a bloccare la fusione è chiaramente non vero LEGGI ARTICOLO.

La domanda sorge spontanea: chi ha deliberato il bando di gara per la nuova megadiscarica? E' stato il CdA dell'Azienda speciale che non c'era più? Eppure sembrerebbe che la delibera del Cda del Consorzio che approvava la discarica, la n.14/2014, sia datata 7 agosto 2014.

Oggi viviamo la situazione, lato Consorzio, in cui, secondo il Consorzio, non c'era più nessuno dall'1-1-2013, o meglio, c'era qualcuno, ma era solo un CdA onorifico. La colpa, come ricordato sopra, sarebbe del sindaco di Rovigo Massimo Bergamin che ha mandato un telegramma il 17 giugno 2015 LEGGI ARTICOLO, dice il Consorzio che aggiunge: il commissario Tugnolo è il legale rappresentante del Consorzio Rsu, la gara è valida e il mutuo lo si può stipulare, tanto poi Ecoambiente pagherà quanto dovuto.

A novembre 2015, con la discarica ancora da ultimare e rendicontare alla Regione Veneto entro il 31-12-2015, data disattesa visto che è stata parzialmente consegnata come pesce d'Aprile solo nel 2016, al Consorzio potrebbero aver pensato che fosse meglio accettare la nuova convenzione, prendendosi subito 700.000 euro, ed il cronoprogramma di fusione, senza alcuna intenzione di avviarla davvero, con l'obiettivo di guadagnare tempo per convincere Bergamin, magari lavorandolo ai fianchi.

Ebbene, il Consorzio Rsu ha vinto su tutta la linea con Rovigo, ovvero su Ecoambiente, ma non è detto che il 2017, appena cominciato, non riservi delle sorprese.
1 gennaio 2017
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