POLITICA ADRIA (ROVIGO) La maggioranza va in frantumi sul voto al candidato Daniele Ceccarello che avrebbe dovuto essere comune: su 11 voti previsti ne arrivano solo 6. Tensioni in vista di riunione e consiglio

Il voto della Provincia mette in crisi il Comune etrusco

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Il voto per il rinnovo del consiglio provinciale di Rovigo rischia di avere pesantissime ripercussioni anche ad Adria, dove già la maggioranza aveva qualche incomprensione nei rapporti tra giunta e consiglieri, problema che esce ingigantito dall'analisi del voto per Palazzo Celio
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Adria (Ro) - Un candidato (eletto) per il rinnovo del consiglio provinciale sul quale la maggioranza in consiglio comunale ad Adria avrebbe dovuto votare compatta secondo accordi presi direttamente con il primo cittadino Massimo Barbujani. Così non è stato e ora si apre uno scenario complesso a Palazzo Tassoni. I conti della vigilia erano presto fatti: Daniele Ceccarello avrebbe dovuto essere il candidato del centrodestra che in città sostiene il sindaco Massimo Barbujani. 11 sono i consiglieri di maggioranza e quindi 11 avrebbero dovuto essere i voti provenienti da Adria destinati a Ceccarello.

Ne sono arrivati unicamente sei. Quanto basta - secondo questa analisi - per creare grosse tensioni in maggioranza, non tanto per il risultato finale, ma perché l'atteggiamento mina il rapporto di fiducia tra sindaco e consiglieri. Tanto che, già nella mattinata di lunedì 9 gennaio, quando circolavano le prime notizie relative allo spoglio in corso a Palazzo Celio a Rovigo, girava una parola d'ordine ad Adria: disertare la riunione di maggioranza prevista per la serata dello stesso giorno.

Una ulteriore verifica della coesione interna della maggioranza si avrà, poi, martedì 10 gennaio, quando in serata si riunirà il consiglio comunale. Sarà necessario, infatti, verificare se ci sarà il numero legale o se verrà fatto mancare come segnale al sindaco. C'è aria di crisi, soprattutto quando si sentono parole come "Giuda" o "traditori", magari serve solo un chiarimento, ma anche a chi viene sottolineato che un impegno così compatto su Ceccarello sarebbe stato forse chiedere "troppo" alla maggioranza, fatta da partiti, con i propri candidati, il senso della risposta è sempre lo stesso: "Se c'è un impegno sottoscritto si rispetta, altrimenti si poteva non assumersene l'onere. Chi dice una cosa e ne fa un'altra, commette un falso".
9 gennaio 2017
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