GESTIONE RIFIUTI PROVINCIA DI ROVIGO L'impianto di trattamento meccanico dei rifiuti di Sarzano è non necessario secondo la Regione Veneto e le recenti linee guida dell'Ispra. Aumenterà i costi a tonnellata senza alcun vantaggio

Aveva ragione Luigi Paulon: separatore inutile

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Non serve farlo, non è obbligatorio. Lo ha detto la regione Veneto e ora lo ribadisce l'Ispra, ma pare che in Polesine a qualcuno faccia piacere far cose inutili e accollarne le spese ai cittadini. Luigi Paulon sottolinea che l'aveva detto e che l'accordo odierno tra i sindaci e il Consorzio Rsu risponde a non si sa quale necessità


Rovigo - Non è un giudizio, ma un dato di fatto: nella assemblea dei sindaci clienti di Ecoambiente a Palazzo Celio del 26 aprile 2016 LEGGI ARTICOLO l'allora presidente Luigi Paulon illustrava, slide alla mano, all'assemblea il non senso di un investimento inutile da farsi sulle spalle dei cittadini contribuenti.
"Se sono soldi che dobbiamo spendere per forza, in virtù di accordi che il Consorzio Rsu ha già preso e non può più tirarsi indietro - afferma oggi l'assessore Paulon - ribadisco quanto dicevo, ed ho detto allora: spendiamo quel milione e mezzo per un impianto diverso, che separi quel poco che rimane da separare nel rifiuto secco. Facciamo una linea dedicata al vetro, oppure sondiamo il mercato per vedere se c'è un prodotto, da rifiuto, che può interessare commercialmente, ma non gettiamo al vento 450 mila euro annui per 4 anni".

La questione dei costi LEGGI ARTICOLO è già stata affrontata: essendo un investimento su beni di terzi (dell'Azienda speciale del Consorzio Rsu) deve essere messa in ammortamento rispetto ai costi di gestione di Ecoambiente in funzione dell'affidamento redisuo, quindi 4 anni. Considerato che il bacino di Rovigo produce 27.000 tonnellate annue e l'onere finanziario sarà di circa 450.000 euro significa un aggravio di 20 euro a tonnellata per tutte le famiglie contribuenti. A questi 20 euro aggiuntivi a tonnellata, dopo la fase di realizzazione, bisognerà aggiungere il costo di gestione dell'impianto, probabilmente altrettanto.

La certezza assoluta che l'impianto è tecnicamente inutile arriva prima di Natale dall'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale della Repubblica Italiana, che a pag. 27 del proprio manuale operativo propone l'esempio di Rovigo, ovvero un bacino che, in seguito alle indagini merceologiche sui rifiuti è in grado di soddisfare 3 requisiti di qualità tra cui la famosa componente umida nel rifiuto secco inferiore al 15% che su tutta la Provincia di Rovigo viene raggiunta tranquillamente, ad eccezione di Rosolina mare in estate, e Rovigo a periodi.

"E' una conferma che deriva dal fatto che la Regione Veneto si è sempre comportata, dal punto di vista autorizzativo, nella maniera corretta, in anticipo, ma soprattutto in linea con il massimo organismo programmatorio nazionale: l'Ispra" commenta Luigi Paulon che ricorda "d'altronde quando siamo andati a Venezia per farci autorizzare l'uso della discarica di Sant'Urbano la Regione ci ha prescritto i tre identici requisiti proposti oggi dall'Istituto Superiore statale".

Sulla polemica relativa alla presunta necessità da parte dei sindaci di riattivare Sarzano Paulon taglia corto: "Io non so che accordi questi signori devono rispettare e con chi siano legati, di sicuro bisogna fare una riflessione: in questo mondo dei rifiuti che razza di interessi ci sono dietro se un amministratore, da noi la maggioranza assoluta, anche Rovigo visto l'accordo che ha firmato il mio sindaco con il Consorzio Rsu, decide deliberatamente di aumentare la spesa per le proprie famiglie, i propri concittadini, i propri elettori, per niente? Senza nessun obbligo e senza creare vantaggi?".

Nel ricordare la assemblea di aprile in Provincia, quando Paulon ne uscì con le ossa rotta e la sua idea di investimento alternativo su Sarzano sonoramente bocciata, a ripensare al lungo battibecco con Eugenio Boschini, tecnico del Consorzio Rsu Azienda speciale e sindaco di Castelmassa che sosteneva la necessità assouta di riaprire Sarzano per non incorrere in sanzioni di tipo comunitario, perchè sarebbe, secondo lui, stato necessario assolutamente far ripartire il trituratore, Paulon sottolinea: "Non mi interessa ricordare che Boschini aveva torto, mi basta aver avuto ragione allora, averla oggi ed essermi impegnato per cercare di fare il meglio possibile per i cittadini del Polesine. Obiettivo 76 è stato un mio pallino, volevo aumentare la raccolta differenziata e ridurre i costi. Era possibile. Poi è arrivato l'accordo, Sarzano verrà riaperto per niente, se ne assumeranno la responsabilità i nuovi amministratori, Obiettivo 76 verrà stralciato, è previsto dall'accordo, perchè il business dei rifiuti deve andare avanti (in particolare con i rifiuti speciali, ndr)".
10 gennaio 2017




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