POLITICA ROVIGO Il caso di Adria ha compromesso equilibri e malumori. Bartolomeo Amidei rivendica il controllo di Forza Italia e attacca Federico Simoni, il Pd con Julik Zanellato attacca Massimo Barbujani, ma anche Massimo Bergamin

Centrodestra a pezzi dopo le Provinciali: liti e scontri

Bergamin, Amidei, Barbujani e Simoni
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Non si tratta solo di un consiglio comunale saltato ad Adria per dissapori interni alla maggioranza (LEGGI ARTICOLO). Le elezioni provinciali di domenica 8 gennaio, e il mancato rispetto di alcuni accordi presi dalle varie anime del centrodestra, hanno scavato spaccature profonde in quest'area politica, la cui ricomposizione è tutta da valutare



Adria (Ro) - "Sono seriamente preoccupato. Dovrò operare per sistemare una situazione adriese gestita male per scongiurare la rottura con gli amici e alleati di Fratelli d'Italia, con i quali anche a livello romano siamo in ottimi rapporti e che voglio mantenere per il futuro. Non va assolutamente minimizzato quanto successo in occasione dell'ultimo consiglio comunale ad Adria, pertanto le tensioni dovranno trovare occasione di confronto tra coordinatori provinciali a salvaguardia dell'amministrazione cittadina". 

Bartolomeo Amidei, senatore e coordinatore provinciale di Forza Italia, corre ai ripari visto il caso che sta montando ad Adria: un consiglio comunale rinviato, con la maggioranza che ha fatto venire meno il numero legale, per evitare un voto contrario sul Documento unico di programmazione. Il rischio di "andare sotto" era concreto, concretissimo, con almeno tre consiglieri comunali di maggioranza pronti a votare contro sindaco e giunta.

Sullo sfondo di tutto, la denuncia di un tradimento da parte di cinque franchi tiratori alle elezioni provinciali dell'8 gennaio scorso. Ossia cinque consiglieri comunali di maggioranza di Adria che non avrebbero votato, come invece promesso e convenuto, il candidato comune per Palazzo Celio, ossia Daniele Ceccarello, poi comunque eletto, ma comunque con solo 6 degli 11 voti che gli sarebbero dovuti arrivare dai consigli di maggioranza di Adria.

Amidei fa la voce grossa e chiarisce i ruoli, per provare a uscire dalla situazione in cui è finito il centrodestra. "Come peraltro più volte già ribadito - attacca - esiste una sola Forza Italia e io son l'unico coordinatore, incaricato direttamente dal presidente Berlusconi e quindi deputato a decidere le scelte politiche sul territorio per il partito". 

"Forse un mio difetto, che emerge chiaro in questo frangente, è il lasciare eccessivo spazio e fin troppa libertà agli iscritti che si arrogano competenze non previste". Parole forti, che paiono indirizzate al vicesindaco di Adria Federico Simoni, col quale in effetti anche nel recente passato si erano verificate alcune divergenze di vedute (LEGGI ARTICOLO)

"Quanto prima correremo ai ripari per salvare la seconda amministrazione comunale del Polesine, per la cui riconferma del sindaco tanto mi son battuto: pertanto incontrerò al proposito il sindaco Massimo Barbujani, ma anche l'avvocato Luca Azzano Cantarutti, segretario di 'Indipendenza Noi Veneto' e il segretario provinciale nonché neo consigliere provinciale Daniele Ceccarello di 'Fratelli d'Italia', cui vanno le mie più fervide congratulazioni, con l'occhio rivolto alle prossime amministrative di Badia Polesine, Taglio di Po e Porto Viro". 

Amidei getta acqua dunque sul fuoco e annuncia un intervento immediato al rientro da Roma. "Chiedo e chiederò a tutti gli alleati di fare quadrato e di serrare i ranghi perché ne va del futuro dell'attuale squadra di governo di Palazzo Tassoni mentre a Simoni rivolgo un appello amichevole a finirla con sfide, appelli e proclami vari che producono solo malanni e perché no, a occuparsi un po' di più della sua città a cui io sono molto affezionato ...". 

Uno scenario fluido, caotico e al quale è quindi assolutamente urgente mettere mano per evitare lo sfascio dell'amministrazione comunale. Un mezzo disastro per il centrodestra, ma un assist a porta vuota per il Pd, che infatti non si fa sfuggire l'occasione per attaccare sulla incapacità di governo del centrodestra.

"Le maggioranze politiche della città capoluogo, Rovigo, e della seconda città della provincia, Adria, sono ormai in frantumi, come denotano gli esiti del recente rinnovo del consiglio provinciale - dichiara Julik Zanellato, segretario provinciale del Pd - Con quale autorevolezza Bergamin e Barbujani possono assumere il compito di trainare il resto del Polesine in una fase di delicata transizione dalle vecchie province alle nuove aree vaste?".

"Siamo di fronte ad un vuoto di classe dirigente, confermato anche dal fatto che la contesa alle provinciali si è svolta senza alcun confronto sugli obiettivi amministrativi dei prossimi due anni. Il presidente della Provincia Marco Trombini sembra sempre più svogliato nel portare avanti il governo dell'amministrazione provinciale, ormai totalmente nelle mani dei dirigenti, ovvero dei burocrati".

"Anche una problematica semplice come quella della prosecuzione dei servizi ai ragazzi disabili da parte del Centro diurno Essagi di Badia Polesine stenta a trovare una soluzione. Sarebbe utile aprire un dibattito pubblico sugli obiettivi di governo che la Provincia si pone per i prossimi anni, non solo in riferimento ai servizi di sua stretta competenza (in particolar modo viabilità provinciale e strutture scolastiche per l'istruzione pubblica di secondo grado) ma anche in relazione alle sue partecipazioni in società ed enti di secondo grado (in particolar modo Cur, Interporto, Censer e Consvipo).

"Chiedo, pertanto, a Trombini di esplicitare pubblicamente le priorità che intende porre al centro del suo programma di governo per il 2017 e il 2018, colmando un vuoto di idee e di iniziative ormai assordante".

11 gennaio 2017




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