GESTIONE RIFIUTI PROVINCIA DI ROVIGO  Il presidente Alessandro Palli incarica il legale Andrea Maltoni di ritirare gli atti contro la volturazione dell'Aia provinciale del Consorzio Rsu che erano stati presentati al Presidente della Repubblica

La "nuova Ecoambiente" si sottrae al giudizio del Tar

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Comincia a dare i propri frutti l'accordo sottoscritto da Massimo Bergamin con Pierluigi Tugnolo il 7 dicembre 2016 LEGGI ARTICOLO ed il ricorso più spinoso, quello della responsabilità ambientale su tutta la discarica di Taglietto, T0 compresa, di proprietà del Consorzio Rsu Azienda speciale, che Ecoambiente non ha richiesto LEGGI ARTICOLO, ma che la Provincia di Rovigo ha trasferito ad Ecoambiente, è stato ritirato. La stessa sorte toccherà probabilmente al ricorso contro il Consorzio Rsu Ente di bacino che ha fatto propria la deliberazione dei sindaci per la decadenza della gestione delle due vasche parzialmente realizzate della nuova discarica affidata ad Ecoambiente, che, visti i problemi di sicurezza idraulica LEGGI ARTICOLO rilevati anche dal Noe LEGGI ARTICOLO, non si capisce come sia tuttora in uso


Rovigo - Giornata di festa in Provincia di Rovigo lo scorso venerdì 27 gennaio 2017 per il presidente Marco Trombini ed il dirigente della Area ambiente Vanni Bellonzi che non dovranno nemmeno costituirsi in giudizio di fronte al Tribunale amministrativo del Veneto per il ricorso presentato da Ecoambiente per l'annullamento del nulla osta alla gestione della discarica e della voltura integrale dell'Aia a suo tempo rilasciata al Consorzio Rsu in persona del legale rappresentante, che non dovrà, nemmeno lui, costituirsi in giudizio.

Il Presidente della terza sezione del Tar ha infatti dichiarato il ricorso n. 1251 proposto da Ecoambiente srl, rappresentata e difesa dall'avvocato Andrea Maltoni, "improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse", manifestata dallo stesso proponente.

Lo stesso Maltoni è stato incaricato dal nuovo legale rappresentante di Ecoambiente, Alessandro Palli, di revocare il ricorso, tanto che il giorno 23 gennaio ha depositato presso il Tar l'atto nel quale la parte ricorrente, Ecoambiente, "non ha più interesse alla definizione del ricorso" ed il presidente della sezione amministrativa ha disposto di conseguenza dichiarando il ricorso stesso improcedibile.

Che cosa è cambiato dal momento in cui Ecoambiente si è rivolta al Presidente della Repubblica italiana per ottenere giustizia contro quello che riteneva un abuso ad opera della Provincia di Rovigo? O che cosa è cambiato da quando la stessa Provincia aveva chiesto la trasposizione del giudizio presso il Tar del Veneto?
Nulla, se non l'accordo raggiunto tra Pierluigi Tugnolo, commissario liquidatore delle funzioni regionali di Ente di bacino, e Massimo Bergamin, sindaco di Rovigo nell'assemblea soci di Ecoambiente del 7 dicembre 2016.

La decisione presa da Bergamin e Tugnolo, annulla per sempre (impedendo di fatto di ripresentare ricorso in futuro, per sopravvenuta decorrenza dei termini) la possibilità di sapere se Ecoambiente (ai tempi della decisione guidata da Paulon) aveva ragione di lamentarsi circa l'idoneità della discarica, visto il collaudo parziale, e sul passaggio di  responsabilità ambientale, di carattere penale, di TUTTO il sito da bonificare di proprietà dell'Azienda speciale del Consorzio Rsu in capo ad Ecoambiente ed al suo legale rappresentante, Alessandro Palli.

La cosa curiosa della vicenda è che nella sostanza le problematiche ambientali emerse nel ricorso, poi confermatesi con il "caso strano di agosto 2016" e della mai chiarite infiltrazioni di T1 LEGGI ARTICOLO,  sono state trasmesse anche alla Procura della Repubblica che sulla base dei documenti prodotti ha aperto il procedimento penale ed ha disposto l'ispezione dei carabinieri del Noe di Venezia LEGGI ARTICOLO, che non sembra essere conclusa, anzi è ancora nella disponibilità del magistrato Sabrina Duò.

Presentare e ritirare ricorso per Ecoambiente significa aver sostenuto dei costi, per esempio quello del contributo unificato, la cosiddetta "marca da bollo" che si affigge ai documenti nella pubblica amministrazione. Per il Tar Veneto questa "marca da bollo" vale euro 6.000 per il ricorso stesso, euro 650 di maggiorazione per l'urgenza ed altrettanti 650 euro per aver "disturbato" l'ufficio di presidenza della Repubblica italiana. A questi 7.300 si sommano i 7.983 (da sito Ecoambiente) per la disanima del ricorso affidata ad Andrea Maltoni ed i 7.840 per il ricorso vero e proprio. Quasi 25.000 euro spesi inutilmente che i cittadini dovranno pagare in bolletta per non sapere nemmeno se gli amministratori precedenti di Ecoambiente (Luigi Paulon, Sonia Rosolen, Ornella Astolfi e Pierpaolo Barison), piuttosto che il Presidente ed il dirigente della Provincia avessero torto o ragione.

Ma soprattutto senza poter capire se era corretto che Ecoambiente si dovesse accollare tutte le responsabilità di un sito inquinato da bonificare, ma non di sua proprietà.
Proprietà che sarebbe stata la normale conseguenza della fusione tra Consorzio ed Ecoambiente, visto che attraverso lo scioglimento del Consorzio i beni sarebbero confluiti direttamente in Ecoambiente che se ne sarebbe fatta carico. Fusione prevista dagli accordi di novembre 2015 mai attuati e che probabilmente non avverrà mai, o almeno non prima di aver affossato Ecoambiente di debiti di modo da poter cambiare il valore della società ed i rapporti di partecipazione tra i soci, per esempio obbligandola a farsi carico di un progetto di bonifica su beni di terzi, del Consorzio Rsu, esponendosi con risorse proprie, ovvero dei soci, che verranno recuperate in bolletta da tutti i cittadini contribuenti.
Oppure attraverso una operazione di facciata dove invece di conferire la titolarità dei beni potrebbe venire studiato un escamotage, come per esempio il diritto di superficie, che consentirebbe di obbligare Ecoambiente a pagare la bonifica visto che ne ha la responsabilità ambientale ed il diritto d’uso, ma non la proprietà.

Procede quindi, anche se con il parere negativo del collegio dei revisori di Ecoambiente, depositato in consiglio di amministrazione dell'azienda il 23 dicembre 2016 LEGGI ARTICOLO, il disegno voluto da Pierluigi Tugnolo e Massimo Bergamin per salvare il Consorzio Rsu da tutte le responsabilità passate e future, ambientali ed amministrative, per la realizzazione della nuova discarica di Villadose (9 vasche complessive per 550.000 tonnellate di rifiuti urbani e speciali). Con l'accordo infatti il socio di maggioranza assoluta di Ecoambiente e di maggioranza relativa del Consorzio, il sindaco di Rovigo, ha dato il via libera al saldo di tutti i lavori che sarebbero spettati al Consorzio, al separatore, all'ingresso dei rifiuti speciali a Villadose, alla realizzazione di tutte e 9 le vasche a spese di Ecoambiente, ma soprattutto al ritiro di tutti i ricorsi che denunciavano i presunti abusi commessi fino ad oggi.

Presunti erano e presunti rimarranno visto che nessun tribunale si pronuncerà in merito agli abusi lamentati da Ecoambiente. Peccato non sapere chi avesse ragione, l'unica certezza è che a farne le spese sono, come al solito, i cittadini, ma tanto, lo spreco, anche la piccola goccia di 25.000 euro inutilmente spesi contro la Provincia, andrà comunque in tariffa, quindi, come afferma il Consorzio, essendo in tariffa si paga da se'.

Ovvero: la paghiamo noi.
29 gennaio 2017
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