L’AFFARE RIFIUTI IN PROVINCIA La Regione Veneto il 2 dicembre 2016 ha dato mandato di pagamento ad Unicredit per 2,55 milioni di euro per la bonifica della discarica Taglietto 0 e 1. Il mutuo contratto dall’Ente di bacino Rovigo si riduce a 450 mila euro

Arrivano i soldi, ma non cambia nulla: erano già stati spesi

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La Regione Veneto si fa un piacere da sola ed accelera la liquidazione dell’Ente di bacino che era gravato di un mutuo da 3 milioni di euro a favore dell’Azienda speciale del Consorzio Rsu. Anche se i lavori di bonifica di Taglietto 1 a Villadose sono stati parzialmente completati nelle opere di primo stralcio, di 3 previste, fuori da qualsiasi tempo massimo di rendicontazione lavori fissata nel 31-12-2015, la discarica è oggetto di indagini della magistratura, ha presentato delle anomalie tecniche ad agosto 2016, ha subito l’ispezione dei carabinieri del Noe, la Regione Veneto ha disposto comunque il pagamento di buona parte del contributo regionale promesso con mandato del 2 dicembre 2016, liquidato poi il 21 dicembre con 2,55 milioni di euro. Il pagamento però non modifica la condizione economica del Consorzio che aveva già ricevuto finanziamento per 3 milioni da parte di Unicredit e solo tramite l’accordo Bergamin-Tugnolo del 7 dicembre si potrà utilizzare Ecoambiente come “bancomat” per saldare i debiti dell’Azienda speciale che, secondo Tugnolo, rischierebbe di farsi sequestrare la discarica come azione giudiziaria conseguente i decreti ingiuntivi dei creditori



Rovigo - La Regione Veneto ha liquidato buona parte del contributo regionale promesso per le cosiddette opere di bonifica delle discariche di Taglietto 0 e Taglietto 1 così come da aggiudicazione del bando regionale per la riqualificazione dei siti inquinati (LEGGI l’articolo che annuncia la richiesta del finanziamento nell'articolo del 2010).

Tutti i dettagli invece si possono trovare in questo articolo del 2015 che riporta anche il passaggio di proprietà della discarica da Daneco al Consorzio Rsu Azienda speciale avvenuto per cessione gratuita, il 9 luglio del 2014 (LEGGI ARTICOLO).

La Regione Veneto ha disposto il 2 dicembre 2016 due diversi mandati di pagamento a favore di Unicredit banca, liquidati il giorno 21 dicembre per gli importi in acconto di euro 1.170.991,80 e di saldo per euro 1.378.274,46. La liquidazione di queste somme, di poco inferiori a 2,55 milioni di euro non cambiano la situazione economica del Consorzio Rsu in quanto, ricevuto il via libera dalla Regione nel 2015, il Consorzio aveva contratto un mutuo per 3 milioni di euro con Unicredit dando mandato irrevocabile all'incasso del finanziamento alla banca stessa, motivo per cui la Regione ha pagato la banca piuttosto che il Consorzio Rsu.

In pratica, rispetto a quanto già ottenuto dal Consorzio dalla banca, la Regione ha liquidato un po' meno del previsto, lasciando "fuori" circa 450.000 euro che il Consorzio dovrà comunque restituire ad Unicredit. L'unica cosa che è cambiata, in bene, per il Consorzio, è che il contributo erogato ha ridotto immediatamente il mutuo e quindi ha modificato, al ribasso, i conteggi degli oneri finanziari facendo diminuire il costo complessivo del finanziamento iniziale da 3 milioni ricevuto.

Gli uffici della Regione Veneto, efficientissimi e trasparenti nel comunicare quanto da loro fatto a dicembre, non sono stati in grado di far sapere se, una volta effettuato il mandato di pagamento del 2 dicembre, avessero informato o meno il Consorzio della buona riuscita della pratica. Questo dettaglio, sarebbe molto importante nell'ottica della assemblea soci avuta dal Consorzio Rsu Azienda speciale con il Comune di Rovigo per Ecoambiente del 7 dicembre dello scorso anno, in cui, il sindaco Massimo Bergamin, accettò tutte le condizioni imposte dal socio di minoranza per salvarlo, secondo le parole di Pierluigi Tugnolo, dal sequestro della discarica da parte dei creditori.

Ovvero, se il Consorzio, grazie alla liquidazione di 2,55 milioni da parte della Regione Veneto non ha cambiato la sua possibilità di spesa, essendo il pagamento a beneficio della banca, sarebbe interessante capire se il mutuo non sia stato rinegoziato, magari mantenendo le rate costanti e recuperando extra liquidità per saldare i creditori, che secondo Tugnolo, erano pronti con il decreto ingiuntivo. Non c'è stata quindi una modifica della capacità di spesa del Consorzio, ma piuttusto della capacità di indebitamento complessivo.

Nell'intervento in consiglio comunale del 26 gennaio 2017 del consigliere Ivaldo Vernelli, infatti, si è data lettura della trascrizione dell'assemblea soci di Ecoambiente del 7 dicembre e si apprende che Pierluigi Tugnolo, in rappresentanza del socio Azienda speciale del Consorzio Rsu avrebbe detto a Massimo Bergamin: "Entro il 20 gennaio dobbiamo fare tutte queste operazioni. Posso capire che se non è il 20, che sia il 30, che sia il primo di febbraio, ma non puoi portarmi oltre i tre mesi. Pagamento da Ecoambiente al Consorzio RSU di quel pagamento che era stato bloccato dagli amministratori precedenti entro il 20 gennaio, vuol dire che devi pagare, anche perchè se non paghi i lavori a questo punto non vanno avanti. È tutto collegato. Mi fanno il decreto ingiuntivo, cade la discarica, perchè cade, mi sequestrano anche la discarica, mi sequestrano tutto, abbiamo 2 milioni e mezzo fuori qui, e sono pronti con il decreto ingiuntivo. Tutti i punti, il conferimento da subito è già realizzato, non c’è bisogno di aspettare tre mesi, è già realizzato. Presentazione da parte di Ecoambiente e il Consorzio entro il 20 dicembre un piano finanziario, 20 dicembre o il 30, non si deve parlare di tre mesi, riavvio entro il giugno 2017 dell’impianto di Sarzano".

In pratica Tugnolo, per salvare il Consorzio, avrebbe fatto una leva molto forte sul sindaco Bergamin, ventilando addirittura il sequestro della discarica, che lo stesso Tugnolo aveva comunque già revocato ad Ecoambiente. La domanda successiva è se Tugnolo fosse già al corrente che 5 giorni prima a Venezia avevano effettuato due mandati di pagamento per 2,55 milioni di euro.

La preoccupazione di Pierluigi Tugnolo, commissario liquidatore delle funzioni regionali di programmazione e controllo del soppresso Ente di bacino derivano dal fatto che proprio lo stesso commissario ha contratto il mutuo con Unicredit a favore del Consorzio Rsu Azienda speciale, proprietaria della discarica e stazione appaltante dei lavori tramite il direttore generale e legale rappresentante dell'Azienda speciale Nereo Tescaroli.

Tugnolo infatti ha chiesto via libera in Regione per l'accensione del mutuo, e come rileva il parere del professore Giuseppe Caia e del collega Stefano Colombari, il liquidatore dell'Ente di bacino aveva i poteri deliberativi e di firma per l'accensione del mutuo per il finanziamento (comunque post aggiudicazione) dei lavori di primo stralcio relativi alla discarica di Taglietto 1 (T1) a Villadose.

Tugnolo quindi, come Ente di bacino, si è accollato il mutuo del finanziamento lavori di T1, garantito dal contributo regionale, a favore dell'Azienda speciale consortile stazione appaltante dei lavori, ha ottenuto parere positivo perchè proprio la Regione, nell'individuare gli Enti responsabili di bacino, già nella delibera 785 del 28-10-1988 che ne attribuiva i compiti, aveva indicato anche quelli relativi alla progettazione, realizzazione e gestione degli impianti. In pratica quindi la proprietà ed i lavori su T1 sono stati gestiti dall'Azienda speciale, mentre il finanziamento postumo è stato garantito prima attraverso un mutuo contratto dall'Ente di bacino già in liquidazione, e poi attraverso la convenzione del 7 dicembre 2016 tra i soci di Ecoambiente che hanno trasformato il gestore, Ecoambiente, nell'EcoBancomat del Consorzio Rsu Azienda speciale per garantire il saldo di tutto ciò che eccedeva il finanziamento regionale concesso.

L'arrivo quindi del contributo regionale prima della costituzione del Consiglio di bacino, se da un lato non ha apportato modifiche alla contabilità dell'Azienda speciale, di fatto ha annullato il debito contratto dall'Ente di bacino, salvo 450 mila euro, che probabilmente Ecoambiente sarà chiamata a pagare (ovvero tutti noi cittadini contribuenti).

La motivazione quindi che la Regione Veneto abbia liquidato quasi per intero una somma destinata a ben altro fine, ovvero la bonifica integrale di T1, come da progetto presentato dal Consorzio, invece che dal realizzato, in ritardo, ed incompleto (2 vasche ancora da finire su 9 previste da progetto) è probabilmente da ricercare in quel famoso mutuo acceso dall'Ente di bacino.

Ora che è stato per la maggior parte anticipatamente saldato, a Venezia si augurano non ci siano ulteriori ritardi nel liquidare definitivamente Ente di bacino e commissario pro tempore, per dare inizio alla programmazione del Consiglio di bacino partecipato da tutti i soci e che sarà presieduto dal sindaco di Villadose Gino Alessio.

10 febbraio 2017
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