ECOAMBIENTE Interviene Raffaele Cantone presidente dell'Anac sul caso della revoca di Giuseppe Romanello e giudica illegittima la decisione presa dal Cda dell'azienda e gli atti presupposti deliberati dai soci Comune e Consorzio

L'Anticorruzione nazionale mette il naso nei rifiuti polesani

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Alle volte capita di scivolare su di una buccia di banana, cadere o rischiare di cadere. Anche se si cade non è detto che ci si faccia male, alle volte ci si rialza senza conseguenze, alle volte rimane solo il "male" per qualche giorno, qualche volta le conseguenze diventano serie. Difficile dire cosa succederà dopo la delibera n.59 dell'Anac tutta dedicata ad Ecoambiente e la decisione, dei soci, ma portata avanti dal Cda dell'azienda, nell'osservanza di un contratto firmato con i soci, pena la autodecadenza del loro incarico, di revocare Giuseppe Romanello da responsabile della trasparenza e dell'anticorruzione in Ecoambiente. Per Bergamin potrebbe essere anche reintegrato, se gli uffici del Comune lo riterranno, ma rimane comunque un problema: dal 7 dicembre 2016 in avanti potrebbe essere tutto illegittimo, lo rilevano i revisori, e si cercherà in tutti i modi di sanare, a posteriori, il pasticcio. Nel frattempo Ecoambiente si sta facendo carico degli impegni economici del Consorzio: impianto di Sarzano e discarica di Villadose in primis, facendo inevitabilmente lievitare i costi della tariffa pagata dai cittadini del Polesine




Rovigo - Ancora una tegola pesante come un macigno sul capo dei soci di Ecoambiente e degli attuali amministratori dopo la prima del collegio dei revisori che, all'unanimità, ha dichiarato illegittimo l'accordo dei soci del 7 dicembre 2016 (LEGGI ARTICOLO) e di conseguenza tutte le deliberazioni successive comprese quelle di ritiro dei ricorsi al Tar (LEGGI ARTICOLO), quelle dell'istituzione della figura dell'amministratore delegato, quelle di revoca del direttore generale Giuseppe Romanello e del cambio di responsabile anticorruzione, oggi in capo a Valerio Frazzarin.

Questa volta la reprimenda arriva dal presidente dell'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione presieduta dal magistrato Raffaele Cantone, che nella delibera n.59 del 1 febbraio, depositata l'8, evidenzia come sia stato compiuto un abuso nel revocare l'incarico di responsabile anticorruzione affidato all'ingegnere Giuseppe Romanello anticipatamente rispetto al termine del proprio contratto da direttore generale.
Lo spettro dell'azione ritorsiva nei confronti di Romanello è sempre presente nelle 8 pagine a firma di Raffaele Cantone che ricorda come, proprio per il fatto che il direttore generale Romanello aveva denunciato, nel rispetto del proprio ruolo di responsabile anticorruzione, sia verso gli organismi interni ad Ecoambiente (Organo di vigilanza) sia verso quelli esterni, Procura della Repubblica e Corte dei Conti, tutte le preoccupazioni derivanti dal "disallineamento tra la gestione dell'Ente e l'ambiente politico amministrativo esterno", sia stato revocato dal suo ruolo.

L'Anac censura il comportamento degli amministratori di Ecoambiente (Alessandro Palli, Ivano Gibin ed Alice Casetta) così come quello dei soci, Comune di Rovigo e Consorzio Rsu Azienda speciale, tanto da ricordare che chi denuncia, come Romanello, ha diritto a maggiori tutele e quindi non può essere vittima di decisioni ritorsive, ma soprattutto riconosce che l'organo amministrativo non è indipendente ed autonomo, quanto invece ha dimostrato nei fatti esserlo il direttore generale, tanto che "si è voluto strettamente vincolato al volere dell'assemblea dei soci tramite la sottoscrizione di un impegno scritto, da parte degli amministratori, che, diversamente, non sarebbe stato possibile imporre".

Per questi motivi Cantone eufemisticamente "chiede" ad Ecoambiente il riesame del provvedimento di revoca dell'incarico di responsabile anticorruzione, ma soprattutto ai soci Comune di Rovigo e Consorzio Rsu azienda speciale il riesame "degli atti presupposti al provvedimento di revoca", ovvero chiede di modificare le deliberazioni del 7 dicembre 2016.

Il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin nel pomeriggio di domenica fa tempestivamente pervenire una nota in cui prende atto della delibera dell'Anac ed afferma: “dall'esame della delibera, si evince che la richiesta è stata formulata dallo stesso presidente di Ecoambiente, a dimostrazione della trasparenza della società" scrive il primo cittadino del capoluogo, anche se in realtà la comunicazione non è stata fatta per trasparenza, ma per obbligo di Legge, ed aggiunge: "il Comune per quanto e se di sua competenza, lo valuterà insieme agli uffici, provvederà a segnalare agli amministratori di reintegrare nelle sue competenze il responsabile dell'anticorruzione e della trasparenza" facendo intendere che Romanello potrebbe ritornare ad essere il responsabile dell'anticorruzione di Ecoambiente. Anac, sottolinea il sindaco, "non si esprime sulle scelte compiute dai soci in merito alla riorganizzazione interna alla società".

Se all'ordinanza dell'Anac si somma il possibile ricorso del collegio dei revisori per l'illegittimità dell'assemblea soci non rimangono molte alternative se non rifarla ex novo, essendo l'assemblea viziata dal fatto che non era presente il socio Consorzio Rsu. Impossibile sanare a posteriori tramite ratifica di Nereo Tescaroli, legale rappresentante del Consorzio, socio di Massimo Bergamin, quanto deciso, illegittamente secondo Aronne Sacchetto, Angelo Capuzzo e Daniela Falconi, da Massimo Bergamin e Pierluigi Tugnolo, commissario delle funzioni regionali di programmazione e controllo dell'Ente di bacino, soppresso ed in liquidazione.

Lo scenario quindi è quello di un ritorno al 7 dicembre per i soci, nella speranza che gli effetti di quanto già deliberato da Ecoambiente, non abbia già compromesso l'equilibrio finanziario dell'azienda che dovrà caricare di costi i cittadini per le scelte, alle volte "inspiegabili, inopportune ed illegittime" come quella evidenziata da Raffaele Cantone, che produrranno inevitabilmente un aumento incontrollato della tariffa.
Perchè usare Ecoambiente come bancomat per il Consorzio Rsu azienda speciale farà schizzare verso l'alto il costo del servizio, ovvero le bollette di tutte le famiglie del bacino Rovigo1.

Nella situazione attuale, volendo, per assurdo, concedere il beneficio del dubbio a tutti, ovvero soci, collegio dei revisori, amministratori che si nascondono dietro il dito del "me lo hanno imposto i soci, noi facciamo solo quanto richiesto dai soci perchè siamo azienda in-house", ed Anac, cronologicamente ultimo, probabilmente Romanello non potrebbe nemmeno essere reintegrato da un consiglio di amministrazione illegittimo in quanto non sarebbe mai stato revocato in virtù di delibere inefficaci, di un organo amministrativo che di fatto non esiste.

La prossima assemblea soci di Ecoambiente quindi, fissata per il prossimo 15 febbraio, potrebbe essere estremamente interessante per i contenuti, ma anche per chi si presenterà in assemblea, non sia mai che ritorni al fianco di Bergamin il socio Nereo Tescaroli, di persona o attraverso un suo delegato, esempio lampante che l'Azienda speciale esiste, è attiva e non è affatto rappresentata da Pierluigi Tugnolo, come lui invece intende far credere.

12 febbraio 2017
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