ECOAMBIENTE ROVIGO Il sindacato Cgil stanco che l’azienda dei rifiuti sia sempre al centro dei dissidi e ora degli “atti illegittimi” riscontrati dall’Anticorruzione nazionale. A pagare il conto sono sempre i dipendenti e i cittadini

I lavoratori chiedono certezze con la fusione tra la società e il Consorzio

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Ci mancava l’Anac e i revisori che parlassero di atti illegittimi sull’operato del nuovo cda di Ecoambiente. Per i lavoratori di Ecoambiente il clima in azienda e il futuro ancora non si rischiara. Davide Benazzo, sindacalista della Cgil, a nome dei lavoratori: “Basta, parliamo di sicurezza, di assunzioni e si faccia questa fusione



Rovigo - “Basta, i lavoratori vi chiedono di smetterla. Si vuole ritornare a lavorare in sicurezza, con la certezza del proprio futuro. Si porti a compimento la fusione di Ecoambiente con il Consorzio dando vita ad una unica Azienda che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti di tutta la nostra Provincia”. E’ incredulo il sindacato Cgil Fp a nome di tutti i lavoratori di Ecoambiente, la società che si occupa della gestione dei rifiuti in provincia di Rovigo. “Dopo tre anni di scontri feroci tra i soci, ecco l’accordo di due mesi fa” scrive nella nota Davide Benazzo segretario provinciale. Un accordo che sa di presa in giro visto che sull’argomento si è fatto sentire direttamente Raffaele Cantone, presidente dell’Anticorruzione nazionale Anac, e i revisori dei conti di Ecoambiente. Le parole che usano entrambi è “atti illegittimi”, il numero uno dell’Anticorruzione invita il cda di Ecoambiente a rivedere gli atti che precedono la revoca del responsabile anticorruzione, Giuseppe Romanello, che è illegittima (LEGGI ARTICOLO ), i revisori ritengono illegittimi gli atti preliminari alla costituzione del nuovo cda e del nuova governance (LEGGI ARTICOLO ).

“Dopo mesi, anni durante i quali un’azienda pubblica, Ecoambiente, è stata ostaggio di continui scontri politici e tecnici e dove a pagarla maggiormente sono stati i lavoratori, si ritorna al punto di partenza come un gioco senza fine dove però nessuno si diverte. - attacca Benazzo - A chi giova tutto questo? Dobbiamo pensare che il rischio che Ecoambiente sia ancora messa in discussione ritorni come un brutto sogno? Pensiamo di trasformare ancora una volta questa Azienda in un terreno di scontro? Quanto sta succedendo quali ripercussioni finanziarie sull’Azienda? Quale futuro per la bonifica della discarica e la gestione degli impianti?”.

La Cgil indica la via, quella che si era decisa nel 2012 con la costituzione di Ecoambiente, poi frantumata dai dissidi dei soci dovuti in primis dal dilemma su chi toccasse pagare i 20milioni di euro per la bonifica e il raddoppio della discarica Taglietto 1. “Si costituisca l’Ente di Bacino - prosegue Benazzo - che permetta di mantenere la gestione in capo alla nuova azienda nata dalla fusione con certezza a lungo termine. Si ritorni ad investire sui mezzi e sul lavoro. Si ritorni a parlare di sicurezza sul lavoro e di assunzioni. Si faccia un piano industriale a largo respiro che finalmente possa rappresentare la capacità di questo territorio di fare imprenditoria pubblica di qualità”.

Peccato che nel piano industriale del nuovo cda di Ecoambiente fosse in progetto di interrompere in tutta la provincia gli ordini dei bidoni carrellabili che avrebbero automatizzato in parte la raccolta a mano dei sacchi dell’immondizia, e quindi a garantire maggiore sicurezza agli operatori della raccolta (LEGGI ARTICOLO).

“Come sindacato, come Cgil, come lavoratori chiediamo di lasciare che si lavori con dignità e sicurezza, e che i cittadini possano fruire di un servizio di qualità” termina Benazzo. 

16 febbraio 2017
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