COLDIRETTI ROVIGO Il direttore Silvio Parizzi ritiene che si deve trovare una soluzione ad hoc per l’agricoltura dopo lo stop sui voucher, uno strumento molto utilizzato dagli agricoltori polesani 

I buoni lavoro erano nati per l’agricoltura, “e adesso?"

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E’ necessario individuare subito uno strumento su misura che sostituisca i voucher, eliminati con l’entrata in vigore del decreto Legge 25 del 17 marzo 2017, per Silvio Parizzi che invita a tenere conto delle specifiche del lavoro occasionale che sempre più caratterizza il settore agricolo. In Polesine infatti solo nel 2016, secondo le elaborazioni di Coldiretti Veneto, sono stati utilizzati quasi 14.000 voucher



Rovigo - Lo stop ai voucher sta creando non pochi disagi in Polesine. Non solo nel settore del sociale con il blocco del contributo da 418mila euro di Consvipo (LEGGI ARTICOLO), ma anche nel settore dell’agricoltura creando danno per le imprese agricole ed i lavoratori. 

"Con la sospensione immediata della vendita dei voucher nelle tabaccherie – sottolinea il direttore di Coldiretti Rovigo Silvio Parizzi –, l’annunciata fase transitoria per consentire l’utilizzo dei voucher fino al 31 dicembre, si è tradotta in una farsa che fa perdere opportunità di lavoro a giovani studenti, pensionati e cassa integrati impiegati nelle attività stagionali in campagna. Uno zelo burocratico che ha impedito l’acquisto dei voucher da utilizzare nel periodo transitorio, che viene di fatto vanificato. Si tratta di un vero colpo di mano perché, oltre all’utilizzo, occorre consentirne l’acquisto, in attesa che venga individuato necessariamente uno strumento ad hoc che sostituisca i voucher tenendo conto delle specifiche caratteristiche di stagionalità dell’agricoltura come avviene in tutti i Paesi dell’Unione Europea”. 

I voucher sono stati introdotti per la prima volta nel 2008 in occasione della vendemmia proprio per le peculiarità dell’offerta di lavoro in agricoltura ed hanno aiutato molti giovani a lavorare nelle campagne senza gli abusi che si sono verificati in altri settori. “Senza individuare prima una valida alternativa non è possibile cancellare uno strumento che - aggiunge Parizzi -  ha consentito nel tempo di coniugare gli interessi dell’impresa agricola, per il basso livello di burocrazia, con la domanda di lavoro di chi cerca un reddito occasionale da percepire in forma lecita”. 

Il settore agricolo subisce particolarmente gli effetti della decisione del consiglio dei Ministri: “L’agricoltura nell’attività di preparazione dei terreni, di semine e trapianto di raccolta di ortaggi e frutta è condizionata dagli andamenti climatici sempre più imprevedibili ed ha bisogno – sottolinea Parizzi - di strumenti che tengano conto di queste caratteristiche”. Un’ulteriore fattore di preoccupazione per gli imprenditori agricoli polesani che, solo nel 2016, secondo le elaborazioni di Coldiretti Veneto, hanno utilizzato quasi 14.000 voucher. “L’utilizzo di questo strumento nel settore agricolo non era discrezionale poiché il tipo di lavoro richiedeva una soluzione ad hoc che i voucher fornivano correttamente – conclude Parizzi – questa decisione, senza prevedere un’alternativa, penalizza fortemente l’agricoltura, che subisce le conseguenze di un impiego diffuso e talvolta improprio operato in altri settori”.

28 marzo 2017
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