AMBIENTE POLESINE ROVIGO Il consiglio provinciale di Coldiretti lancia l’allarme siccità. Mauro Giuriolo: “Stiamo irrigando grano, aglio, orticole, la situazione è davvero tragica”

Il dramma della siccità 

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Una situazione paragonabile a quella del periodo estivo, peccato che siamo ad aprile e le piante hanno bisogno di acqua per la  buona riuscita delle produzioni. Questa purtroppo scarseggia poiché ha piovuto poco oltre che la portata dei fiumi è sempre minore. L’auspico di Coldiretti rappresentata da Mauro Giuriolo è che ci sia una programmazione nel rilascio dell’acqua dai bacini montani



Rovigo - “Se mi avessero detto che ad aprile avrei dovuto irrigare il grano, non ci avrei creduto”. È il commento del presidente di Coldiretti Rovigo Mauro Giuriolo sul protrarsi dell’allarme siccità in Polesine, dove si stanno registrando temperature elevate rispetto alla media ed assenza di precipitazioni: “Da dicembre ad oggi – ricorda allarmato Giuriolo - sono caduti solo 80 millimetri di pioggia, di cui la maggior parte nella prima settimana di febbraio”. 

A preoccupare il numero uno di Coldiretti Rovigo ed il Consiglio provinciale dell’associazione è anche la portata dei fiumi, sempre minore: “L’Adige, secondo le rilevazioni effettuate a Boara, ha segnato i meno 4,15 metri cubi al secondo ed i sifoni toccano ormai il fondo sabbioso del fiume rendendo vana la loro azione – ha spiegato Giuriolo – addirittura sono stati chiusi a Rosolina dove il cuneo salino ha già superato la barriera antisale”

La siccità, che sta superando ogni record storico negativo registrato negli ultimi 20 anni, obbliga i coltivatori ad irrigare i campi ma l’acqua scarseggia mentre il cuneo salino cresce. Le due strutture antisale presenti nel territorio polesano risalgono infatti agli anni ’90 e sono oggi non più utilizzabili vista la drastica riduzione della portata dei fiumi, che impone la necessità di investimenti per poterle adeguare alle nuove portate minime registrate. “La situazione è paragonabile a quella del periodo estivo ma in primavera le piante attraversano una fase cruciale per la buona riuscita delle produzioni” ha spiegato Giuriolo. I cambiamenti climatici impongono una nuova sfida per le imprese agricole con effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio. 

“Servono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riutilizzo delle acque, campagne di informazione ed educazione sull'uso corretto della risorsa – ha sottolineato il Presidente dei coltivatori polesani – occorre inoltre un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico”. Intanto la situazione rimane critica: “Il deficit del periodo autunno-vernino sarà molto difficile da compensare - ha concluso Giuriolo - vista l’assenza di precipitazioni che sta riguardando anche il mese di aprile ed i danni provocati che continuano a crescere. La speranza è che ci sia una programmazione nel rilascio dell’acqua dai bacini montani ed un’attenzione per i territori alla foce dei due più grandi fiumi italiani”.

13 aprile 2017
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