RUGBY ROVIGO Era stato il primo capo dei tifosi, un’investitura dovuta al grande carisma che Antonio Bussatori (Toni Manero) aveva. Parrucchiere di professione, oltre alla famiglia aveva due amori: la Juventus e i Bersaglieri

[VIDEO] Ciao Toni… amico per sempre

Sagra della rana 02 - 21agosto - 03 settembre 2017

Duomo gremito per l’ultimo saluto a Toni Manero, centinaia di tifosi bianconeri del gruppo Nucleo 1985 giunti appositamente da Caorle, da tutto il Veneto e dal Friuli, con fumogeni e striscioni. Cerimonia commovente celebrata da Don Gabriele Fantinati interrotta più volte dagli applausi. Tutta Rovigo gli ha reso omaggio, dal presidente del consiglio Paolo Avezzù, al consigliere comunale Nello Chendi, all’ex assessore Andrea Bimbatti. Presenza di spessore di Pietro Reale, protagonista degli scudetti della Rugby Rovigo di fine anni 80’ ed inizio anni ’90, assente la società di viale Alfieri che preferisce ricordarlo al Battaglini sabato prima della partita. Antonio Bussatori è mancato a soli 61 anni, ha lasciato la moglie Maristella e i figli Luna ed Edoardo.


Rovigo - Venerdì 14 aprile l’ultimo saluto (era mancato il mercoledì 12) a un rodigino speciale. Antonio Bussatori, conosciuto da tutti come Toni Manero, era una persona dal grande carisma, solo un uomo come lui poteva prendersi sulle spalle la responsabilità di canalizzare un tifo che stava diventando quasi ingestibile. E’ stato il capo del primo tifo organizzato dei Bersaglieri fondando Gioventù Rossoblu (da cui sono nate le Posse rossoblu). La squadra della Rugby Rovigo a fine anni '80 in rosa aveva due dei migliori giocatori al Mondo (Naas Botha e Gert Smal), e l’entusiasmo in città rischiava di sfuggire di mano. Poi quel treno verso Roma che ha cambiato tutto, Rovigo ha visto lo sport da una prospettiva diversa, una città in mischia che si è svegliata campione d’Italia e con uomo alla guida.

Il Braveheart (cuore impavido) del Polesine aveva stregato migliaia di giovani adolescenti, il viso dipinto di rossoblu, il petto nudo, la lunga fluente chioma bionda, un leader buono. Durante la settimana lavorava come tutti nel quartiere più ovale d’Italia (San Bortolo), al Salone Uomo, dove intere generazioni di ragazzi seguivano la moda del momento. Con Romolo e Mariano, Antonio era diventato il punto di riferimento, molto più di un acconciatore o un parrucchiere da uomo.

Il weekend era tutto rossoblu, dal Plebiscito di Padova con la tribuna ospite in legno al Battaglini, alla guida dei cori c’era sempre lui. Ma Toni Manero era uno sportivo a tutto tondo, una passione smisurata per il calcio nella città ovale, con i colori biancazzurri del Rovigo all’epoca del professionismo nel leggendario derby con la Spal di fronte a 5000-6000 spettatori (il numero preciso non si è mai saputo), oppure a festeggiare l’ennesimo scudetto della sua amata Juventus. Proprio i tifosi della Vecchia Signora, il Nucleo 1985 giunto appositamente da Caorle, da tutto il Veneto e dal Friuli, ha accolto il feretro con uno striscione gigante ‘Ciao Toni… amico per sempre”, fumogeni, cori, e tanta commozione. Ovviamente era presente gran parte dello Juventus club di Rovigo con Andrea Bimbatti e il presidente Andrea Baldo, ma anche tanti suoi clienti, amici, conoscenti. Per il tifo organizzato ovale il presidente delle Posse rossoblu Stefano Padoan, ma la società di viale Alfieri era assente. Presenza di spessore di Pietro Reale, protagonista degli scudetti della Rugby Rovigo di fine anni 80’ ed inizio anni ’90, in rappresentanza delle istituzioni il presidente del consiglio comunale Paolo Avezzù e il consigliere Nello Chendi.

In città verrà anche ricordato per la brillante iniziativa ’Esponi i colori rossoblù’, idea che nacque anche grazie a Corrado Marra. Era la fine del tunnel, la Rugby Rovigo tentava di risorgere nell’era del professionismo a metà degli anni 2000,  in ogni angolo, nei bar, sui balconi, spuntarono bandiere, si era riacceso l’entusiasmo dopo l’ultimo scudetto di Brescia ’90. 

Antonio Bussatori è mancato a soli 61 anni, ha lasciato la moglie Maristella e i figli Luna ed Edoardo, verrà ricordato allo stadio Battaglini sabato 15 aprile prima del match tra FemiCz Rovigo e Fiamme Oro Roma, penultimo match di regular season. Purtroppo per i playoff con il Petrarca Padova non ci sarà, sicuramente i sostenitori rossoblu tiferanno anche per lui. 

14 aprile 2017
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