COMMERCIO ROVIGO L'esercente e consigliere comunale Alberto Borella torna sulla questione: "180 bancarelle equivalgono a due centri commerciali, devastante l'impatto del martedì"

"Mercato troppo grande e che ruba la scena ai negozi"

Bagno e Calore - Caminetti e Stufe

Il consigliere comunale Alberto Borella, commerciante e in passato rappresentante dei commercianti del centro, torna sulla questione del mercato del martedì, dopo le sue recenti affermazioni (LEGGI ARTICOLO)


"La vera arte della politica è la trasformazione dei fatti, la logica del fango gratuito.  Ringrazio il consigliere Businaro per avermi dato l’opportunità di spiegare meglio la mia posizione che è nota da anni a tutti e che raccoglie il consenso di numerose persone di ogni categoria , non solo commercianti, ma anche cittadini e altre categorie del mondo imprenditoriale, perché si può facilmente evincere che il posizionamento del mercato del martedì interessa un po’ tutti, ambulanti, commercianti, ma anche assicuratori, dentisti, artigiani, parruchiere, estetiste, bar.

Se i commenti dei social dei colleghi commercianti non sono stati tutti a favore della mia posizione il motivo potrebbe essere una cattiva informazione, o altresì il fatto che il mio interesse in qualità di consigliere va oltre il ruolo di commerciante e dunque non si ferma alla mera valutazione di una attività commerciale che può beneficiare o perdere grazie al posizionamento della bancarelle.

Desidero chiarire che non ho mai detto di “ rappresentare i commercianti di Rovigo“: da quando è stato chiuso il Consorzio operatori centro storico non ho più avuto né motivo né titolo per simili affermazioni; e soprattutto non ho mai detto che il “mercato danneggia la città”; mio padre iniziò l’attività come ambulante e la mia famiglia esercita questo lavoro da sempre; io faccio il commerciante dal 1985 e posso dire di conoscere l’ambiente e la città. 

Ho deciso di dedicare tempo alla politica con l’obiettivo di occuparmi del centro storico e del commercio in senso lato, cercando di aiutare il commercio e il rilancio del centro, con le difficoltà che si trovano in un Comune dove il bilancio a causa dei tagli nazionali non ha somme disponibili da impegnare per questo capitolo.

Il  mercato è una nota dolente per la città; dal 2002 la Regione stabilisce che ciascun Comune deve approvare un piano mercatale per regolarizzare la collocazione degli ambulanti e stabilire l’area in cui si svolgono i mercati; siamo nel 2017 e non è stato ancora approvato a Rovigo; siamo l’unico capoluogo del Veneto che non ha ancora formulato questo documento, grazie anche al disinteresse di qualche amministrazione del passato che non se ne è mai occupata, lasciando al recente commissario il compito di correre ai ripari.

L’attuale posizionamento, studiato con il contributo esclusivo di ambulanti ovvero senza contraddittorio, propone il blocco dell’arteria principale cittadina con il transito pedonale al centro del mercato, escludendo di fatto la visibilità di tutti i negozi posizionati all’esterno; è forse l’unica soluzione possibile? Non sarebbe meglio un posizionamento per dare pari opportunità e visibilità a tutti?

Io sotengo che “il mercato deve essere funzionale alla città”,  è necessario  “liberare il Corso del popolo dalle bancarelle “ e posizionare il mercato in un altro luogo di facile accesso, ma che non paralizzi la città come accade ogni martedì. Ricordo anche che l’attuale situazione è ufficialmente ancora una sperimentazione, perché la Regione non ha ancora recepito questo posizionamento. Non ho mai affermato che bisogna allontanare il mercato dal centro; anzi bisogna mantenere il mercato vicino, ma collocarlo bene affinchè tutte le attività possano beneficiare in modo equo e soprattutto i cittadini residenti.

Ricordo anche che siamo l’unica città che deve deviare il traffico dei trasporti pubblici per favorire il posizionamento del mercato: pure i taxi devono adeguarsi nella loro circolazione. Infine la questione riguarda anche l’aspetto di ricaduta sul territorio, che rappresenta un vero problema; se da una parte i sindacati di categoria difendono l’occupazione dei lavoratori del settore e disiderano mantenere un grande mercato, dall’altra molti affermano che la ricaduta sull’economia locale è superiore a ciò che la città può sopportare.

Un impatto di 180 bancarelle in città equivale a due centri commerciali insediati in centro ogni martedì; personalmente ritengo utile ridurre il numero di attività gradualmente puntando a valorizzare l’aspetto qualitativo del mercato stesso e sono certo che anche molti ambulanti italiani presenti in città avrebbero piacere di lavorare in un mercato strutturato diversamente. 

Dunque consigliere Businaro mi dica Lei chi rappresenta; io cerco di rappresentare tutti i cittadini e Lei?”

Alberto Borella,
consigliere comunale Obiettivo Rovigo
e commerciante del centro storico
29 aprile 2017
Tecnostore Occhiobello 468x60




Correlati:

Musikè fondazione cariparo 730x90