COLDIRETTI ROVIGO Avviata la procedura a Bruxelles per indicazione dell’origine. “Dovremo arrivare all’obbligo per tutti gli alimenti” dice il presidente Mauro Giuriolo 

Verso la trasparenza dell’etichetta per pasta e riso 

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Un passo determinante nella direzione della trasparenza dell’informazione ai consumatori l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione della materia prima per la pasta e il riso per la quale i Ministri delle Politiche agricole e dello Sviluppo Economico si sono battuti. Coldiretti Rovigo appoggia l’iniziativa in quanto ritiene che questo sia un valore aggiunto come già successo per latte e derivati, pollo e passata di pomodoro 



Rovigo - “Finalmente sarà possibile smascherare l’inganno di un pacco di pasta su tre fatto con grano duro straniero senza indicazione”. È positivo il commento di Mauro Giuriolo presidente di Coldiretti Rovigo, in relazione all’avvio della procedura formale di notifica dei decreti dai ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda per l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione della materia prima per la pasta e il riso. 

Presto dunque arriverà l’etichetta trasparente per la pasta ed il riso. L’assenza dell’indicazione chiara dell’origine non consente di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative, ma impedisce anche ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionali e locali e con esse il lavoro e l’economia del vero made in Italy: “In un momento difficile per l’economia – ha sottolineato Giuriolo - dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti”. 

Con l’etichettatura di origine obbligatoria anche per la pasta e per il riso si realizza un passo determinante nella direzione della trasparenza dell’informazione ai consumatori in una situazione in cui però 1/3 della spesa degli italiani resta anonima. L’Italia sotto il pressing di Coldiretti ha fatto scattare il 19 aprile 2017 l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo made in Italy mentre a partire dal 1° gennaio 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. 

A livello comunitario il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d'obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell'ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l'obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto. “Si auspica ora che possa concludersi al più presto l’iter comunitario per pasta e riso per combattere la concorrenza sleale dei prodotti stranieri spacciati per italiani che stanno provocando una crisi senza precedenti nel settore cerealicolo, particolarmente importante per il Polesine, considerato il granaio del Veneto” ha concluso Giuriolo.

9 maggio 2017
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