COLDIRETTI ROVIGO Impresapesca invita a programmare nei prossimi cinque anni operazioni di dragaggio capillari nei porti polesani, a partire da Pila 

"La pulizia dei fondali diventi routine e non continua emergenza" 

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Pila merita un porto sicuro ed i pescatori devono essere tutelati per Coldiretti Impresapesca che in un tavolo di lavoro solleva il problema del mancato dragaggio dei fondali. Per questo invita a programmare nei prossimi 5 anni, operazioni di dragaggio capillari 



Porto Tolle (Ro) - Significativo incontro, fortemente voluto da Coldiretti Impresapesca, presso la direzione generale del Demanio del ministero dei Trasporti, infrastrutture e della navigazione sul dragaggio portuale (LEGGI ARTICOLO). 

La delegazione, guidata dal sindaco di Porto Tolle Claudio Bellan, con Diego Crivellari, il dirigente tecnico dei porti della Regione Veneto, con la presenza di Coldiretti Impresapesca nazionale e regionale, Consvipo, oltre ai vertici della cooperativa Villaggio, con il presidente Fabrizio Boscolo, e della cooperativa Pescatori di Pila, con il presidente Giuliano Mazzucco ed il collaboratore Luigino Pelà, si è recata a Roma martedì 20 giugno per chiedere l’avvio di un tavolo di lavoro che coinvolga le istituzioni locali, regionali e nazionali per risolvere il problema del mancato dragaggio. 

“Abbiamo lavorato molto per arrivare a questo incontro, che abbiamo richiesto a gran voce perché vogliamo tutelare il lavoro dei pescatori e dei tanti giovani che, in particolare a Pila, decidono di intraprendere questa attività – ha spiegato Alessandro Faccioli, responsabile di Coldiretti Impresapesca Rovigo – non possiamo aspettare che succedano tragedie prima di intervenire per risolvere il problema. Da troppo tempo denunciamo questo stato delle cose”. 

Del resto, i numeri parlano chiaro: “Non si può non assecondare lo sviluppo di una marineria, quella di Pila, in forte crescita, che conta 80 pescherecci, 300 marittimi, mediamente giovanissimi, e 20 milioni di fatturato – ha continuato - un fiore all’occhiello della nostra Regione”. Il problema del mancato dragaggio dei fondali dei tanti porti presenti lungo gli 8000 km di costa italiana è il male che affligge lo sviluppo del traffico marittimo e della pesca, nonché delle economie bloccate dalle mancate operazioni di dragaggio dei fondali portuali. 

“Mancano i fondi destinati alla risoluzione di quello che è un problema sempre più concreto – ha continuato Faccioli – immaginate di non avere fondi per asfaltare strade ed autostrade dove transita il trasporto merci oppure per la manutenzione delle stazioni o delle linee per il traffico ferroviario, è impensabile”. Soltanto il 20% dei porti nazionali sono infatti ripari naturali e pertanto necessitano di minimali interventi, il restante 80% sono strutture create dall’uomo, nel corso dei secoli, che richiedono manutenzione periodica. Coldiretti Impresapesca ha richiesto fortemente l’incontro perché non è possibile che le istituzioni regionali e nazionali non adottino misure utili a manutenere le strutture portuali, ne prevedano risorse per risolvere il problema. 

“Un problema di tutti – ha spiegato Faccioli - che deve essere affrontato nel breve termine per evitare il blocco dei porti e delle attività, a partire proprio dall’emergenza del Delta del Po”. La richiesta alle istituzioni nazionali e regionali portata avanti da Coldiretti Impresapesca è di programmare, nel contesto di un Pon delle portualità, nei prossimi 5 anni, operazioni di dragaggio capillari investendo sull’operazione ingenti risorse, per poter poi organizzare un programma di manutenzione ordinaria, a basso costo, sostenibile da un punto di vista ambientale, con azioni possibili di routine senza la costante e continua emergenza. “Siamo soddisfatti di questo passo in avanti anche se aspettiamo ancora risposte concrete al problema, in particolare per il porto di Pila – ha concluso – anche a causa della mancata presenza del ministero delle Politiche agricole all’incontro”. 

23 giugno 2017
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