TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE VENETO Il Tar respinge il ricorso di Ivaldo Vernelli M5S Rovigo che chiedeva l’annullamento dell'ultima convenzione sulla gestione dei rifiuti tra Ecoambiente e Consorzio Rsu

“Una batosta, ma la battaglia continua per il bene dei cittadini”

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Ci ha rimesso di tasca sua, ma lo ha fatto per il suo forte senso civico ed il bene dei rodigini: Ivaldo Vernelli perde il ricorso al Tar per l’annullamento della convenzione sulla gestione dei rifiuti (LEGGI ARTICOLO) ma non ha alcuna intenzione di arrendersi. All’indomani della sentenza, infatti, Vernelli continua a ribadire i principi che l’hanno portato a sollevare la questione, principi che non spariscono con la sentenza del Tar. “L’importante per noi è continuare a tenere i riflettori puntati su una operazione complessa e poco chiara che merita di essere approfondita”


 

Rovigo – “Ho perso la battaglia, ma la guerra continua. Una guerra che combatto con le mie risorse economiche, di tempo e di forte senso civico, per il bene dei cittadini di Rovigo”. Commenta così la sentenza del Tar il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Ivaldo Vernelli, che si è visto respingere dal Tribunale amministrativo Regionale il ricorso contro la convenzione Ecoambiente del 27 febbraio 2017. “È una pietra d’inciampo rispetto agli atti che abbiamo intrapreso per conseguire i nostri obiettivi”, spiega Ivaldo Vernelli, accompagnato dagli attivisti del movimento Silvana Zanforlin, Sandro Correggioli, Agostino Vignaga e Marco Vedovetto.

“Nell’affrontare la complessità delle questioni connesse alla gestione del ciclo dei rifiuti nella provincia di Rovigo il Movimento 5 Stelle si è attenuto a semplici e chiari obiettivi – continua Vernelli – Obbiettivi che riassumerei in quattro punti. Uno, rivedere il progetto e il piano finanziario dell’abnorme ampliamento della discarica di Villadose, sovradimensionato e ingiustificato se si volesse davvero raggiungere gli standard corretti di raccolta differenziata e di riduzione del conferimento di rifiuti solidi urbani. Due, impedire la trasformazione che ormai appare sempre più obbligata della discarica di Villadose in una discarica di rifiuti speciali, provenienti per lo più da fonti extraprovinciali e in via potenziale anche dall’estero. Tre, ridurre presto e drasticamente i costi della Tari, che ormai hanno raggiunto livelli abnormi, molto superiori a quelli riscontrati in altre città del Veneto. E infine, restituire trasparenza, partecipazione e corretta gestione amministrativa dove abbiamo invece riscontrato quelle che a nostro giudizio sono procedure opache, in un agglomerato inestricabile di omissioni, abusi e connivenze”.

Il giudice ha in parte ritenuto infondato e in parte inammissibile il ricorso presentato da Vernelli che chiedeva l'annullamento della nuova convenzione relativa alla gestione dei rifiuti nel Bacino di Rovigo sottoscritta da Massimo Bergamin (sindaco di Rovigo) e Pierluigi Tugnolo(commissario liquidatore del Consorzio Rsu, ente di bacino) con Alessandro Palli (presidente di Ecoambiente) il 27 febbraio 2017 in sostituzione di quella in essere, datata 11 novembre 2015 (votata dal consiglio comunale), l'annullamento dell'eventuale contratto di affitto del ramo d'azienda da parte di Ecoambiente dell'asset impiantistico e delle partecipazioni sociali del Consorzio Rsu, e di ogni altro atto connesso ai due precedenti. Inammissibile perché il giudizio sui contenuti non compete al Tar. Infondato perché tramutare una cessione in una operazione di affitto del ramo d’azienda non precluderebbe, secondo il Tar, la cessione “finale” del ramo anzi, lo confermerebbe. 

 “È evidente che non siamo riusciti a chiarire il punto focale – spiega il consigliere pentastellato – al di là delle formule di rito, dell’omaggio ambiguo e insincero agli impegni precedentemente presi e immediatamente disattesi, né il Comune di Rovigo né il Consorzio Rsu possono o intendono veramente procedere all’integrazione societaria. L’affitto del ramo d’azienda non è un passaggio necessario per l’integrazione societaria, ma al contrario la via maestra per svuotarla e impedirla”. 

“Ammetto che non è una questione che si può facilmente dipanare e attestare di fronte al giudice del Tar, il quale pur avvertito del sospetto, si limita a consigliare di dar corso alle ‘opportune iniziative acceleratorie’. Sappiamo che non può rendersene conto, ma a noi che lo ascoltiamo la sua esortazione arriva con una amara venatura di sarcasmo – continua Vernelli – Qui a Rovigo ritroviamo i vertici del Consorzio continuamente in carica da oltre un decennio e vi permangono avendo anche congelato o estromesso gli organi statutari. Il direttore non-rappresentante legale è un lucidissimo ultra ottantenne e la Regione Veneto non sa o non vuole intervenire al di là di moniti oltraggiosamente inascoltati. Infine i sindaci attendono pazienti perché forse hanno capito, o forse no, che il Consorzio Rsu non si può sciogliere ora con debiti e obbligazioni pendenti che non sopporterebbero una seria due diligence indipendente: il guaio comunque ricadrebbe su di loro”.

“Oggi sappiamo che anche un giudice serio e rigoroso non può altro che attestarsi su una soglia di legalità irrilevante, superficiale rispetto alle correnti che si agitano sul fondo. Magari la Corte dei Conti o l’Anac entrando nel merito potranno infine sancire che c’è davvero un responsabile chiamato a rendere conto ai cittadini, ma solo quando i guasti saranno già compiuti. 

Abbiamo tentato consapevoli dell’urgenza una strada arrischiata e abbiamo perso, ma abbiamo acceso i riflettori e contribuito ad avvertire che il problema è grave. La verità emergerà da sé e i cittadini capiranno dove sta la ragione quando la Tari l’anno prossimo aumenterà ancora, come è inevitabile date le premesse”.

6 luglio 2017




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