GESTIONE RIFIUTI ROVIGO Massimo Bergamin risulta determinante per approvare alla terza convocazione tutte le delibere proposte da Nereo Tescaroli e Pierluigi Tugnolo. Adria e Crespino astenuti, Badia Lendinara, Trecenta, San Bellino assenti

Niente fusione, Ecoambiente affitta. Ma deciderà comunque il Consorzio

Fondazione Cariparo Nuove Generazioni
Non necessario per il raggiungimento del numero legale e nemmeno per validare la seduta della conferenza dei sindaci del Consorzio Rsu, il Comune di Rovigo, nella persona di Massimo Bergamin, ha votato favorevolmente ed è stato indispensabile per deliberare l'affitto del ramo di azienda a favore di Ecoambiente, al terzo tentativo (LEGGI ARTICOLO), all'unanimità dei presenti esclusi Adria, con il vicesindaco Federico Simoni, e Crespino, per voce del sindaco Angela Zambelli che si sono entrambi astenuti


Rovigo - Alla chiamata del commissario liquidatore delle funzioni regionali in materia di rifiuti Pierluigi Tugnolo, ex presidente del Cda dell'Azienda speciale consortile, a cui compete l'ordinaria amministrazione del soppresso Ente di bacino fino alla costituzione del futuro Consiglio di bacino, hanno risposto 31 comuni soci su 50 per complessive 197 quote sociali su 247.
La maggioranza prevista è di 124 quote quindi, anche senza le 50 di Rovigo, la seduta sarebbe stata comunque valida, ma non l'esito della votazione che ha visto favorevoli "solo" 169 quote sociali compreso Rovigo.

Tra gli assenti si segnalano Arquà, Badia, Ficarolo, Fiesso, Gavello, Lendinara, Lusia, San Bellino, Stienta, Villanova Marchesana, comuni che in un modo o nell'altro hanno avuto modo di conoscere la posizione di Rovigo nei 18 mesi di condotta terminati con la capitolazione nell'assemblea dei soci di Ecoambiente del 7 dicembre 2016, tra i presenti in sala consiliare del comune capoluogo invece, a tratti, è parso che alcuni sindaci fossero presenti più per spirito di servizio alla maggioranza, che non per reale convinzione.

A tal proposito, nell'intervento di Federico Simoni rivolto ai colleghi aministratori, sottolineando la mancanza di rispetto del Consorzio nei confronti della proprietà, i comuni della provincia, per l'invio tardivo della documentazione oggetto di delibera "quasi a voler fare in modo che i sindaci non fossero in grado di studiarsi bene la materia, tra l'altro molto complessa" si chiede quanti abbiano capito realmente cosa si è stati chiamati a deliberare, ma la domanda non ha avuto risposta.

Simoni continua affermando che "dalla documentazione è poco chiaro lo sviluppo futuro della tariffa ed a specifica domanda rivolta a Tugnolo se possa garantire al 100% che, a seguito di quanto è in votazione in assemblea, non ci saranno aumenti della Tari in futuro, ma Tugnolo - secondo Simoni - non ha potuto rispondere positivamente: quindi nessuna garanzia di risparmio per i cittadini".

Su questo aspetto ha risposto invece Valerio Frazzarin, direttore di Ecoambiente, che sottolinea come Ecoambiente stia già pagando oggigiorno circa 900 mila euro annui al Consorzio Rsu mentre con l'approvazione dell'affitto di ramo d'azienda consortile l'esborso complessivo di Ecoambiente a favore del Consorzio Rsu scenderà a  circa 750 mila euro. "Sono 160 mila euro di risparmio annui da subito" puntualizza Tugnolo che aggiunge "un risparmio non presunto, ma scientifico".

Simoni insiste affermando che "non si capisce perché invece di fare tutti questi affitti ad Ecoambiente, che ovviamente saranno riversati in tariffa, non si è proceduto in maniera veloce a costituire il Consiglio di bacino così come prevede la Regione Veneto ormai da anni di modo da provvedere allo scioglimento dell'Ente di bacino e la retrocessione dei beni ai comuni soci. Sembra che le preoccupazioni siano altre - aggiunge il vicesindaco di Adria - e non vorrei che fossero riconducibili a come far pagare i lavori della discarica ad Ecoambiente, quindi a tutti i cittadini".

Sulla questione formale dell'assemblea è ritornata poi il sindaco di Crespino Angela Zambelli con la stessa sottolineatura fatta lo scorso 5 agosto 2016 nell'assemblea dei soci che portò alla revoca della gestione della discarica ad Ecoambiente, ancora revocata, ovvero che "la Conferenza dei sindaci odierna non ha alcun potere di sorta, se non di mero indirizzo non vincolante nei confronti di Tugnolo; tra l'altro, non è nemmeno prevista dallo statuto del consorzio. I pieni poteri li ha il commissario liquidatore Tugnolo, e quindi - affermano Zambelli e Simoni - che Tugnolo proceda nel pieno esercizio delle sue funzioni in assemblea Ecoambiente, senza cercare una copertura o scarico di responsabilità nei sindaci chiamati a votare".
"Se Tugnolo ritiene giusto fare quello che ha proposto oggi, che lo faccia" conclude quindi Simoni dichiarando la propria astensione dal voto.

L'illustrazione dell'operazione di affitto d'azienda è stata affidata al consulente di Ecoambiente Luciano Sorgato che ha sottolineato due aspetti: il primo relativo ai valori di perizia, considerati da alcuni, come Trecenta per esempio, troppo alti, il secondo in merito all'affitto di quote sociali di Polaris.
In entrambi i casi per Sorgato si tratta di operazioni altamente conservative per il patrimonio del Consorzio che è garantito, grazie al valore peritale iniziale, comunque vada la gestione dell'affitto d'azienda, tanto che, qualora si verificassero delle discrepanze tra il valore iniziale, comprensivo del cosiddetto avviamento, ed il valore di restituzione al termine o alla interruzione dell'affitto, la differenza rimarrà comunque in capo ad Ecoambiente che dovrà indennizzare il Consorzio Rsu, ovvero tutti i 50 soci della provincia di Rovigo, del deperimento del valore di mercato del ramo d'azienda affittato.
Per l'affitto delle quote di Polaris invece, Sorgato afferma che si è partiti da un orientamento ormai acquisito da parte della Cassazione ovvero che la cessione dell'interezza delle quote sociali di una azienda equivale alla cessione dell'azienda stessa quindi: l'affitto della partecipazione societaria equivarrebbe all'affitto della azienda stessa.
Sul perchè non si è proceduto all'affitto di Polaris piuttosto che all'affitto delle quote di partecipazione del Consorzio in Polaris risponde lo stesso Sorgato: "in questo modo la proprietà e la titolarità alla nomina della guida dell'azienda Polaris, organo amministrativo, eventuale direttore e collegio dei revisori spetterà comunque al Consorzio piuttosto che ad Ecoambiente che si farà carico di pagare 15.000 euro mensili al Consorzio, proprietario della partecipazione, per 180.000 euro annui complessivi".
Nel caso in cui l'utile di Polaris fosse infine superiore ai 180mila euro verrà poi diviso al 50% con il Consorzio e non resterà nelle disponibilità di Ecoambiente, ma non sembra essere una evenienza concreta in quanto l'utile di Polaris non è stato storicamente così consistente.

"Il soggetto debole in questa operazione è senza dubbio Ecoambiente" conclude Sorgato che ricorda come l'incarico ricevuto per le operazioni di affitto non includeva affatto la discarica di Taglietto, oggetto di nuova convenzione tra le parti, e che il valore di perizia va inteso solo ed esclusivamente come valore di affitto di ramo di azienda e non come valore assoluto come nel caso di aggregazione societaria, ovvero fusione tra Consorzio ed Ecoambiente, dove si sarebbe dovuto ragionare in maniera diversa, ovvero di perizia di apporto di capitale nella società incorporante.

Dopo le votazioni il direttore generale del Consorzio Rsu Nereo Tescaroli ha messo in votazione l'immediata esecutività delle delibere approvate visti gli "urgentissimi adempimenti a cui il Consorzio è chiamato a rispondere".
10 luglio 2017




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