COLDIRETTI ROVIGO Crollano del 40% i prezzi alla produzione ed aumentano quelli al consumo provocando situazioni difficili per i coltivatori. Attenzione alle importazioni spacciate per made in Italy

Lievitano i prezzi della frutta, ma nei campi è crisi

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L’invasione della frutta straniera ha colpito gli agricoltori del Polesine e di tutta Italia che vedono il crollo dei prezzi alla produzione ma aumentare quelli al consumo 



Rovigo - Cresce la frutta al consumo ma nei campi è crisi. Aumentano sopra la media i prezzi al dettaglio della frutta (+1,6%) e dei vegetali freschi (+2,1%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno, ma nelle campagne è crisi per l’effetto congiunto di speculazioni e condizioni climatiche avverse con quotazioni che in molti casi non coprono i costi di produzione delle aziende. 

“Proprio nel momento in cui si assiste ad un aumento dei consumi, importante per fronteggiare il grande caldo, pratiche commerciali sleali lungo la filiera stanno provocando situazioni di crisi diffuse per i coltivatori di frutta estiva – sottolinea Mauro Giuriolo, presidente di Coldiretti Rovigo - chiediamo interventi capaci di prevenire e perseguire tali pratiche, in una situazione in cui nelle campagne le anomalie climatiche della prima parte del 2017 hanno già provocato danni stimati in oltre 2 miliardi di euro a livello nazionale”. 

Il frutteto italiano si è ridotto di un terzo (-33%) negli ultimi quindici anni con la scomparsa di oltre 140mila ettari di piante di mele, pere, pesche, arance, albicocche e altri frutti. “A determinare la scomparsa delle piante da frutto anche in Polesine - sottolinea Giuriolo - è stato il crollo dei prezzi pagati agli agricoltori che non riescono più a coprire neanche i costi di produzione per effetto di una vera invasione di frutta straniera, talvolta spacciata per italiana”. 

Pesche e angurie greche, pomodorini dalle coste africane e nettarine spagnole sono infatti venduti come nazionali, come dimostrato dal sequestro di poche settimane fa di pesche provenienti dalla Grecia già etichettate come se fossero di origine italiana. “Con le importazioni che hanno raggiunto i 3,9 miliardi di chili all’anno – conclude Giuriolo – chiediamo che siano intensificati i controlli per smascherare gli inganni e raccomandiamo al consumatore di controllare sempre l’etichetta del prodotto e preferibilmente di acquistare frutta e verdura a km0, direttamente dal produttore o nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica”.

9 agosto 2017
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