POLITICA ROVIGO Il gruppo Bachelet incalza il sindaco Massimo Bergamin sulla gestione degli assessori e sulla mancanza di concretezza della sua amministrazione. “In due anni non ha fatto nulla di importante per la città”

"Il lavoro non facile di mantenere gli equilibri di maggioranza"

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Non è solo il repentino cambio del sindaco sulla questione del progetto di aggregazione per incorporazione di polesine acque in Cvs (LEGGI ARTICOLO) a far rizzare i capelli in testa al Gruppo Bachelet. Andrea Borgato, consigliere comunale Pd e presidente del gruppo politico culturale, interviene anche sul rimpasto di giunta (LEGGI ARTICOLO) e ricorda ai cittadini ciò che il sindaco Massimo Bergamin non ha fatto in questi due anni di governo della città



Rovigo – “Nonostante il caldo e l’estate che impazza, l’amministrazione comunale rodigina ed in  particolare il sindaco Massimo Bergamin, purtroppo non conoscono vacanze e continuano a dare ‘il meglio di sé’. Infatti, se non fosse una cosa seria, ci sarebbe da ridere dopo le ultime vicende con l’ennesima giravolta del sindaco, stavolta sulla questione dell’acqua, e il rimpasto di giunta dove la fantasia sui referati inutili si è espressa al massimo. Ci mancava infatti la delega all’Identità veneta di cui si sentiva un estremo bisogno”. Con una punta non troppo sottile di ironia, il consigliere comunale del Pd e presidente del gruppo politico-culturale Bachelet, Andrea Borgato, analizza le ultime dinamiche di Palazzo Nodari, o meglio, nello specifico, analizza il comportamento del sindaco Massimo Bergamin. 

“Gli avvicendamenti nella giunta comunale di Rovigo non stupirebbero nemmeno più, se non fosse che ad ogni cambiamento il sindaco se ne inventa una di nuova – continua Borgato – E a quanto pare potrebbe non finire qui. Mantenere gli equilibri nella sua maggioranza è sicuramente un impegno non facile, ma anche il dover trovare nuove occupazioni ai suoi assessori (alcuni dei quali non si sente nemmeno parlare) deve essere complicato. Il nuovo assessore Stefano Falconi, che dovrà venire da Rosolina per occuparsi delle questioni di Rovigo, sarà il referente per le politiche intercomunali e di area vasta, ambiti di grande interesse per un comune capoluogo che il sindaco non ha ritenuto di fare propri in questi due anni, tanto da creare continui ritardi di procedura su vicende come Ecoambiente, Polesine Acque e Cvs, Consvipo, salvo poi dare vita a repentini cambiamenti di rotta, senza preoccuparsi troppo di smentire la sua maggioranza e magari venir meno agli impegni già assunti con alcuni colleghi sindaci. Fra l’altro siamo ancora in attesa di conoscere i motivi della giravolta su Ecoambiente, mai chiarita nemmeno con motivazioni di pura facciata.

Ed è stravolgente che proprio coloro che lo sostengono in consiglio comunale, con interventi sempre in linea con il capo, debbano accettare tutto e il contrario di tutto. La coerenza dovrebbe essere un valore di riferimento anche per dare dignità al proprio ruolo, soprattutto in un consesso pubblico”.

“Resta un fatto di cui la città, probabilmente, in questo assolato ed afoso agosto rodigino non riesce ancora a percepire ed è che dopo oltre due anni di amministrazione Bergamin non si è visto nulla e nulla si vede all’orizzonte di davvero importante per il capoluogo ed i suoi cittadini – continua il consigliere – Cambiano gli uomini al comando ma i problemi di Rovigo restano tali, anzi alcuni si aggravano e ciò che sembra funzionare o a mala pena sopravvive, rischia di fallire per mano di decisioni quanto mai avventate e comunque non condivise con i rodigini. Il silenzio, poi, regna sovrano sulle questioni più complesse che stanno bloccando la città (lodo Baldetti, nuovo piano mercatale, piano degli interventi, piano del traffico, ecc) temi sui quali la politica cittadina sembra assopita”.

12 agosto 2017
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