ECOAMBIENTE ROVIGO Ancora un sit-in di protesta dei lavoratori dell’azienda dei rifiuti di fonte a Palazzo Nodari, organizzato da Cgil e Fiadel. “Non bastano bottigliette d’acqua contro il caldo, non ne possiamo più”

"Turni massacranti che ci stanno rendendo inabili"

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Altro incontro di protesta sotto il Comune di Rovigo per i lavoratori di Ecoambiente, che tornano a chiedere risposte all’azienda (LEGGI ARTICOLO). Non potendo scioperare, come impone la legge ad agosto, continuano i sit in di informazione in attesa di essere ricevuti dall’azienda, a settembre. I sindacati: “Serve una organizzazione del lavoro, investimenti e soluzioni ai problemi quotidiani, che sono molteplici. Così non si può più andare avanti”



Rovigo – “Sempre gli stessi problemi che da anni assillano questa azienda: una raccolta manuale che sta creando lavoratori inabili mentre la meccanizzazione rimane una semplice speranza, un’organizzazione che ancora oggi non trova soluzioni ai tanti problemi quotidiani o a situazioni di insicurezza, gli investimenti che per rimangono pochi ed insufficienti, una situazione dove i disagi si tentano di risolvere scaricandoli sugli ultimi”. Tornano a protestare sotto il Comune i lavoratori di Ecoambiente che chiedono ancora una volta risposte all’azienda, pena la proclamazione di uno sciopero. 

“Il piano industriale non è mai completamente decollato a causa dei mille veti incrociati, che hanno ritardato programmazione e investimenti e ad oggi nulla è cambiato – spiegano Davide Benazzo (Cgil) e Michele Zanirato (Fiadel) – I lavoratori continuano a raccogliere quintali e quintali ogni giorno a mano raggiungendo le 4/500 utenze con raccolte che superano i 50 quintali con una ricaduta sulla salute che non ha uguali in tutti il Veneto. Anche oggi è emersa dai lavoratori la richiesta di ribadire ai colleghi di Cisl e Uil di scendere al nostro fianco per contrastare questa ‘palude’ organizzativa che si sta abbattendo in maniera drammatica sulla pelle degli operai. Come già comunicato in precedenza, essendo agosto mese in cui la legge ci impedisce di proclamare iniziative di blocco o scioperi, stiamo utilizzando questo periodo, oltre per informare la cittadinanza, per capire se le nostre richieste sono state accolte nei fatti”. 

“Speriamo che l’unico sollievo per i lavoratori nelle ore più calde del giorno non sia l’acquisto di bottigliette d’acqua, ma scelte organizzative che evitino di esporre inutilmente i lavoratori a rischi per la propria salute. Dai lavoratori abbiamo perciò avuto mandato di chiedere un incontro per i primi di settembre per verificare se alle parole finora dette si sta profilando qualcosa di concreto in merito alle nostre richieste, ribadendo, in caso contrario, le necessità di procedere con le iniziative di lotta con il blocco dello straordinario e lo sciopero”.

24 agosto 2017
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