GESTIONE RIFIUTI PROVINCIA DI ROVIGO Dopo l'abbandono della discarica di Taglietto 0 a Villadose si scopre che il gestore versa in una situazione debitoria drammatica e probabilmente non farà fronte ad alcuna obbligazione

Daneco verso il fallimento. Concordato con riserva

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Si preannuncia triste il futuro dell'impianto di Taglietto 0 del Consorzio rsu azienda speciale per i cittadini del Polesine. La bomba ambientale (LEGGI ARTICOLO) che necessita di costosi oneri, già pagati dai contribuenti della provincia di Rovigo, ma mai realizzati, come lo spostamento del sopralzo da 47.000 tonnellate, il capping di chiusura della discarica, la gestione del post mortem del sito con il controllo e l'emungimento del percolato, si riverseranno, di nuovo, nelle tasche delle famiglie in quanto una linea "morbida" nei confronti del gestore Daneco lo ha sollevato, fino ad oggi, dalle obbligazioni contratte con il territorio. Daneco Impianti è sommerso dalle richieste di restituzione somme, come nel caso di Villadose per mezzo milione di euro, ma anche di Giovinazzo per oltre 32 milioni, fino a Trani, dove il sindaco, avvocato, ha presentato istanza di fallimento al Tribunale di Roma per 3,2 milioni di euro destinati alla propria municipalizzata. Daneco risponde con l'ipotesi di un concordato, concesso con riserva dopo una situazione societaria da comporre, al Tribunale di Roma, in tre fasi: fine luglio, fine agosto e fine settembre. Serbando tutto l'ottimismo possibile, sembra che il finale di questa storia sia purtroppo: chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato

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Rovigo - Stanno per scorrere i titoli di coda in Daneco Impianti dopo che il 6 luglio scorso il Tribunale di Roma, sezione fallimenti, ha affidato al dott. Marco Costantini la procedura concordataria con riserva n.67 intestata proprio alla Spa il cui sito internet recita: "Al mondo di domani dobbiamo dare risposte oggi. Se il progresso produce inevitabilmente rifiuti, Daneco progetta, realizza e gestisce gli impianti più efficienti per il loro trattamento, gestione e smaltimento. Nel più rigoroso rispetto delle normative e dell’ambiente. Progettare e realizzare, poi gestire. Daneco impianti è un operatore a servizio integrato di grande e solida esperienza, in Italia e all’estero. Garantisce la perfetta realizzazione dei progetti e si fa carico direttamente della corretta gestione di impianti e discariche".

Nel concedere alla società Daneco la possibilità di tentare la carta del concordato preventivo, il tribunale fallimentare presieduto da Antonino La Malfa (a latere i giudici Lucia Odello e Luigi Argan, relatore) ha nominato Marco Costantini quale commissario giudiziale. Allo scadere del 31 luglio, del 31 agosto e del 30 settembre, inoltre, dovrà essere depositato in cancelleria il quadro finanziario aggiornato dell’impresa.

Nel mare di indagini e provvedimenti giudiziari adottati verso la Daneco Impianti a tutti i livelli della società e praticamente in tutti i siti produttivi italiani si scopre che la Procura di Benevento ha integrato le ipotesi di reato per evitare la prescrizione per la vicenda della discarica di Sant'Arcangelo Trimonte, sequestrata dal marzo 2011. "Truffa e falso ai danni della Presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento della Protezione civile", l'ente erogatore di oltre 4 milioni di euro: questi gli addebiti prospettati, a vario titolo, per V. B., G. C., componenti della commissione di collaudo tecnico-amministrativo; C. C., responsabile unico del procedimento, S. C., contabilizzatore; S. C., procuratore per conto della Daneco Impianti srl; C. F., collaudatore statico dell'invaso; C. F., responsabile unico del procedimento; Bernardino Filipponi, amministratore unico della Daneco Impianti srl; L. L., geologo della ditta incaricata di eseguire le prove geotecniche; Marco Leone, responsabile tecnico della discarica; A. R. P., dipendente della società di progettazione ed incaricato del progetto preliminare e definitivo; A. P., dirigente dell'Area tecnica – M.I.S. A. Presidenza del Consiglio; M. P., titolare della ditta esecutrice; G. R., direttore dei lavori; S. V., dipendente di una seconda società di progettazione preliminare e definitiva.

Oltre al nome di Bernardino Filipponi, conosciuto in Polesine per via del regalo fatto al Consorzio Rsu azienda speciale di Nereo Tescaroli, che ne è il legale rappresentante, della discarica di Taglietto 0 a Villadose (LEGGI ARTICOLO) vi è anche quello di Marco Leone, ex direttore anche della discarica di Taglietto 0 per conto di Daneco ed oggi assunto dal Consorzio Rsu nella sua controllata al 100% Polaris srl, società attiva nel trattamento di rifiuti speciali non urbani.

La richiesta di fallimento della Daneco, che ha risposto al Tribunale di Roma con una ipotesi di concordato, deriva dall’azione di recupero crediti vantati dalla municipalizzata del comune di Trani per poco più di 3 milioni di euro, governato dal sindaco Pd Amedeo Bottaro, che nella vita è avvocato amministrativista e sa bene che iscrivere a bilancio crediti vantati, di cui si è a conoscenza essere inesigibili, non è una procedura “virtuosa”.
Sempre rimanendo in Puglia il Comune di Giovinazzo, del sindaco Tommaso Depalma, lista civica sostenuta da Italia dei valori, l’8 giugno 2017 ha intimato alla Daneco Impianti s.p.a. di trasferire 32.457.856,89 euro oltre agli interessi legali al fine di costituire «un fondo finanziario a garanzia degli oneri a sostenersi per l'espletamento delle attività ordinate di chiusura e post chiusura della discarica». Il Comune di Giovinazzo, dopo aver riscontrato «l'ennesimo atto di inerzia» da parte della società che gestiva il ciclo dei rifiuti, si legge in un comunicato dell'amministrazione comunale, «ha scritto alla suddetta, e per conoscenza alla Procura della Repubblica, all'Arpa Puglia e alla Prefettura, per intimare l'avvio immediato della procedura di chiusura e post chiusura della discarica di San Pietro Pago».
La richiesta è stata commentata dal primo cittadino Depalma: “Come volevasi dimostrare, nessuno sconto per chi non ha ottemperato agli obblighi di legge e a quanto da noi più volte chiesto e ribadito in tutti i tavoli tecnici. Nessun timore nei confronti di Daneco Impianti nel richiedere quanto riteniamo legittimo e dovuto alla nostra città”.

Inutile fare parallelismi con il Polesine dove il Comune di Villadose vanta crediti che proprio da Daneco (LEGGI ARTICOLO) ed il Consorzio Rsu si è impegnato in tutti i modi nell’assecondare i desiderata della Daneco Impianti mettendo a disposizione un territorio che mai si è dichiarato ostile, anzi, è stato pure accondiscendente, vedasi per esempio i tanti favori concessi: l’affidamento multimilionario senza alcuna gara per cui dovrà rispondere a processo l’allora presidente del cda del Consorzio Rsu Azienda speciale Pierluigi Tugnolo (LEGGI ARTICOLO), così come le continue proroghe della Provincia di Rovigo allo stoccaggio provvisorio di 47.000 tonnellate di rifiuti sulla cima di Taglietto 0 che Daneco doveva spostare nelle vasche di Taglietto 1 (LEGGI ARTICOLO).

In attesa che la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti si aggiorni con l'amministratore delegato di Daneco Giuseppe Caronna, dopo l'ultima audizione del 22 maggio 2017 che aveva lasciato il presidente Alessandro Bratti sprovvisto di un quadro chiaro e preciso di tutte le criticità di Daneco in Italia, ed in particolare in Veneto, viene da chiedersi come mai in Polesine questo genere di informazioni non siano mai arrivate, quale azione di programmazione e controllo abbia svolto fino ad oggi l’Ente di bacino in gestione commissariale di funzioni per mano di Pierluigi Tugnolo, viene da chiedersi insomma, come mai i cittadini della provincia di Rovigo, bravi contribuenti, debbano essere, nella questione dei rifiuti “cornuti e mazziati”.

Articolo già pubblicato (LINK)
25 agosto 2017
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