GESTIONE RIFIUTI PROVINCIA DI ROVIGO Se non ci pensa il gestore, Daneco, che è verso il fallimento, se ne occupa l'intestatario dell'Aia ed eventualmente il proprietario, che, in questo caso, coincidono

Taglietto zero non è come Coimpo. A Villadose ci pensa il Consorzio Rsu

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L'urgenza è nella discarica di Taglietto zero (T0) a Villadose, dove la Provincia di Rovigo già dal 25 luglio chiama a rispondere il gestore, Daneco impianti, che sta presentando un concordato con i creditori, ma tutta l'attenzione in queste settimane, prima del 12 settembre, quando nascerà il Consiglio di bacino rifiuti, è rivolta al caso Coimpo di Ca' Emo, Adria, dove, nella peggiore delle ipotesi, dovrà risponderne il comune. A Villadose risponde invece l'intestatario dell'Aia, il Consorzio smaltimento Rsu Rovigo, che è anche il proprietario del sito, ma la mancanza di alcuna garanzia fideiussoria a favore del territorio, ovvero a beneficio della Provincia di Rovigo, sembra preoccupare non poco il sindaco di Villadose. La Provincia comunque si rivolgerà al Consorzio per chiedere la sostituzione delle garanzie finanziarie inesigibili da Daneco


Rovigo - La divisione ambiente della Provincia non ha dubbi: se il gestore è latitante, vedi il caso di Daneco (LEGGI ARTICOLO) sulla mancata gestione della discarica di Taglietto 0 a Villadose, dove l'amministratore delegato di Daneco afferma in commissione parlamentare d'inchiesta sui reati e gli illeciti legati ai rifiuti di NON gestire alcun sito in Veneto, risponde l'intestatario dell'Aia ovvero il Consorzio Smaltimento Rsu di Nereo Tescaroli e Pierluigi Tugnolo.
Se non è già stata trasmessa, il Consorzio Rsu riceverà quindi dalla Provincia la medesima determinazione dirigenziale che il 25 luglio 2017 è stata inviata a Daneco (LEGGI ARTICOLO) con la richiesta di presentare entro 15 giorni le garanzie fideiussorie a beneficio della Provincia per la discarica di Taglietto 0.

L'Aia di T0 sarebbe dovuta essere stata volturata al gestore, stando all'ostinazione con cui venne volturata, sempre dal Consorzio, al gestore, poi revocato, Ecoambiente, per la nuova discarica di Taglietto 1 (T1). Una ostinazione, allora, probabilmente non priva di punti neri, tanto che Ecoambiente si ribellò con tutte le forze, prima con il presidente Luigi Paulon (LEGGI ARTICOLO), poi con il proprio consigliere delegato Ornella Astolfi.
La volturazione dell'Aia di Taglietto 1 ad Ecoambiente costò la revoca della gestione della stessa discarica T1, e costrinse l'azienda a presentare ricorso innanzi al Capo dello Stato, poi trasmesso al Tar del Veneto. La nuova Ecoambiente 2.0 di Bergamin e Tugnolo poi ritirò il ricorso per non creare imbarazzo al socio Consorzio Rsu azienda speciale (LEGGI ARTICOLO).

Quindi ricapitolando: se dal lato della discarica di Taglietto 1 le responsabilità sono prima del gestore (Ecoambiente), poi dell'intestatario dell'Aia (sempre Ecoambiente), poi del proprietario (Consorzio Rsu azienda speciale) e solo in ultima istanza del Comune di "domicilio" della discarica (Villadose), nel caso di Taglietto 0 (T0) il gestore ha abbandonato il sito, tanto che il Consorzio Rsu ha assunto l'ex direttore della discarica di T0 nella sua controllata Polaris, ma ne risponde sia in qualità di intestatario dell'Aia, sia di proprietario. Villadose quindi è indenne da qualsiasi responsabilità in solido (a differenza di Adria invece nel caso Coimpo) in quanto sia l'Aia, sia la proprietà, sono del Consorzio Rsu.

La "risposta" del Consorzio che dovrà sostituirsi a Daneco è principalmente quella di dover riprendere il mano la gestione di T0, far cessare il pericolo di sversamenti di percolato così come già evidenziato dalla Provincia, ma prima ancora anche da Ecoambiente, spostare il sopralzo provvisorio di 47.000 tonnellate da T0 a T1, chiudere T0, e gestirne il post mortem per 30 anni.
Lo capisce anche un bambino che siamo di fronte ad una somma esorbitante in capo al Consorzio Rsu, ovvero a tutti i comuni soci della Provincia. Solo la gestione del post mortem, con discarica chiusa e sigillata, che Daneco quantificava in 2-300.000 euro all'anno a seconda dei lavori da fare, moltiplicata per 30 anni assomma a 6-9 milioni di euro.
I lavori di ripristino della sicurezza ambientale urgentissimi per il percolato sono gran poca cosa in confronto, così come lo spostamento delle 47.000 tonnellate e la sigillatura (capping) della sommità di T0.
Nelle più ottimistiche previsioni di stima non sembra possibile ipotizzare una spesa inferiore ai 10 milioni di euro.

Se la Provincia non avesse accettato polizze fidejussorie che non avrebbe dovuto nemmeno considerare (LEGGI ARTICOLO), che si sono rivelate letteralmente carta straccia, almeno vi sarebbero le risorse per poter consentire al Consorzio di avviare i lavori di gestione, così come avrebbe dovuto fare Daneco.

Lo scenario che il caso Daneco a Villadose possa diventare come il caso Coimpo di Adria, dove, in un modo o nell'altro, dovrà pensarci il Comune se non se ne occuperà la proprietà o chi prenderà in affitto l'azienda, non sembra comunque possibile. A tal riguardo il sindaco di Villadose Gino Alessio, candidato in pectore alla presidenza del Consiglio di bacino che si sostituirà al Consorzio Rsu Ente di bacino, non si è espresso, ma sembra, da quando affermano persone che lo sentono anche durante questo periodo di "vacanza", che non sia affatto contento di come Consorzio e Provincia starebbero gestendo l'emergenza ambientale nel suo comune.
8 settembre 2017
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