PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO RIFIUTI ROVIGO Tramonta la gestione commissariale di Pierluigi Tugnolo dell’Ente di bacino. Nelle prossime assemblee verrà decisa la composizione del cda in due momenti diversi: prima il numero poi i nomi

Sistemata la contabilità del Consorzio arriva il Consiglio di bacino

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Si è dovuto attendere l’affitto di ramo d’azienda di parte dei beni del Consorzio Rsu azienda speciale da parte di Ecoambiente garantendo ossigeno al Consorzio, poco più di 800mila euro che sistemano la contabilità della prime due vasche, da ultimare, della discarica di Taglietto uno a Villadose. Non è stata certo una passeggiata ma alla fine i Comuni polesani hanno costituito il loro Consiglio di bacino dei rifiuti. Nella mattinata di martedì 12 settembre, infatti, i Comuni hanno dato vita al nuovo organo, firmando lo statuto ospiti a Palazzo Nodari, sede dell’ente coordinatore Rovigo. Il sindaco Massimo Bergamin esulta per il risultato che la sua amministrazione avrebbe portato a compimento dimenticandosi di ricordare i mesi trascorsi a temporeggiare




Rovigo – Si è dovuto scomodare il prefetto, far arrivare da Venezia l’assessore all’ambiente e il neo dirigente della Regione Veneto per strappare ai sindaci l’ok all’autorizzazione alla costituzione del Consiglio di Bacino (LEGGI ARTICOLO). Incontro peraltro avvenuto a palazzo Celio, sede della Provincia di Marco Trombini (LEGGI ARTICOLO). E tutto ciò dopo le “minacce” di Luca Zaia, governatore del veneto, di commissariare i Comuni che non votavano lo stesso statuto deciso per la costituzione. Era marzo 2017. Da allora è stato tutto un temporeggiare e cercare di prendere tempo per garantire più lunga vita possibile all’Ente di bacino rifiuti guidato dal commissario Pierluigi Tugnolo. Prima il ritardo viene attribuito al sindaco Bergamin (LEGGI ARTICOLO), poi è Bergamin ad accusare gli altri comuni di essere in ritardo (LEGGI ARTICOLO). Così sono passati sei mesi. Oggi, 12 settembre, nella sala consiliare del Comune di Rovigo si è costituito il Consiglio di Bacino Rovigo.

“È una giornata storica – ha il coraggio di dire Bergamin – Questa amministrazione, in qualità di Ente coordinatore per la costituzione del Consiglio di Bacino è stata capace di ottemperare ad un obbligo che doveva essere espletato già nel settembre 2014, secondo quanto previsto dalla legge regionale 52/2012. Oggi è stato raggiunto un risultato straordinario per tutto il Polesine che dimostra come, attraverso il dialogo, si possano raggiungere grandi risultati”. Tutto qui, il commento del sindaco del capoluogo, ente coordinatore per la costituzione del Consiglio di Bacino dei rifiuti. Sindaco che, tra l’altro, non era neanche presente. Al suo posto era stato delegato l’assessore alle partecipate Stefano Falconi. I Comuni erano chiaramente tutti presenti e dopo l’appello e la lettura dello statuto, hanno apposto la loro firma in calce. Consiglio dunque finalmente costituito. Nelle prossime assemblee, con la speranza che il tutto si concluda entro la fine di ottobre, dovranno essere definiti il numero dell’organo di governo (cda e presidente) e successivamente le nomine. Si tratterà di due assemblee distinte.

Nelle scorse settimane è stato portato a termine l’affitto di ramo d’azienda di parte dei beni del Consorzio Rsu inteso come azienda speciale da parte di Ecoambiente. L’operazione crea la liquidità al Consorzio per chiudere la contabilità della discarica di Taglietto Uno limitatamente alle due vasche ancora da ultimare già consegnate al gestore Ecoambiente. La situazione drammatica della discarica di Taglietto Zero (LEGGI ARTICOLO), ancora da chiudere, con un sopralzo da 47.000 tonnellate da spostare entro novembre 2017, abbandonata da Daneco, in fallimento (LEGGI ARTICOLO), e non garantita da alcuna polizza fideiussoria valida, a causa del pasticcio operato dalla Provincia (LEGGI ARTICOLO), è la pesante eredità che il nuovo Consiglio si trova sul tavolo di lavoro ancor prima di insediarsi, ben sapendo, tutti i sindaci soci, che da qualsiasi parte la si voglia vedere, la questione di Taglietto Zero è tutta in capo a loro, non della Provincia ne tantomeno di Villadose (LEGGI ARTICOLO).

12 settembre 2017
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