CASO COIMPO ADRIA (ROVIGO) Il verdetto del Tar atteso a ore, l'azienda vuole evitare di dovere ripulire l'area. Intanto i Cinque Stelle battono i pugni: "Anche noi al tavolo tecnico"

Ore di udienza per decidere sulla bonifica

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Continua a tenere banco il tema della bonifica di Coimpo (LEGGI ARTICOLO), la ditta di Ca’ Emo nella quale le lavorazioni sono ferme, a seguito di una seconda inchiesta, relativa allo smaltimento di fanghi su terreni agricoli in Toscana (LEGGI ARTICOLO), che è andata ad aggiungersi a quella per le quattro morti del 22 settembre del 2014 , per cui ci si trova già a processo (LEGGI ARTICOLO). Se ne parlerà nel corso del tavolo tecnico organizzato per la mattinata di venerdì 15 settembre (LEGGI ARTICOLO). Intanto, mercoledì 13 settembre si è tenuta l'udienza al Tar, cruciale per decidere sulla bonifica dell'area, mentre i due processi penali in programma a Rovigo sulle quattro morti hanno segnato una battuta di arresto per un motivo abbastanza clamoroso



Adria (Ro) - Il Movimento 5 Stelle chiede formalmente al sindaco Barbujani di partecipare al tavolo tecnico in cui si parlerà della questione di Coimpo, della maniera di procedere alla pulizia dei rifiuti speciali che sono presenti da tempo e del futuro dell'impianto. Il Comune di Adria ha già diramato le convocazioni. Dovrebbero essere presenti: Bartolomeo Amidei, senatore di Forza Italia; Emanuela Munerato, senatrice; Diego Crivellari, deputato; Cristiano Corazzari, assessore regionale; Marco Trombini, presidente della Provincia di Rovigo; Vanni Bellonzi, dirigente della Provincia di Rovigo; Nicola Dell'Acqua, direttore generale di Arpa Veneto; Vincenzo Restaino, direttore di Arpa Rovigo. Anche il Movimento 5 Stelle, però, reclama un proprio rappresentante alla riunione.

“Vogliamo partecipare all'incontro per il concetto fondamentale qual è il principio di democrazia, - puntualizza la neoconsigliera comunale Elena Suman - ovvero una forma di governo in cui il potere viene esercitato dal popolo tramite i rappresentanti eletti. E il M5S rappresenta i cittadini anche nelle sedi regionale e nazionale”.

“Da vice presidente e componente della commissione ecomafie alla Camera, mi sono occupato della Coimpo sin dal tragico giorno in cui sono morte quattro persone - commenta Stefano Vignaroli - Ero andato sul luogo della tragedia trovandomi davanti un luogo spettrale. Da allora seguo con preoccupazione l'evolversi della vicenda anche alla luce degli ultimi fatti. Imprenditori che usano il nostro bene più prezioso: l'ambiente. Lo spremono e lo calpestano e mi riferisco all'azienda implicata in una indagine fiorentina e accusata di aver spanto in agricoltura fanghi pericolosi, di aver continuato a operare pur sapendo che la compagnia assicurativa che aveva emesso le fideiussioni per il proprio impianto era fallita, di non aver rispettato le diffide e i diversi piani di svuotamenti concordati e di aver riempito fino all'osso di rifiuti il sito di Ca Emo”.

Intanto, nella giornata di mercoledì 13 settembre, c'è stata l'udienza al Tar che dovrebbe portare a un verdetto fondamentale per mettere un punto fermo nella vicenda. Udienza fiume, finita verso le quattro del pomeriggio e innescata dal doppio ricorso presentato proprio da Coimpo (LEGGI ARTICOLO).

Due, appunto, i documenti che, in questo contesto, ha impugnato Coimpo. Il primo è la ordinanza del 31 maggio scorso, con la quale la Provincia di Rovigo imponeva alla ditta la bonifica della zona, svuotando le vasche e i silos di fanghi che sono lì da mesi, se non da più. Il secondo è la nota dirigenziale con la quale, il 3 luglio, la Provincia rispondeva negativamente alla richiesta di una società che voleva prendere in affitto lo stabilimento, facendosi girare le autorizzazioni ambientali a suo tempo rilasciate in capo a Coimpo.

Operazione nella quale sarebbero emersi problemi in relazione alla affidabilità delle polizze, obbligatorie per legge nel settore dei rifiuti, che erano state presentate sotto forma di bozza dalla società subentrante, Demetra Fert. Per quanto, ora, dire la verità,  paia emergere come problemi simili esistessero anche in capo a Coimpo stessa (LEGGI ARTICOLO).

Sempre nella giornata di mercoledì 13 settembre, in Tribunale a Rovigo era prevista la riunione dei due processi penali aperti in primo grado per la tragedia del 22 settembre 2014, quando quattro persone morirono causa lo svilupparsi di una nube tossica in una vasca nella quale fanghi da depurazione venivano trattati con acido. Il primo processo è quello che ha come ipotesi di reato principale quella di omicidio colposo, elevata a carico degli otto imputati; il secondo quello alle due società coinvolte, Coimpo e Agribiofert, chiamate in causa per quella che viene chiamata "responsabilità amministrativa", ma sempre all'interno di un processo penale (LEGGI ARTICOLO).

In realtà l'udienza non è praticamente cominciata, incassando un rinvio alla luce di problemi nei verbali stenotipici, ossia ricavati dalla fonoregistrazione dell'udienza. E' stato necessario chiederli nuovamente e sono arrivati, nella forma corretta, troppo a ridosso dell'udienza per consentire al giudice di sciogliere la riserva su alcune istanze delle parti.

 

13 settembre 2017
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