FUSIONE CEREGNANO – VILLADOSE (ROVIGO) Vanni Destro commenta l’unione dei due comuni in chiave ironica, augurandosi che l’unione non comporti anche un aumento di puzza

“Speriamo che l'unione non faccia ancora la puzza”

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È di questi giorni la definizione dell'iter per la fusione dei Comuni di Ceregnano e Villadose. Un processo che, attraverso un referendum che vedrà al voto i cittadini nel 2018, porterà, presumibilmente nel 2020, alla nascita della nuova creatura comunale mediopolesana. Ecco le considerazioni di Vanni Destro



“Magari sarà una cosa positiva in termini di riduzione dei costi amministrativi e di incremento di risorse disponibili, compresi i vantaggi economici di legge per questo tipo di operazioni, ma di certo sarà la nascita di uno straordinario polo che vedrà il possibile futuro Comune primeggiare in Polesine: quello della puzza. Ceregnano e Villadose metteranno assieme, tra megadiscariche, porcilaia e allevamenti vari, industrie chimiche, un discreto patrimonio di siti inquinanti e/o maleodoranti e il sodalizio produrrà una concentrazione sicuramente da Guinnes dei primati. 

Di puzza non è mai morto nessuno, dicono alcuni. Magari è vero, ma i profluvi escrementizi della porcilaia allietano le serate estive ceregnanesi all'ora di cena, gli odori nauseabondi provenienti dalla zona industriale villadosana ammorbano l'aria delle notti dei week end a Pezzoli e Lama Polesine con l'aggiunta di irritare le vie respiratorie e gli occhi, l'ho provato di persona, le discariche, oltre al profumo non di lavanda, lasciano percolato nocivo che impregna i terreni e entra nelle falde e nei fossi di scolo, e altri allevamenti fanno il resto.

Ecco, di sicuro sarebbe piacevole scoprire che una futura amministrazione ceregnan-villadosana fosse più attenta a queste cose che non migliorano di certo la qualità della vita del cittadino. Speriamo che l'unione non faccia ancora la puzza”.

Vanni Destro

4 novembre 2017
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