AMBIENTE POLESINE ROVIGO Diego Crivellari, deputato del Pd, manifesta la sua approvazione per la nascita del parco interregionale. Pensiero contrario invece arriva da Mauro Viti, commissario dell’ente Parco Delta del Po

E parco interregionale sia, anche se non si capisce come 

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La strada per la creazione del parco interregionale, e non più nazionale, del Delta Del Po è stata avviata (LEGGI ARTICOLO). Ora per Diego Crivellari, parlamentare polesano Pd, bisogna pensare alla partecipazione dei territori, mentre Mauro Viti, commissario dell’ente parco Delta del Po locale, esprime dubbi in quanto non ha elementi su quello che potrà essere in futuro 



Rovigo - Da una parte si pensa sia una grande opportunità, dall’altra invece ci sono molte perplessità. E’ quanto trasmettono le parole di Diego Crivellari, onorevole polesano del Partito Democratico, e quelle di Mauro Viti, commissario dell’Ente parco Delta del Po, in merito all’approvazione della commissione Bilancio del Senato di un emendamento che riapre il percorso verso il Parco interregionale del Delta. 

“Un passo in avanti dopo anni di stallo e di occasioni sciupate - secondo Crivellari -. Un passo in avanti, che però deve poter dare vita ad un percorso partecipato, in cui i territori siano protagonisti. Abbiamo infatti la possibilità concreta di lavorare per far nascere un'area vasta che integri i due parchi regionali esistenti, senza nuovi vincoli, coniugando tutela e valorizzazione di un patrimonio naturalistico e umano davvero unico. Forse, come ha detto il ministro Franceschini, con parole che riteniamo significative, la Camargue italiana potrà finalmente essere adeguatamente promossa e conosciuta nel mondo e creare nuove occasioni di crescita e di sviluppo”. 

 

Con questo emendamento l’ipotesi del parco nazionale è stata eliminata ed è stata confermata invece la volontà di fondere la realtà veneta con quella ferrare sulla gestione del Parco del Delta del Po che però ora deve essere costruita: “Oggi si pongono le basi per la nascita di un parco interregionale che, - continua Crivellari - come previsto anche dal riconoscimento Mab Unesco, potrà essere costituito soltanto con l’intesa delle Regioni Veneto e Emilia Romagna, cioè con il supporto decisivo dei territori e degli enti locali. Da subito abbiamo la grande responsabilità di lavorare per costruire l'intesa tra le due Regioni e il ministero dell’Ambiente, e di farlo proprio coinvolgendo i territori, i sindaci, le comunità, le associazioni e tutti i portatori di interesse per cogliere questa sfida, condividendola con chi nel Parco ci vive, ci lavora e senza soluzioni predeterminate”. 

I dubbi invece sono giunti da Viti che ha ammesso “non ho capito sinceramente che emendamento abbiano votato - commenta - di quale parco si sta parlando. A settembre 2015 si era partiti con una legge speciale che prendesse tutto il territorio del Parco del Delta del Po in modo ampio senza però alcune ipotesi di fusione, ma solo con la collaborazione tra i due Enti Parco per iniziative di promozione alla quale era stato dato parere positivo. Poi a giugno 2016 il nuovo progetto del parco nazionale o interregionale che muore con questo emendamento che non riesco ad inquadrare. Dal punto di vista tecnico non ho elementi su quello che potrà essere in futuro, anche perché il modello di governance e organizzazione dei due Parchi è differente, e per questo manifesto tutte le mie perplessità”. 

30 novembre 2017




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