SALUTE ROVIGO Ulss 5 Polesana virtuosa, ma per i pochi bimbi ancora senza vaccino il termine ultimo è il 10 marzo, dopo di che scattano espulsioni dalle scuole per l’infanzia e sanzioni per gli altri genitori

100 i bambini non vaccinati, rischiano di restare fuori da scuola 

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L’Ulss 5 fa il bilancio delle vaccinazioni dall’istituzione dell’obbligo vaccinale: provincia virtuosa ma c’è un 4/5% di bimbi e ragazzi non ancora vaccinati. Il problema: “Genitori che hanno preso come una missione non vaccinare i propri figli”. Ma fra poco scatterranno le sanzioni



Rovigo – Sono percentualmente molto pochi i genitori che hanno preso la ferma posizione di non vaccinare i propri figli ma per loro, a marzo del 2018 scatteranno i provvedimenti previsti per legge. Alcuni, fra questi, non hanno neppure risposto alla chiamata del servizio vaccinazioni dell’Ulss, tanti altri, la maggior parte fra i gli “anti vaccinisti”, hanno scelto di prenotare il colloquio con il servizio vaccinazioni per avere in mano una pezza giustificativa, al posto del certificato vaccinale, e poter quindi iscrivere comunque i figli a scuola, ma non si sono poi presentati alla vaccinazione. Ma la prenotazione, a marzo 2018, non basterà più. I bimbi che non avranno cominciato il ciclo di vaccini obbligatori, per legge, infatti, dovranno subire la scelta dei genitori e rimanere a casa da scuola, se con una età compresa tra gli 0 e i 6 anni. Sopra i 6 anni, invece, scatteranno le sanzioni nei confronti dei genitori. Multe fino a 500 euro.

Il direttore generale dell’Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella, insieme alla responsabile del Servizio igiene e sanità pubblica Giovanna Casale e alla responsabile delle vaccinazioni Margherita Bellè, spiega la situazione sulle vaccinazioni in provincia alla luce della recente introduzione dell’obbligo vaccinale. “Siamo una provincia virtuosa la nostra Ulss anche prima dell’introduzione dell’obbligo vaccinale raggiungeva standard di copertura elevatissimi – spiega Compostella – Chiaro che con l’introduzione dell’obbligo abbiamo vaccinato più bambini, le dosi somministrate in più raggiungono quasi le 3mila unità. Purtroppo ci sono ancora, anche se percentualmente pochi, genitori che hanno deciso di non vaccinare i propri figli. Un rifiuto categorico che non permette neppure il dialogo con queste coppie”.

“I non vaccinati sul territorio provinciale dagli 0 ai 16 anni sono circa mille, diciamo una percentuale di circa il 4/5% dei bambini e ragazzi nell’età delle vaccinazioni presenti nei confini del Polesine – spiega la dottoressa Margherita Bellè – Ma tra i 900 sono compresi anche quelli che i vaccini li hanno fatti ma, magari, non tutti o hanno saltato un richiamo. Sono invece un centinaio quelli che la vaccinazione non l’hanno proprio mai fatta. Purtroppo i genitori di questi bambini non vogliono, per la maggior parte, avere un dialogo con noi. Sono fermi sulla loro posizione, alcuni sono arrivati a colloquio con il registratore in mano esordendo la conversazione con la richiesta di poter registrare tutto il colloquio su consiglio dell’avvocato. Così è difficile. Eppure non si rendono conto che stanno negando un diritto ai propri figli”.

Ma per loro ci saranno conseguenze. Sebbene prima il Ministero concedesse l’ingresso a scuola anche solo con la prenotazione della vaccinazione, il 10 marzo le scuole avranno l’obbligo di chiedere il certificato vaccinale degli alunni ai genitori e, qualora non lo avessero, segnalarli. L’Ulss, allora, dovrà procedere con le sanzioni ma l’azienda sanitaria è ancora in attesa di una circolare ministeriale esplicativa per capire come comportarsi esattamente. Si presume che, salvo ulteriori cambiamenti, per i bambini non vaccinati sotto i 6 anni scatterà l’espulsione da scuola, mentre per quanto riguarda quelli più grandi i genitori dovranno pagare una multa.

“Importante: una cosa che spieghiamo ai genitori che vengono a colloquio è che i bambini non dovranno fare immediatamente tutti i vaccini entro il 10 marzo – spiega la dottoressa Giovanna Casale – Anzi, dovranno aver cominciato i cicli vaccinali previsti per legge, non per forza averli conclusi”. Infine, per quanto riguarda i genitori preoccupati per l’esistenza in famiglia di malattie genetiche o per patologie pregresse dei figli, l’Ulss invita ad andare a colloquio con il personale del servizio vaccinazioni: “Non a tutti i bambini viene sottoposto lo stesso calendario vaccinale – spiega la dottoressa Bellè – Il percorso è sempre personalizzato e la scheda tecnica del pediatra è il punto di partenza per ogni valutazione”.

Un’ultima novità in merito alle vaccinazioni: è in fase sperimentale, ma quasi pronta ad essere lanciata, una app della Regione Veneto che servirà da calendario vaccinale. Una applicazione che permetterà, tra le funzioni, di ricevere promemoria prima del giorno della vaccinazione prenotata, un aiuto in più per tutti quei genitori sempre carichi di pensieri e cose da fare che potrebbero altrimenti scordarsi data e ora della prenotazione.

Roberta Boldrin

5 dicembre 2017
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