LETTERA ROVIGO Manlio Padovan, scrittore e storico locale, si erge a difesa dell’agricoltura senza Ogm, contrariamente a quanto sostenuto da Vincenzo Cappellini

La coltivazione degli Ogm aprirebbe le porte alle multinazionali 

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In una sua lettera aperta a Luca Zaia, Vincenzo Cappellini diceva: “Coltiviamoli gli Ogm, sono 20 anni che li mangiamo” (LEGGI ARTICOLO). Manlio Padovan, scrittore e storico polesano, alla luce della posizione di Cappellini fa notare come arrendersi alla coltivazione Ogm, significhi arrendersi al disegno fagocitante delle multinazionali, che hanno appena segnato un punto, e che punto, a favore con il Ceta, l’accordo di libero scambio tra Ue e Canada



Egregio direttore,

registro con dispiacere la lettera del signor Vincenzo Cappellini sugli Ogm: egli chiede con forti toni ed entusiasmo la coltivazione, la diffusione ed il consumo dei prodotti Ogm, senza rendersi conto che la conseguenza sarebbe un arrendersi totalmente alle multinazionali. Io trascuro volutamente le motivazioni scientifiche perché non ho titoli per affrontarle; ma i problemi politici esistono, eccome! Ed oggi, dopo l’approvazione del Ceta, accordo di libero scambio col Canada, sappiamo bene che nemmeno i governi nazionali potrebbero opporsi ai voleri di quelle organizzazioni certo non umanitarie: basti il pensiero del glifosato. E che l’interesse sia solo delle multinazionali lo dimostra il can can fatto attorno al Ttip: un can can che serviva, come servì, a tenere alta l’attenzione sul Ttip affinché, silente silente o quasi, passasse il Ceta perché col Ttip lor signori, gli Usa, non sono ancora pronti ad invadere il mondo.

Certo, c’è l’incongruenza che da noi gli Ogm sono vietati alla coltivazione ma non al consumo; e ciò rappresenta l’ennesima ipocrisia di politici che, solo a fin di cadrega, fanno favori agli amici invece di fare politica per il paese.

Chi non fosse convinto, si convincerebbe di dove stiamo andando, se leggesse il libro di Steinmetz “Questo è Cefis” in cui si prende in esame la figura di quel figuro di Eugenio Cefis, vero fondatore della P2, animato dal  motto: “la mia Patria si chiama Multinazionale” che espresse bene in un famoso discorso del 1972 presso l’Accademia militare di Modena.

L’agricoltura deve essere una attività locale, con consumo locale e possibilità di importare solo ciò che non si può coltivare localmente: questo è il nostro interesse!

Grazie per l’attenzione.

Cordiali saluti.

Manlio Padovan

 

 

12 dicembre 2017
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