CONSVIPO ROVIGO La verità del presidente dimissionario Angelo Zanellato che lascia la guida dell’ente solo dopo aver ottenuto garanzie sulla vita del consorzio. “Salvato l’ente e i dipendenti dalla chiusura e dagli usurpatori”

“Vado via a testa alta: ho portato 246 milioni di euro al Polesine”

Angelo Zanellato
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Il suo discorso all’assemblea era già stato molto chiaro, ma il presidente dimissionario del Consorzio per lo sviluppo del Polesine, Angelo Zanellato, ci tiene ad approfondire ulteriormente le motivazioni del su “addio”, frutto di un accordo, ma non solo. Si riferisce in particolare, come aveva accennato in assemblea (LEGGI ARTICOLO), al fatto che le sue dimissioni siano legate alla rassicurazione che alcuni personaggi “in cerca di affari”, già combattuti nella questione Bancadria (LEGGI ARTICOLO), non siederanno ai vertici del Consorzio


Rovigo – “Ho avuto la certezza che non verranno a sedere nel cda del Consorzio i soggetti che stanno camminando per il Polesine in cerca di affari. Gente già combattuta durante la famosa assemblea di Bancadria. Sapevo che una volta portati alla luce gli intrecci che queste persone avevano in ogni settore si sarebbe scatenata una guerra contro di me. Persone che attaccano senza pietà ma si nascondono dietro fiduciarie. Ma al momento la catena almeno in Polesine è stata spezzata”. Con queste parole il presidente del Consorzio per lo sviluppo del Polesine, Angelo Zanellato, spiega i motivi del suo annuncio di dimissioni, che diventeranno effettive entro la metà di gennaio, prima della prossima assemblea dei soci. Grazie ad un accordo sottoscritto da Pd e Forza Italia, il Consorzio è salvo dalla cessazione, ha anche evitato la liquidazione ed ora comincia il suo processo di cambiamento. 

“Faceva parte dell’accordo, certo, ma mi sono dimesso per tre motivi: la garanzia che il Consvipo verrà riformato ma non cesserà di esistere, la garanzia che nessun lavoratore sarà licenziato e la garanzia che certa gente non verrà a sedersi nel cda del Consorzio”, spiega il presidente dimissionario.

“Me ne vado fiero ed orgoglioso di quello che ho fatto in questi 8 anni. Nonostante gli attacchi subiti, si dice che abbia portato a casa 350mila euro (in 8 anni), ricordo che se anche fosse vero parliamo di indennità di carica, rimborsi e spese di viaggio tutti svolti in nome e per l’ente, e che il mio lavoro, e del mio cda, ha permesso al Polesine di ottenere in questi 8 anni ben 246 milioni di euro di investimenti pubblici o privati, recuperare 83 milioni di finanziamenti e dare lavoro a 7mila 558 persone, coinvolgendo 609 soggetti tra Comuni e imprese. Una somma che chiaramente può far gola a tanti, non necessariamente interessati al bene del Polesine”.

Il presidente Angelo Zanellato rimarrà in carica fino alla prossima assemblea, ipotizzata per il 15 di gennaio, dove si insedierà il nuovo cda che probabilmente sarà ampliato a 5 componenti, invece dei tre attuali, e che dovrebbe essere guidato da un presidente espressione del centro destra visto il numero di quote detenute dai soci, in larghissima maggioranza di centro destra. Ora che i soci hanno votato la tabella dei contributi e il bilancio, tutti dovranno pagare la loro quota, Provincia compresa che probabilmente dovrà provvedere al pagamento con un debito fuori bilancio.

 

29 dicembre 2017
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