CONFAGRICOLTURA VENETO ROVIGO Bilancio del 2017: latte e carne escono dalla crisi, non altrettanto bene per i prodotti cerealicoli 

Segnali di ripresa negli allevamenti, ma le coltivazioni soffrono il clima 

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Si chiude un 2017 difficile a causa dell’andamento climatico avverso, ma il latte e la carne si lasciano alle spalle la crisi e registrano prezzi in risalita. Bene anche il vino e gli agriturismi. Ma brutte notizie per il settore cerealitico. I numeri di Confagricoltura Veneto


Rovigo – Per l’agricoltura veneta l’anno nuovo si apre con segnali di ripresa per quanto riguarda il latte, la carne suina, bovina e cunicola, che sembrano riprendere quota dopo anni di crisi. Una boccata di ossigeno per le aziende venete dopo un’annata difficile, segnata da livelli di produzioni insoddisfacenti di molti prodotti agricoli, alti costi dei mezzi di produzione, calo degli investimenti e problemi di varia natura, a cominciare dall’andamento climatico sfavorevole, che hanno compromesso la redditività delle coltivazioni.

“Il 2017 è stato, dal punto di vista climatico, veramente unico – sottolinea Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto – Le piante hanno sofferto le gelate primaverili prima e la siccità estiva poi, con l’aggiunta del flagello della cimice asiatica, che ha incrementato la propria presenza nelle campagne causando danni ovunque. Per quanto riguarda l’ortofrutta, le mele e le pere hanno prodotto frutti di media pezzatura, con quantità e prezzi non elevati. Male le albicocche, le pesche e le nettarine e anche le ciliegie. Negli avicoli l’influenza aviaria ha causato enormi danni diretti ed indiretti, ma il prezzo delle uova, a causa delle produzione ridotta, è tornato a livelli soddisfacenti. Non bene il settore cerealicolo, con frumento, mais e soia che hanno risentito delle gelate e della siccità e i prezzi al di sotto dei costi di produzione. Un settore che non riesce a uscire dalla crisi in cui è sommerso da anni”.

Meglio le produzioni zootecniche, che si sono risollevate rispetto agli anni precedenti: “Latte e formaggi hanno segnato una ripresa che ha dato un po’ di ossigeno agli allevamenti, con il prezzo del latte risalito a quota 40 centesimi anche grazie al boom delle quotazioni del burro in Europa. Grande ripresa per il settore suino, con l’export in aumento anche grazie alla riapertura del mercato cinese, e bene anche la carne bovina, che pure dovrebbe beneficiare della rimozione del blocco delle importazioni da parte della Cina che durava da 16 anni a causa della Bse (encefalopatia spongiforme bovina). Note positive anche dal settore vitivinicolo. Nonostante le avversità meteo, che hanno causato un calo medio della produzione dal 20 al 30 per cento a seconda delle zone, la qualità delle uve è stata buona e i prezzi sono lievitati”.

 

2 gennaio 2018




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